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Omicidio di Francesco Pio Maimone: ridotta la pena al custode dell’arma

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NAPOLI – Ridotta la pena per il custode dell’arma utilizzata nella rissa di Mergellina che culminò nell’omicidio di Francesco Pio Maimone. La Corte di Appello di Napoli ha abbassato la condanna di Rocco Sorrentino da sei a due anni, accompagnata da una multa di 9mila euro. Il caso risale alla notte tra il 19 e il 20 marzo 2023, quando una lite davanti agli chalet di Mergellina degenerò in tragedia, portando alla morte del giovane aspirante pizzaiolo Maimone, difeso dalla famiglia tramite l’avvocato Sergio Pisani.

La condanna di primo grado, emessa dal gup Chiara Bardi il 18 marzo 2023, ha trovato ieri un ridimensionamento al termine di una lunga camera di consiglio. Sorrentino, difeso dall’avvocato Antonio Usiello, era presente sul luogo del delitto, come confermano le telecamere di videosorveglianza, accanto a Francesco Pio Valda, ritenuto dagli inquirenti l’autore degli spari letali. Il colpo mortale, che raggiunse Maimone al petto mentre si trovava con amici, resta al centro dell’inchiesta della Squadra Mobile e della Dda di Napoli, intenzionate a fare luce su ogni dettaglio di quella tragica notte.

Fu ucciso in agguato di camorra, due arresti dopo 23 anni

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NAPOLI – Ventitré anni dopo, la giustizia fa luce sull’omicidio di Giuseppe Scuotto, ucciso in un agguato di stampo camorristico a Napoli. La Polizia di Stato ha arrestato due uomini, ritenuti i responsabili materiali dell’omicidio avvenuto nel maggio del 2000, quando Scuotto, capo zona del clan Contini nel quartiere del Vasto, fu colpito mentre percorreva corso Novara su un ciclomotore.

L’indagine, ripresa nel novembre 2022 dalla Squadra Mobile di Napoli, si è basata sulle nuove dichiarazioni di collaboratori di giustizia e su moderne tecniche investigative, come le intercettazioni telematiche, che hanno permesso di raccogliere prove decisive a carico dei sospettati. Gli arrestati, legati ai clan Licciardi e Contini, avrebbero agito nell’ambito di una “purga” interna. Scuotto, infatti, era accusato di gestire affari illeciti senza il consenso dei vertici e si sospettava che potesse collaborare con le autorità.

La vittima, figura di spicco del clan, aveva attirato attorno a sé un gruppo di giovani affiliati con ambizioni di espansione e controllo del territorio, mettendosi in contrasto con le direttive della sua stessa organizzazione. Il nuovo intervento investigativo, fondato sulla rilettura dei documenti del 2000, ha permesso di chiudere una lunga pagina di mistero, restituendo una risposta alla comunità colpita da quel tragico episodio di criminalità organizzata.

I carabinieri trovano 65kg di esplosivo in un garage

CASAL DI PRINCIPE – Siamo a 400 metri dal parco Arcobaleno, a due passi dal museo “Casa Don Diana”. Una zona residenziale con villette e appartamenti ma – guardando le immagini satellitari – in pochi minuti il paesaggio poteva ritornare molto simile a quelle vicine distese di terra.
65 chili di esplosivo. Una cifra esorbitante di fuoco pirotecnico illegale che i carabinieri di Qualiano hanno trovato in un garage di una villetta a Casal di Principe, a via Pisa, in provincia di Caserta.

É fine ottobre ma l’approvvigionamento per la vendita al dettaglio di botti e petardi è già iniziato. Il live motive pare non voglia proprio cambiare: il botto deve far rumore e avere una potenza distruttiva devastante.
I carabinieri di Qualiano hanno raccolto diversi indizi con la voce in città che già circolava e hanno deciso di far visita a un 18enne incensurato casertano. Nel box il rinvenimento che ha sorpreso gli stessi militari.
Tutti ordigni non convenzionali – dalle “tradizionali” cipolle fino ai piccoli candelotti – per un totale di 1.213 pezzi.
Necessario l’intervento del Nucleo artificieri dei Carabinieri di Napoli che hanno messo in sicurezza l’area prima di poter sequestrare l’esplosivo. Ore di lavoro per poter agire in sicurezza tra le abitazioni di ignari cittadini e bambini che hanno rischiato inconsapevolmente la vita.  Un peso complessivo di materiale esplodente che avrebbe potuto causare una strage. Ricorderete il video diffuso lo scorso dicembre che con le immagini racconta il brillamento di un ordigno da parte degli artificieri in una cava. Bene in quel caso si stava parlando di un chilo di polvere esplosiva.
Tornado alla cronaca l’insospettabile è stato arrestato e dovrà risplendere di detenzione illegale di materiale esplodente.

Questa la
Specifica del sequestro:

– 1 ordigno non convenzionale, senza nomenclatura;
– 17 ordigni non convenzionali, denominati “cipolle con track”;
– 82 ordigni non convenzionali, denominati “cipolle con miccia”;
– 23 ordigni non convenzionali, denominati “lupo 26”;
– 1.050 ordigni non convenzionali, denominati “rambo 33k”;
– 12 ordigni non convenzionali, denominati “diabolik”;
– 2 ordigni non convenzionali, denominati “supercobra10”;
– 26 ordigni non convenzionali, denominati “minitkunder”.

13enne con mannaia e 14enne con coltello, si giustificano con i carabinieri «dobbiamo difenderci»

POLLENA TROCCHIA – Siamo a Pollena Trocchia e i carabinieri delle Tenenza di Cercola stanno effettuando dei controlli nei pressi di una sala scommesse di via Massa. Tanti i ragazzi che sostano da quelle parti ma due in particolare catturano l’attenzione dei militari. Sono poco più che bambini, hanno 14 e 13 anni e quando vedono i carabinieri tentano di allontanarsi velocemente. I militari fermano i 2 minorenni che vengono perquisiti. Nelle tasche del 14enne un coltello a scatto lungo 22 centimetri ma è il 13enne a sorprendere i carabinieri quando gli trovano addosso una mannaia da cucina lunga complessivamente 27 centimetri.
“Ci dobbiamo difendere, non si sa mai” la risposta dei ragazzini che vengono denunciati e poi affidati ai rispettivi genitori increduli e mortificati per quanto accaduto.

Questo è solo l’ultimo episodio che ha visto protagonisti ragazzini armati e i carabinieri della compagnia di Torre del Greco sempre attenti alle dinamiche giovanili come da indicazioni del comando provinciale di Napoli.
Basti ricordare il 16enne trovato in possesso pochi giorni fa di un coltello a farfalla mentre era in compagnia di altri coetanei a corso Umberto I a Torre del Greco. Quel coltello messo in bella vista che esce dalla tasca dei pantaloni sfoggiato come un trofeo. Un simbolo di forza che molto probabilmente copre e nasconde molteplici insicurezze.

Di qualche notte fa anche l’episodio avvenuto a Volla dove i carabinieri della locale stazione hanno denunciato per spaccio e porto d’armi un 17enne incensurato.
Il ragazzo viene fermato a via De Filippo e trovato in possesso di 5 grammi di hashish e di un coltello a serramanico “perché la zona non è tanto tranquilla ed è meglio girare armati”.
Ragazzi che neanche si conoscono e che sono quasi sempre figli di persone “normali”. Accomunati da quel senso di debolezza che una lama di un coltello o addirittura di una mannaia non può di certo colmare.

Maione: il Cda di Consac adotta il Modello 231 Legalità e trasparenza la nostra via maestra

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VALLO DELLA LUCANIA – “Una scelta condivisa dall’intero Consiglio d’amministrazione, che conferma come la legalità e la trasparenza siano da sempre la via maestra dell’azione di Consac”. Gennaro Maione, presidente della società che gestisce il servizio idrico integrato per 56 comuni nell’area Cilento – Vallo di Diano, annuncia la decisione di adottare il cosiddetto “Modello 231”, documento che descrive come un’impresa organizza e controlla le sue attività, soprattutto quelle più esposte al rischio di illecito. Il decreto legislativo 231/2001, infatti, stabilisce che le aziende possono essere responsabili di alcuni reati – da quelli contro la Pubblica amministrazione a quelli contro l’ambiente o le persone – commessi dai propri dirigenti o dipendenti, a meno che, appunto, non abbiano adottato un modello organizzativo e di gestione adeguato. Il Modello 231 rappresenta quindi uno strumento di tutela per l’impresa, che serve anche e soprattutto a dimostrare il proprio impegno nella salvaguardia degli addetti e ad evitare eventuali ripercussioni in caso di contenzioso. L’adozione di questa procedura prevede inoltre, sempre da parte della società, la nomina di un Organismo di vigilanza con il compito di verificare l’effettiva applicazione dello strumento. Modello alla cui attivazione sono collegate ovviamente specifiche disposizioni organizzative e dettagliati codici comportamentali.

Sicurezza a Pomigliano d’Arco: ecco le nuove telecamere nelle zone dei furti d’auto

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POMIGLIANO D’ARCO – Venti nuovi apparecchi di videosorveglianza e 30 lettori di targhe saranno installati a Pomigliano d’Arco grazie ad un finanziamento del Ministero dell’Interno, formalizzato con un protocollo aggiudicato in Prefettura. L’investimento, pari a 149.000 euro, prevede una compartecipazione del Comune al 20%. Il piano, fanno sapere dal Comune, prevede l’installazione di 20 nuovi apparecchi di videosorveglianza e di 30 lettori targhe, strumenti strategici per il monitoraggio dei flussi di traffico e la prevenzione di attività criminali. Saranno potenziati in modo significativo gli accessi e le uscite della città, aumentando così l’efficacia dei controlli alle principali vie di transito. Particolare attenzione sarà riservata alla zona della 219, area sensibile che sarà dotata di nuove infrastrutture di sorveglianza per migliorare il controllo del territorio.Inoltre, nuovi impianti verranno posizionati nelle masserie, ma l’intervento più rilevante riguarderà il potenziamento della videosorveglianza nei parcheggi della città, dove negli ultimi tempi si sono verificati diversi furti. L’obiettivo è garantire una maggiore sicurezza per i cittadini, disincentivando attività criminali e migliorando la qualità della vita urbana. “Con questo piano – spiegano dal Comune – Pomigliano d’Arco si pone all’avanguardia nel potenziamento delle misure di sicurezza, puntando su una tecnologia avanzata per il controllo del territorio e la tutela dei cittadini. Le nuove installazioni saranno operative nelle prossime settimane, con l’obiettivo di ridurre sensibilmente i fenomeni di microcriminalità e aumentare il senso di sicurezza nella comunità locale”.

CALCIO, Principe stende il Sant’Anastasia, terza vittoria consecutiva per il Pomigliano

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Il Pomigliano vince ancora tra le mura amiche del Gobbato, ed inanella la terza vittoria consecutiva della stagione. I granata di mister Rea affrontano a viso aperto la sfida con il Sant’Anastasia e grazie al gol di Principe allontanano la zona calda e si rilanciano per la corsa ad un posto nei play-off.

FOTO POMIGLIANO CALCIO
FOTO POMIGLIANO CALCIO

Primo tempo

Le due squadre non si risparmiano fin dai primi minuti. Al 6′ la prima occasione è dei padroni di casa, con un incursione centrale di Grande che pesca poi Siciliano al limite dell’area, con il capitano granata che prova a sorprendere l’estremo difensore anastasiano Landolfi con un tiro a giro che il numero 1 ospite riesce a bloccare. Il Sant’Anastasia risponde dopo appena un giro di lancette, con un tiro di Xheleshi, che Bellarosa para senza problemi. Bella azione del Pomigliano al 11′ di Siniscalchi che si allunga fino alla linea di fondo per poi saltare un avversario ed entrare in area, l’ultimo tocco non è però fortunato, e la difesa ospite riesce ad allontanare il pericolo. Prova ancora a rispondere subito il Sant’Anastasia con l’incursione in area di Onesto, ma il suo tiro finisce di poco a lato. Gli ospiti provano ad imporre il proprio gioco, affacciandosi due volte nell’area pomiglianese, ma in entrambe le occasioni la retroguardia granata fa buona guardia. La partita si sblocca al minuto 26 sugli sviluppi di un angolo magistralmente calciato da Siciliano, nella bagarre in area svetta più in alto Principe che insacca alle spalle di Landolfi e porta i granata in vantaggio. Dopo l’1-0 il canovaccio della gara si sposta maggiormente sul piano fisico. Al 36′ buona occasione per il pareggio ospite, con un cross di Xheleshi che mette Iadelisi a tu per tu con Bellarosa, il tiro del numero 7 anastasiano finisce però alto sopra la traversa. E’ questa l’ultima occasione degna di nota della prima frazione, con le squadre che vanno a riposo dopo 2 minuti di recupero con il Pomigliano in vantaggio di misura.

FOTO POMIGLIANO CALCIO
FOTO POMIGLIANO CALCIO

Secondo tempo

La ripresa si apre subito con un episodio dubbio in area di rigore, con il Pomigliano che chiede il tiro dal dischetto per un fallo su capitan Siciliano che resta a terra dopo uno scontro di gioco, l’arbitro lascia correre. Al 52′ ci provano gli ospiti con un cross di Iadelisi che cerca e trova Bisogno che tira al volo, ma la palla è fuori. al 60′ ancora Bellarosa è abile a respingere un insidioso pallone lanciato in area. Al 62′ occasione per il Pomigliano ancora con Principe, ben servito da Di Prisco, meno fortunata la conclusione che finisce tra le braccia del portiere avversario. Al’ 71 ancora un’occasione per il Sant’Anastasia con Della Curti, ma il tiro è prontamente respinto dalla difesa granata. Nei minuti finali la gara si accende, con il gioco interrotto più volte. Al 78′ un brutto infortunio alla mano occorso a Sirabella dopo uno scontro di gioco, lo costringe ad abbandonare il campo e ad essere trasportato via in ambulanza. Al’ 82 ci provano ancora gli ospiti con Mazzucchiello con un tiro a spiovente che sfiora la parte alta della traversa, con Bellarosa che fa buona guardia. Al 87′ l’ultima grande occasione per il pari ospite con un calcio di punizione dal limite dell’area. il tiro affidato a Califano è però alto. Le tante interruzioni e gli animi accesi portano il direttore di gara a concedere 7 minuti di recupero. In pieno recupero, al 95′ arriva il rosso per il capitano ospite De Siena, per doppia ammonizione. Il triplice fischio sancisce la terza vittoria consecutiva dei ragazzi di mister Rea, nonché il terzo clean sheet di fila per Bellarosa, che non subisce gol da 270 minuti. Pomigliano che affronterà il Micri nel turno settimanale in programma mercoledì 30.

FOTO POMIGLIANO CALCIO
FOTO POMIGLIANO CALCIO

Tabellino

POMIGLIANO – SANT’ANASTASIA 1-0

RETE: 26′ Principe

POMIGLIANO: Bellarosa, Sirabella (78′ Tassiero), Siniscalchi (63′ Viglietti), Granato, Tommasini, Granata, Di Prisco, Cardone, Principe (95′ Piscopo), Siciliano (63′ Liccardi), Grande (70′ Moccia). A DISPOSIZIONE. D’Aquino, Campana, Garofalo, Nelli Tagliaferro. ALLENATORE Felice Rea

SANT’ANASTASIA: Landolfi, De Siena, De Palma, Sgambati, Vivolo, Sepe, Iadelisi (54′ Della Curti), Caiazzo (46′ Califano), Onesto (46′ Mazzucchiello), Xhaleshi (73’Napolitano) , Bisogno (54′ Ramaglia). A DISPOSIZIONE. Pone, Stanzone, Romano, Palladino. ALLENATORE.Gennaro Monaco

ARBITRO: Cristian Catone (Frattamaggiore)

ASSISTENTI: Vincenzo Castropignano (Ercolano), Antonio Acampora (Ercolano).

AMMONITI: Bellarosa, Siniscalchi, Tommasini, Siciliano e Mister Rea (Pomigliano), Caiazzo, Onesto, De Siena (Sant’Anastasia).

ESPULSO: Al’ 95 De Siena (Sant’Anastasia) per doppia ammonizione.

ANGOLI: 3-3

RECUPERO: 3′ minuti primo tempo e 7′ minuti secondo tempo.

Napoli-Lecce 1-0: i partenopei sempre primi

NAPOLI – Il Napoli continua la sua marcia vincente, centrando la quarta vittoria consecutiva e l’ottavo risultato utile di fila, consolidando la sua posizione in vetta alla classifica con un vantaggio di 5 punti sull’Inter e 6 sulla Juventus. Al ‘Maradona’, gli azzurri superano il Lecce per 1-0, lasciando i salentini al penultimo posto con appena 5 punti e al quinto ko consecutivo. La partita vede i padroni di casa dominare le operazioni, trovando anche la rete con Di Lorenzo, poi annullata dal Var per fuorigioco. Il Napoli rischia su un colpo di testa insidioso di Baschirotto, ma Meret salva con un intervento decisivo. Sul fronte opposto, Falcone si oppone con bravura a un tiro di Ngonge, mantenendo il punteggio in equilibrio. Nella ripresa, il copione non cambia: il Napoli continua a spingere, ma il muro difensivo del Lecce regge fino al 73’. È ancora Di Lorenzo a sbloccare il match, ribadendo in rete dopo una respinta di Falcone su colpo di testa di McTominay, regalando così ai partenopei tre punti preziosi. Una nota finale va dedicata all’arbitraggio ed al var. Peggio di così non avrebbero potuto. Male l’arbitro Tremolada che ha sbagliato l’impossibile. Rigore netto per il Napoli nel secondo tempo non visto nè dall’arbitro nè dal var. Voto zero per entrambi.

IL TABELLINO
NAPOLI-LECCE 1-0
Napoli (4-3-3):
Meret 6; Di Lorenzo 7, Rrahmani 6,5, Buongiorno 6, Olivera 6; Anguissa 6, Gilmour 6, McTominay 6,5; Ngonge 5 (12′ st Politano 7), Lukaku 5,5 (40′ st Folorunsho sv), Neres 5,5 (26′ st Kvaratskhelia 6).
A disp.: Turi, Caprile, Juan Jesus, Marin, Mazzocchi, Simeone, Zerbin, Raspadori. All.: Conte 6
Lecce (4-5-1): Falcone 6; Pelmard 6, Gaspar 6, Baschirotto 6, Dorgu 5,5; Pierotti 6 (38′ st Oudin sv), Ramadani 6, Coulibaly 5,5 (33′ st Rebic 6), Rafia 6 (24′ st Pierret 5,5), Banda 6 (24′ st Sansone 5,5); Krstovic 6,5.
A disp.: Fruchtl, Samooja, Borbei, Jean, McJannet, Kaba, Morente. All.: Gotti 6
Arbitro: Tremolada
Marcatori: 28′ st Di Lorenzo (N)
Ammoniti: Ngonge, Di Lorenzo (N); Pierotti, Rebic (L)
Espulsi: –

 

 

STELLANTIS: Le diocesi di Nola e Acerra esprimono solidarietà ai lavoratori

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La nota congiunta del Vicariato per la giustizia e la carità della diocesi di Nola e dell’Ufficio di pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Acerra:

La Chiesa è sempre stata attenta alle problematiche sociali del nostro territorio e ha, con coraggio, denunciato le azioni contro la dignità della persona umana e dell’uomo lavoratore.

I Pastori delle Chiese di Nola e di Acerra, Mons. FRANCESCO MARINO e Mons. ANTONIO DI DONNA, insieme a tutte le comunità ecclesiali delle due Diocesi, esprimono la loro piena vicinanza e solidarietà ai lavoratori di STELLANTIS e dell’intera filiera automotive, per il momento drammatico che stanno vivendo, insieme alle loro famiglie, a causa del record della cassa integrazione, della produzione al minimo storico, della mancanza di un piano industriale nazionale ed europeo (anche per una politica europea di elettrificazione confusa e mal gestita, che sta mettendo in ginocchio l’intera industria dell’auto europea!), del disimpegno della Stellantis (che sta producendo un fermo pesantissimo in quasi tutti gli stabilimenti) e anche delle Istituzioni governative che, invece di dialogare, produrre mirate politiche industriali e trovare soluzioni, minacciano di lasciare il tavolo dell’incontro e della concertazione, con il pericolo conseguente di mandare a casa migliaia di lavoratori. E, come sempre, a pagare saranno i più deboli e i meno garantiti.Come cittadini e come cristiani non possiamo accettare una transizione contro il lavoro e con costi sociali enormi!

I lavoratori attendono risposte urgenti e concrete e non possono vivere sempre in ansia per un lavoro, purtroppo, sempre più precario e senza prospettive future!

La Chiesa, nel suo Magistero sociale, ha sempre difeso la dignità dell’uomo lavoratore e tutti dobbiamo far sì che il lavoro non sia strumento di alienazione, ma di speranza e di vita nuova. Ogni uomo porta in sé una originale e unica capacità di trarre da sé e dalle persone che lavorano con lui il bene che Dio gli ha posto nel cuore. Il lavoro è un tema centrale nel pontificato di Francesco, il quale, nell’Evangelii gaudium (EG) lo qualifica con quattro termini: «Libero, creativo, partecipativo e solidale» (EG 192). La concezione dell’uomo dominante nella visione economica degli ultimi decenni ha invertito l’equilibrio tra la dimensione oggettiva e soggettiva del lavoro. Il lavoratore viene considerato uno strumento, un mezzo per il raggiungimento del fine ultimo del profitto. All’origine della crisi finanziaria che abbiamo attraversato c’è dunque una profonda crisi antropologica: c’è la negazione del primato dell’essere umano(cfr EG 55). Per la Chiesa prima viene la persona umana, poi il lavoro ed infine il capitale.

Il valore e la dignità del lavoro umano stanno anche nel fatto che colui che lo svolge è una persona. San Giovanni Paolo II ribadiva con forza: «Il primo fondamento del valore del lavoro è l’uomo stesso, il suo soggetto. A ciò si collega subito una conclusione molto importante di natura etica: per quanto sia una verità che l’uomo è destinato ed è chiamato al lavoro, però prima di tutto il lavoro è “per l’uomo”, e non l’uomo “per il lavoro”» (Laborem exercens, n. 6).

I Vescovi delle Diocesi di Nola e di Acerra, insieme a tutti i cristiani delle due Diocesi, invitano le Istituzioni, locali, regionali, nazionali ed europee a bloccare questa deriva pericolosa e a fare tutto quanto è possibile per costruire il futuro dell’industria dell’auto.

Invitano la Stellantis a condividere le scelte con i lavoratori e a mettere al centro delle decisioni dell’Azienda non solo il profitto (pur lecito) ma soprattutto i lavoratori con le loro famiglie.

Come comunità cristiane ci impegniamo a non lasciare soli i lavoratori, in questo momento così delicato e drammatico.

Siamo sicuri che, se ognuno farà la sua parte, restituiremo serenità e tranquillità a tante famiglie del nostro già martoriato territorio. Offriremo così, il nostro contributo, per “organizzare e costruire la SPERANZA”, come ci chiese S. Giovanni Paolo II nelle sue storiche visite alla nostra Regione.

Nola-Acerra 26/10/2024

Vicariato per la giustizia e e la carità – Diocesi di Nola
Pastorale sociale e del lavoro – Diocesi di Acerra    

Giffoni Film Festival: ipotesi danno erariale dell’Ente da 468 mila euro

NAPOLI – In data odierna, su delega della Procura Regionale per la Campania della Corte dei conti, i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli hanno notificato un invito a dedurre all’Ente Autonomo Giffoni Experience, nella persona del presidente pro tempore (ed in proprio) e del direttore generale e di altri due soggetti, ritenuti responsabili di aver cagionato un danno erariale di 468.908 euro.

In particolare, all’esito delle indagini condotte risulta un indebito uso di finanziamenti pubblici di fonte comunitaria e gestiti dalla Regione Campania, per l’esecuzione del servizio di movimentazione di ospiti e giurati nelle edizioni del festival cinematografico, dal 2016 al 2022, mediante certificazioni di regolare esecuzione dell’appalto del servizio di trasporto, risultati, a seguito della predetta indagine, non conformi.

Il servizio in questione, infatti, è stato aggiudicato, in quegli anni, alla medesima ditta che, all’epoca, non disponeva né di un parco mezzi né di un numero adeguato di dipendenti per gestire il servizio appaltato.

Per alcune annualità, inoltre, il servizio è risultato garantito con autovetture messe a disposizione gratuitamente dagli sponsor e non dalla ditta affidataria (che al più forniva gli autisti).

Il danno segnalato deriva anche da spese sostenute dall’Ente per il servizio di accompagnamento attraverso pullman che non hanno svolto il servizio perché non erano nella disponibilità della società incaricata, bensì intestati ad altri soggetti ovvero risultavano di tipologia non idonea.

I presunti responsabili potranno ora esaminare tutte le fonti di prova indicate a base della contestazione formulata, depositare le proprie deduzioni ed eventuali documenti, ovvero chiedere di essere sentiti dall’Autorità Giudiziaria contabile procedente. La convocazione della Procura Regionale per la Campania della Corte dei conti riguarda l’associazione “Ente Autonomo Giffoni Experience”, in relazione alle edizioni del festival dall’anno 2016 al 2022; Claudio Gubitosi, in qualità di managing director della stazione appaltante Ente autonomo Giffoni Experience, in relazione alle edizioni del Giffoni Film Festival, degli anni 2016, 2017 e 2018; Pietro Rinaldi, presidente dell’Ente autonomo Giffoni Experience, relativamente alle annualità 2016, 2017 e 2018; Vincenzo Barletta, in qualità di responsabile unico del procedimento relativo all’affidamento del servizio di movimentazione ospiti e giurati della stazione appaltante Ente Autonomo Giffoni Experience, in relazione alle edizioni del Giffoni Film Festival, dall’anno 2016 al 2022 e Maria Pia Montuori, in qualità di responsabile dell’ufficio ospitalità della stazione appaltante Ente Autonomo Giffoni Experience, in occasione delle edizioni del Giffoni Film Festival, dall’anno 2016 al 2022. A Gubitosi viene contestato un danno erariale da 97.102,40 euro; a Pietro Rinaldi da 48.552 euro; Vincenzo Barletta da 221.423 euro e a Maria Pia Montuori da 101.831 euro. Dalle indagini dei finanzieri è emerso “un indebito uso di finanziamenti pubblici di fonte comunitaria e gestiti dalla Regione Campania, per l’esecuzione del servizio di movimentazione di ospiti e giurati nelle edizioni del festival cinematografico, dal 2016 al 2022, mediante certificazioni di regolare esecuzione dell’appalto del servizio di trasporto, risultanti, a seguito della predetta indagine, non conformi”.

“Siamo certi di chiarire, insieme con i legali, la nostra posizione sciogliendo qualsiasi dubbio: siamo assolutamente fiduciosi e certi che gli atti che produrremo chiariranno la situazione e qualsiasi dubbio all’Autorità Giudiziaria Contabile”. Lo assicura, in una nota, l’Ente Autonomo Giffoni Experience a cui oggi, la Procura Regionale per la Campania della Corte dei conti e i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli hanno notificato un invito a dedurre relativo a un danno erariale da circa 500mila euro. “Questa mattina ci è stato notificato, esclusivamente, un invito a dedurre con il quale la Corte dei Conti chiede le nostre controdeduzioni entro 45 giorni”, si legge ancora nella nota e “la Corte dei Conti – fa sapere ancora l’Ente – ha dato mandato alla Guardia di Finanza di Napoli di effettuare un controllo per i servizi di trasporto negli anni 2016-2022”. “Abbiamo già messo a disposizione personale, atti e documenti richiesti, rispondendo ai loro rilievi con ampia disponibilità”, conclude l’Ente Autonomo Giffoni Experience.