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Tentata estorsione mafiosa a Soccavo, imprenditore costretto a chiudere: un arresto

NAPOLI – I Carabinieri del Nucleo Operativo di Napoli Bagnoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di un uomo ritenuto gravemente indiziato di concorso in tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Secondo quanto emerso dalle indagini, avviate nell’ottobre 2024, l’uomo avrebbe più volte avanzato richieste estorsive nei confronti di un imprenditore del quartiere Soccavo, chiedendo “regali a piacere per i carcerati” per un totale di 1.500 euro l’anno, da versare in occasioni festive.

Alla mancata corresponsione delle somme, l’indagato e alcuni complici avrebbero messo in atto sfilate intimidatorie nei pressi dell’attività, tanto da spingere la vittima a chiudere il negozio e trasferirlo in un altro comune.

Grazie a testimonianze dirette e immagini di videosorveglianza, i militari hanno ricostruito l’intero contesto, raccogliendo elementi ritenuti idonei a sostenere l’accusa. L’uomo è stato posto agli arresti domiciliari.

Chiama il 112 per paura ma finisce in manette: in casa droga e materiale per lo spaccio

GIUGLIANO – Ha chiamato il 112 chiedendo aiuto per presunte minacce, ma all’arrivo dei Carabinieri si è barricato in casa e ha lanciato dalla finestra una busta piena di cocaina. Protagonista della vicenda un 50enne di Giugliano in Campania, che è stato arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio.

I militari, allertati dalla chiamata, sono riusciti a localizzare l’abitazione e si sono recati immediatamente sul posto. Alla loro richiesta di aprire, l’uomo ha reagito con sospetto, chiudendosi dentro. Dalla finestra è stata però lanciata una busta contenente 27 grammi di cocaina.

Dopo alcuni minuti di mediazione, l’uomo ha aperto la porta. All’interno dell’appartamento i carabinieri hanno trovato altre dosi di droga, denaro contante, bilancini di precisione e materiale per il confezionamento, elementi sufficienti a far scattare l’arresto.

Secondo quanto ipotizzato dagli investigatori, la telefonata al 112 sarebbe stata effettuata sotto l’effetto di stupefacenti. Il 50enne è stato condotto in carcere.

Ercolano, strage nella fabbrica abusiva di fuochi: due arresti dopo l’esplosione del 18 novembre

ERCOLANO – I Carabinieri della Tenenza di Ercolano hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due persone ritenute coinvolte nell’esplosione che, lo scorso 18 novembre 2024, provocò la morte di tre giovani in un’abitazione di via Patacca, adibita abusivamente a fabbrica di fuochi d’artificio.

Il provvedimento è stato disposto dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli, che coordina le indagini sul tragico episodio. Le accuse a carico degli indagati riguardano diversi reati connessi alla fabbricazione illecita di esplosivi e alla gestione non autorizzata dell’impianto.

I fatti, avvenuti nel cuore di un’area residenziale, avevano scosso profondamente la comunità locale. Dopo mesi di accertamenti, rilievi tecnici e raccolta di testimonianze, gli inquirenti hanno ricostruito le responsabilità che hanno portato all’arresto dei due sospettati.

IL VIDEO RIPRESO DAL DRONE DEI CARABINIERI SUL LUOGO DELL’ESPLOSIONE

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Pomigliano d’Arco: Polizia Locale sequestra cibo e scopre lavoratori in nero nei mercati

POMIGLIANO D’ARCO – Operazione ad ampio raggio della Polizia Locale di Pomigliano d’Arco, impegnata oggi in un’intensa attività di controllo contro le sofisticazioni alimentari nelle aree mercatali cittadine. Gli agenti, diretti dal colonnello Emiliano Nacar, hanno effettuato verifiche su due distinte zone del mercato, sequestrando circa 200 kg di latticini e salumi venduti senza alcuna autorizzazione: i prodotti sono stati distrutti e al commerciante è stata inflitta una sanzione da 5.000 euro.

Durante i controlli, condotti in sinergia con la Guardia Costiera, sono stati anche sequestrati 50 kg di prodotti ittici privi di tracciabilità, con relative sanzioni per 3.000 euro. A queste si aggiungono violazioni riscontrate dal personale dell’Ispettorato del Lavoro, che ha individuato sei lavoratori in nero, elevando ulteriori 10.000 euro di sanzioni.

Le attività, coordinate sul campo dal Sottotenente D’Ambrosio, hanno inoltre portato alla rimozione di 4 veicoli e all’elevazione di due sanzioni per occupazione abusiva del suolo pubblico. Le operazioni proseguono anche sul fronte del controllo del conferimento dei rifiuti nelle aree mercatali, dove – fanno sapere dal comando – sono in arrivo nuove sanzioni.

De Luca: “Dazi USA, rischio mezzo miliardo di danni in Campania. Colpiti vino, ortofrutta e zootecnia”

BENEVENTO  – I dazi imposti dagli Stati Uniti rischiano di costare caro alla Campania, soprattutto in termini di esportazioni agricole e agroalimentari. A lanciare l’allarme è il presidente della Regione Vincenzo De Luca, che da Benevento ha parlato di “un danno stimato attorno al mezzo miliardo di euro” per il sistema economico regionale.

“Soprattutto il comparto vinicolo, ortofrutticolo e zootecnico sarà colpito duramente”, ha spiegato De Luca, che ha invitato a una “valutazione attenta e non emotiva” degli effetti concreti della misura voluta dall’amministrazione Trump. “Anche la meccanica e l’automotive potrebbero subire conseguenze pesanti”, ha aggiunto.

Il governatore ha poi sottolineato la necessità di “evitare reazioni d’istinto che innescherebbero una guerra commerciale senza fine”, ma al tempo stesso ha ribadito la necessità di una “risposta concreta e coordinata” per proteggere il lavoro e le imprese del territorio.

“Le ricadute occupazionali potrebbero essere gravi, serve un’azione forte e condivisa a livello nazionale ed europeo”, ha concluso.

Napoli, scontro a fuoco per droga: due arresti per tentato omicidio e metodo mafioso

NAPOLI – Due persone sono state arrestate dalla Guardia di Finanza di Napoli nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea. I due soggetti sono gravemente indiziati di tentato omicidio, porto abusivo di armi e spaccio di droga, reati aggravati dal metodo mafioso.

Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli e dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, sono partite dalla denuncia di un cittadino albanese ricoverato in ospedale per ferite da arma da fuoco. L’uomo aveva inizialmente raccontato di essere stato vittima di una rapina a mano armata sull’Asse Mediano, ma la ricostruzione si è rivelata falsa.

Le verifiche hanno fatto emergere che si trattava in realtà di un regolamento di conti per droga con un pregiudicato di Giugliano in Campania, legato a un clan camorristico. L’albanese si sarebbe recato armato presso l’abitazione dell’italiano per una controversia legata a una fornitura di crack e cocaina, ma è stato raggiunto da tre colpi di pistola che gli hanno sfiorato organi vitali. Dopo essere fuggito e aver nascosto l’arma, è stato ricoverato con 30 giorni di prognosi, presentando poi una falsa denuncia per rapina per depistare le indagini.

Accogliendo la richiesta della Procura, il G.I.P. del Tribunale di Napoli ha disposto per entrambi la custodia cautelare in carcere. I provvedimenti sono stati emessi nella fase delle indagini preliminari: gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

Operazione contro pedopornografia online: 4 arresti e 15 indagati, sequestri in tutta Italia

NAPOLI – Quattro arresti, quindici indagati, migliaia di file sequestrati e due piattaforme del dark web smantellate: è questo il bilancio dell’operazione “Stream”, una delle più imponenti mai condotte in Italia contro la pedopornografia online. A coordinarla la Procura di Napoli, in sinergia con Europol e forze di polizia di oltre 35 Paesi, tra cui Germania, Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Spagna e Canada.

Nel mirino degli investigatori del Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online, con il supporto del Centro Operativo Sicurezza Cibernetica di Napoli, una rete fitta e ben organizzata, che operava attraverso il dark web. Durante le perquisizioni – condotte su tutto il territorio nazionale, con il coinvolgimento di nuclei specializzati di Lombardia, Lazio, Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna, Puglia, Veneto e Sardegna – sono stati sequestrati wallet di criptovalute, dispositivi informatici e migliaia di contenuti illeciti.

Gli arrestati sono un 27enne disoccupato di Foggia, un informatico 49enne di Biella, un operaio 22enne di Caserta e un massaggiatore 36enne di Pesaro Urbino. Gli indagati, di età compresa tra i 22 e i 67 anni, comprendono anche professionisti e un avvocato.

Due le piattaforme al centro dell’inchiesta: “Wikipedo”, ispirata a Wikipedia, dove era disponibile persino un “manuale per pedofili”, e “KidFlix”, un vero e proprio Netflix del crimine, in cui i contenuti pedopornografici – suddivisi per categoria – venivano streammati o scaricati in cambio di token virtuali acquistabili in criptovalute. Secondo gli inquirenti, tra aprile 2022 e marzo 2025, la piattaforma ha raggiunto 1,8 milioni di utenti, con 91.000 video unici caricati per oltre 6.200 ore di contenuti. Solo l’11 marzo scorso, la polizia tedesca e olandese ha sequestrato i server, contenenti 72.000 file al momento dell’intervento.

“Lo sfruttamento sessuale dei minori è una delle minacce più gravi alla sicurezza interna dell’Unione Europea” – ha spiegato in una nota la Polizia di Stato, evidenziando come la tecnologia digitale abbia amplificato il fenomeno, favorendo una circolazione massiva di contenuti e l’accesso illimitato da parte di reti criminali.

L’inchiesta – coordinata dalla IV Sezione della Procura partenopea, diretta dal procuratore aggiunto Raffaello Falcone – si è avvalsa anche di analisi blockchain per tracciare i pagamenti e l’attività dei fruitori.

Una collaborazione internazionale che ha portato alla chiusura della piattaforma KidFlix, all’identificazione di quasi 1.400 sospetti nel mondo e a 79 arresti solo in Germania. L’Italia, grazie a questa operazione, conferma il suo ruolo di primo piano nel contrasto ai reati online contro le fasce più deboli.

 

Capaccio Paestum, muore il 15enne trovato in strada in fin di vita: indagini in corso, l’ipotesi è suicidio

CAPACCIO PAESTUM (SA)  – Non ce l’ha fatta il 15enne di Capaccio Paestum che lunedì sera era stato ritrovato agonizzante in strada, in una pozza di sangue. Nonostante gli sforzi dei medici del reparto di Rianimazione dell’ospedale “Ruggi” di Salerno, il cuore del giovane ha smesso di battere. La sua famiglia, in un gesto di straordinaria generosità, ha autorizzato la donazione degli organi.

Grande il cordoglio nella città dei templi, dove ieri sera si era svolta una veglia di preghiera per esprimere vicinanza e sostegno alla famiglia del ragazzo. L’intera comunità è scossa da una tragedia che lascia dolore e domande aperte.

Intanto i Carabinieri della compagnia di Agropoli proseguono le indagini per chiarire le circostanze che hanno portato alla morte del 15enne. Al momento, l’ipotesi più accreditata dagli inquirenti è quella del suicidio, ma restano ancora da ricostruire nel dettaglio le ultime ore di vita del ragazzo.

Napoli, controlli straordinari a Secondigliano e Stella: sanzioni, sequestri e denunce per irregolarità commerciali e stradali

NAPOLI – Maxi operazione di controllo del territorio nelle zone di Secondigliano e via Santa Teresa degli Scalzi da parte della Polizia Municipale di Napoli. Gli agenti dell’Unità Operativa Secondigliano e del Reparto Git, in sinergia con la Polizia di Stato, l’ASL NA1 Centro, il Servizio Veterinario, l’Enel e il Reparto Prevenzione Crimine, hanno passato al setaccio numerose attività commerciali in via Dante e via dell’Arco.

Le ispezioni hanno portato alla contestazione di decine di irregolarità: occupazioni abusive di suolo pubblico, installazione non autorizzata di tende e insegne, vendita illecita di alcolici e prodotti alimentari, mancata documentazione sanitaria e ampliamenti di attività senza SCIA. Sequestrati anche 90 kg di prodotti ittici mal conservati. Diverse le violazioni edilizie accertate, con relative denunce e segnalazioni al Servizio Antiabusivismo del Comune.

Contestualmente, sono stati eseguiti controlli al Codice della Strada: 19 veicoli controllati, 12 violazioni accertate – tra cui guida senza patente, mancanza di casco e assicurazione, veicoli non immatricolati – con 3 mezzi sequestrati, 3 sottoposti a fermo e 2 patenti ritirate.

Sempre nell’ambito delle attività amministrative, anche gli agenti dell’Unità Operativa Stella sono intervenuti in via Santa Teresa degli Scalzi, ispezionando 17 esercizi commerciali. Tra le sanzioni: 6 occupazioni abusive di suolo, 2 esposizioni illegali di merci all’aperto con il sequestro di 100 kg di prodotti, e una violazione legata all’assenza di autorizzazione. Verificato anche il rispetto della normativa antifumo e della raccolta differenziata.

Tre diffide sono state notificate ad altrettante attività, in applicazione del decreto semplificazioni.

Salerno, sette medici indagati per la morte di Cristina Pagliarulo: disposta l’autopsia sulla salma

SALERNO – Sono sette i medici dell’ospedale “Ruggi” di Salerno finiti sotto inchiesta per la morte di Cristina Pagliarulo, la 41enne di Giffoni Valle Piana deceduta il 6 marzo scorso dopo ore di attesa in barella al Pronto soccorso. La Procura di Salerno contesta l’ipotesi di omicidio colposo con colpa medica e ha disposto per venerdì l’autopsia, autorizzando la riesumazione della salma per eseguire l’esame irripetibile.

Il caso ha avuto eco nazionale anche grazie alla denuncia televisiva della trasmissione “Fuori dal Coro”, che ha acceso i riflettori su possibili negligenze. La famiglia della vittima, assistita dall’avvocato Mattia Alfano del Foro di Firenze, chiede chiarezza sulle cause della morte e vuole sapere se un intervento tempestivo avrebbe potuto salvarla.

L’Azienda ospedaliera “Ruggi”, attraverso una nota ufficiale firmata dal direttore generale Vincenzo D’Amato, ha riferito di aver svolto un’indagine interna che, sulla base degli accertamenti condotti, non avrebbe rilevato criticità nell’assistenza prestata alla paziente. Ora sarà l’indagine della magistratura a dover fare piena luce sulla vicenda.