Home Blog Page 418

Una seconda sala per le nuove generazioni dello spettacolo al Teatro Totò

0

NAPOLI – A ventisette anni dalla sua nascita, avvenuta il 5 maggio del 1996, il “Teatro Totò” fa bis con la sua seconda sala situata a pochi metri dalla storica sede di via Frediano Cavara. Chiamato “Teatro Officina” il nuovo spazio pronto per diventare la sede dell’Accademia di Formazione, si legherà saldamente alle nuove generazioni dello spettacolo. E ciò trasformandosi oltre che in una nuova fucina di artisti, in un innovativo avamposto culturale per chi intende fare del teatro e della recitazione il personale motivo di vita e per chi è in cerca di un palcoscenico per i propri lavori. Un’operazione ardita e passionale che, con lo scopo di allargare gli spazi del blasonato spazio di Foria, da tutti riconosciuto come tempio della comicità, vede i suoi fondatori Gaetano Liguori e Davide Ferri, insieme a Salvatore ed Enzo Liguori, donare alla città e a un quartiere difficile, un moderno punto di riferimento fatto di tradizione, sperimentazione e vita sociale. Sorto poco distante dal Teatro “San Ferdinando”, il luogo simbolo di Eduardo De Filippo ed immerso nel cuore del complicato quartiere S. Lorenzo Vicaria, così come la casa madre dedicata al Principe della Risata, il “Teatro Officina” si appresta ad entrare nel cuore di quei giovani napoletani amanti dell’arte del palcoscenico, desiderosi di avere un centro d’azione a disposizione. Legato al Teatro Totò che finalmente come i grandi spazi della città si concede la sua seconda sala, anche il nuovo teatro di 100 posti beneficerà della luce riflessa di un luogo entrato nel cuore di tutti i partenopei. Così il Totò, dopo aver ottenuto dal Presidente della Repubblica Italiana, nel 2013 la medaglia d’oro per le meritorie finalità culturali e sociali perseguite e dopo essersi attestato come “ Centro di Formazione teatrale”, offre ai giovani che intendono avvicinarsi all’arte dello spettacolo una nuova sede. Confermandosi come residenza del centro permanente delle attività teatrali, con riferimento particolare alla pratica dell’attore, il “Teatro Officina” offrirà più ampio respiro alle centinaia di giovani che frequentano ogni anno i corsi del Totò. Altresì avrà il pregio di rappresentare una nuova roccaforte per dare vita a rassegne teatrali, festival e progetti culturali. Ribadendo il carisma e il valore di una realtà istituzionale di formazione professionale, culturale ed artistica, atta alla formazione di attori professionisti e alla scoperta di giovani talenti, il nuovo spazio amplierà ancora di più le vedute degli iscritti ai corsi, diventando un punto di riferimento per l’avvicinamento dell’arte teatrale e per l’avvio di un percorso costruttivo fatto di metodi di ricerca e incontri. Preso atto che, grazie alla professionalità dimostrata nel settore, l’Accademia del Teatro Totò ha anche ricevuto un encomio del Tribunale dei minori ed un encomio dell’ Istituto Penitenziario di massima sicurezza di Secondigliano, il “Teatro Officina” rappresenta in ordine di tempo l’ennesima testimonianza di una evoluzione tesa alla preparazione degli artisti del domani e al loro inserimento nel mondo del lavoro. «Ed è proprio la stretta collaborazione con il Tribunale dei minori- hanno affermato i responsabili del nuovo progetto- che ci porta ad un’ ultima considerazione: sono 3792 i reati contestati ai minorenni reclusi in carcere, questo dato allarmante sembra non aver nulla a che fare con il teatro, i nostri laboratori e la cultura che diffondiamo: invece no, noi del Teatro Totò invitiamo a guardare al nostro impegno anche in questa altra prospettiva. La cultura è tale se crea inclusione, se è argine contro i mali vecchi e nuovi delle nostre comunità; la cultura è movimento, è costruzione, noi ci sentiamo costruttori di comunità e puntiamo ad essere strumento contro la dispersione scolastica e la povertà educativa». «Chi si avvicina al teatro- hanno detto ancora Gaetano, Enzo e Salvatore Liguori insieme a Davide Ferri- porta la strada sul palcoscenico, ma ne lascia le insidie ed i pericoli. Il nostro sogno è quello di diventare punto di riferimento per tutti quei giovani che dalla dispersione passerebbero alla criminalità. È il modo migliore per “essere Totò” anche riproponendo la sua generosità ed attenzione verso i più fragili. Noi siamo il Totò, una officina in movimento continuo che si nutre di napoletanità e che vuol restituire inclusione. Lo facciamo da circa trent’anni, ora vorremmo mettere a sistema esperienza, storia, energie e rete. Chiediamo alle Istituzioni di affiancarci perché, insieme, si può tutto».

Napoli: attentato a consolato Grecia, arrestato giovane anarco-insurrezionalista

NAPOLI – All’alba di oggi la Polizia di Stato di Stato di Napoli  ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del capoluogo campano su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti  di un giovane appartenente alla galassia anarco-insurrezionalista partenopea. Le indagini dei poliziotti della Digos hanno permesso di accertare che il giovane è  gravemente indiziato:
• dei delitti p.p. dagli artt. 110, 280bis c.p. art. 1, 2 e 4 legge 895 del 1967 e successive modifiche nonché art. 270bis1 comma1 c.p.  per avere realizzato il 4 marzo 2021, insieme ad un complice, l’attentato nei confronti del Consolato Onorario di Grecia sito in questo Corso Vittorio Emanuele nr. 86, utilizzando un ordigno di tipo improvvisato e di illegale fabbricazione composto da un artificio pirotecnico esplodente denominato “RAMBO”, assemblato, mediante carta gommata, ad una bomboletta spray di deodorante Dove, che, al momento della deflagrazione, aveva causato conseguenze sia dirompenti che incendiarie. Con all’aggravante di aver agito per finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico ed in particolare allo scopo di destabilizzare le istituzioni della Grecia e di costringere le stesse a modificare od astenersi con riferimento a decisioni attinenti al trattamento carcerario dei soggetti condannati per delitti in materia di terrorismo;
• del delitto p.p. dall’ art.270quinquies c.p. perché, fuori dai casi di cui all’art.270bis, si auto addestrava e comunque avendo acquisito anche autonomamente, attraverso la rete internet ed i social web, istruzioni sulla preparazione o sull’uso di materiali esplosivi, armi da fuoco o di altre armi, di sostanze chimiche o batteriologiche nocive o pericolose, nonché ogni altra tecnica o metodo per il compimento di atti di violenza ovvero il sabotaggio di servizi pubblici essenziali, con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico ed in particolare allo scopo di destabilizzare le istituzioni della Grecia e di costringere le stesse a modificare od astenersi con riferimento a decisioni attinenti al trattamento carcerario dei soggetti condannati per delitti in materia di terrorismo, poneva quindi in essere comportamenti univocamente finalizzati alla commissione delle condotte di cui all’articolo 270sexies, in particolare in concorso con persone da identificare, illegalmente deteneva e portava in luogo pubblico un ordigno esplosivo denominato Rambo, assemblato, mediante carta gommata, ad una bomboletta spray di deodorante Dove.

L’attentato, sebbene mai rivendicato, appariva immediatamente riconducibile alla galassia anarco insurrezionalista sia per le modalità di svolgimento e la tipologia dell’ordigno utilizzato, sia per l’esistenza, in quel periodo, di una campagna anarchica di solidarietà internazionale nei confronti di Dimitris Koufondinas, ex membro del sodalizio terroristico greco “17 novembre”, detenuto presso le carceri greche in sciopero della fame.
All’individuazione del presunto responsabile che ha agito, insieme ad altro complice non compiutamente identificato,  travisato di nero, giungendo nei pressi del Consolato indossando sempre una mascherina a protezione del naso e della bocca – si è arrivati tramite un’articolata indagine di tipo tradizionale, raccogliendo gravi indizi di colpevolezza dopo una approfondita visione di telecamere, accertamenti eseguiti presso la Sezione Indagini Elettroniche della IV Divisione del Servizio Polizia Scientifica, nonché analisi del traffico telefonico in uso all’anarchico. Le indagini effettuate hanno permesso di ipotizzare anche il luogo esatto, prossimo al Consolato, presso il quale l’indagato ed il complice hanno indossato indumenti di copertura totalmente neri al fine di non essere individuati dalle forze dell’ordine.

Gran parte dell’abbigliamento indossato dall’indagato è stato rinvenuto a seguito di  perquisizione domiciliare effettuata, a carico dello stesso, in data 26 maggio 2022, nel corso della quale venne sequestrato lo smartphone a lui in uso, consentendo poi di reperire all’interno del dispositivo in sequestro numeroso materiale informatico di interesse in materia di armi, di esplosivi e loro confezionamento, di tecniche di guerriglia urbana e sabotaggi, nonché numeroso materiale anarchico, risultato significativo per delineare ulteriormente l’estrema pericolosità dell’indagato e la sua attività di auto addestramento.

“Case pesanti”, energia rubata in 5 appartamenti: i Carabinieri denunciano 5 persone

GIUGLIANO – I carabinieri della stazione di Giugliano in Campania hanno denunciato 5 persone per furto di energia elettrica. Tutti residenti in altrettante abitazioni nel rione delle “case pesanti”, avevano realizzato allacci abusivi alla rete elettrica nazionale. Ovviamente senza che il contatore potesse rilevare i consumi, ottenendo energia gratuita.
Tutte le manomissioni sono state rimosse, i denunciati dovranno pagare le somme indebitamente sottratte all’azienda erogatrice.
I controlli continueranno anche nei prossimi giorni.

Furto di rame in un lido, 30 kg di tubi rimossi. 40enne arrestato dai Carabinieri

BACOLI – I carabinieri della sezione radiomobile di Pozzuoli hanno arrestato per furto aggravato un 40enne incensurato di monte di Procida. E’ stato sorpreso nello stabilimento balneare “lido Panorama” mentre rubava tubi di rame. 30 chili il peso complessivo.
Quando i militari lo hanno individuato ha provato a sottrarsi all’arresto colpendoli a calci e pugni.
L’uomo è finito in manette ed è ora ai domiciliari in attesa di giudizio.

Ancora un’aggressione al pronto soccorso di Villa dei Fiori ad Acerra

0

ACERRA – Verso le ore 16 di domenica 26 marzo a bordo di un autoambulanza del 118 è giunto al pronto soccorso dell’ospedale Villa dei Fiori di Acerra un paziente in codice giallo per un dolore toracico, prontamente soccorso all’interno della astanteria. Subito dopo sono accorsi all’esterno della struttura numerosi congiunti del paziente, i quali hanno cominciato a dare calci e pugni alla porta d’ingresso con la pretesa di accedere agli ambulatori. A nulla è valso l’intervento del portiere che cercava di calmare gli animi e quando la dottoressa del 118 ha aperto la porta per entrare nel pronto soccorso, almeno 10 energumeni si sono introdotti con violenza nella astanteria travolgendo ed aggredendo tutto il personale che cercava di impedire loro l’accesso. Nel trambusto un operatore sanitario è stato aggredito con calci e pugni. Solo l’intervento della volante del locale Commissariato di polizia ha riportato la calma. Questa ennesima aggressione è la decima nei confronti di personale sanitario della ASL Napoli 2 nord nel 2023 e la seconda di una certa gravità al pronto soccorso acerrano. Il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario non fa più notizia essendo ormai quotidiano il suo bollettino. Spesso questi eventi, passata l’onda emotiva si concludono negli uffici giudiziari con l’archiviazione del caso per l’esiguità delle lesioni riportate dagli aggrediti, per mancanza di querela o perché agli aggressori vengono riconosciute le attenuanti di avere agito in stato di particolare emotività!!! Tuttavia, questi episodi vanno puniti esemplarmente, anche per porre gli operatori sanitari in condizioni di lavorare con serenità. Fino a quanto le norme in materia non cambieranno, dovremo rassegnarci a raccontarne ancora parecchi, attesa l’ignoranza e l’indole aggressiva e litigiosa di parte degli abitanti di queste aree. Normativamente basterebbe poco, riconoscere la qualifica di pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni al personale operante nei pronto soccorso e sui mezzi del 118, prevedendo in caso di aggressione l’arresto obbligatorio in flagranza di reato.

Incendio a Roccabascerana: un episodio che induce a diversi interrogativi

ROCCABASCERANA, Avellino – L’altra notte il cielo di Roccabascerana è stato rischiarato dal sinistro colore di un grave incendio avvenuto in località Bottilli della frazione di Cassano Caudino.

Era da poco passata la mezzanotte quando il silenzio della valle è stato squarciato dal suono delle sirene dei mezzi di soccorso e di polizia. In lontananza si avvertiva il crepitio delle fiamme e l’esplosione dei vetri delle autovetture oggetto dell’incendio.

Nell’occorso non si sono avuti danni a persone. Nell’incendio state coinvolte tre autovetture e la facciata di una abitazione fortunatamente disabitata.

Sul posto i vigili del fuoco del distaccamento di Bonea che hanno spento il rogo ed i Carabinieri, i quali hanno avviato le indagini per verificare l’origine delle fiamme, dolo o fatto accidentale.

Fin qui il fatto di cronaca, ma analizzando la situazione di degrado che da qualche anno vive questo sventurato paese, preda di malfattori di ogni risma e provenienza, furti in abitazione, furti di legna nelle campagne, pascolo abusivo, atti vandalici, fiorente commercio di stupefacenti, mi sovviene la giusta lamentela che da più parti viene fatta, quale sarebbe il motivo per cui un giovane dovrebbe restare in questo posto, formare famiglia e crescere i propri figli in tale degrado.

Qualche tempo fa ho scritto che alcune aree di questo territorio sono state dimenticate da tutti, fino a pochi anni orsono, quello che nel sociale non ha saputo mai dare la politica era  assicurato  dalla chiesa,intesa come comunità parrocchiale,  adesso, complice anche la carenza di sacerdoti vocati a questa missione, anche questa funzione è venuta meno, ed ecco che allora i nostri giovani, allo sbando, disorientati trovano unico ricovero nei bar, nell’alcool ed in altre forme di sballo che li conducono su strade sbagliate.

E’ giunta l’ora che chi può fare qualcosa per questo sventurato paese, si rimbocchi seriamente le maniche e si faccia sentire nelle sedi opportune. Ricordiamo a costoro che non si vive di solo edilizia. Paghiamo  esosi tributi locali che, visto lo stato pietoso in cui versano le strade, la pubblica illuminazione e la rete idrica, a volte assurgono al rango delle famigerate  gabelle di regia memoria. Dobbiamo avere il coraggio di pretendere servizi e rappresentanza adeguata. Non c’è piu’ tempo da perdere.

Omicidio Antonio Bortone. Carabinieri eseguono fermo di 4 persone

SANT’ANTIMO – Per delega del Procuratore della Repubblica f.f. di Napoli, si comunica che i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna (NA) hanno dato esecuzione ad un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia di Napoli a carico di C. M., 34enne di Napoli – Scampia, V. G., 31enne, L. M., 23enne, entrambi di Sant’Antimo, e C. F., 31enne di Grumo Nevano, raggiunti da gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati di omicidio e tentato omicidio, aggravati dalle modalità mafiose.
In particolare, l’attività investigativa condotta dai carabinieri anche attraverso l’utilizzo di attività tecniche, quali intercettazioni ambientali e telecamere di videosorveglianza, ha permesso di raccogliere plurimi elementi indiziari a carico dei fermati circa l’omicidio di Antonio Bortone ed il tentato omicidio di Mario D’Isidoro, considerati vicini al Clan “Ranucci”, avvenuti la sera del 8 marzo scorso a Sant’Antimo.
Nello specifico, all’indirizzo dei due erano stati esplosi numerosi colpi di arma da fuoco (sul posto sono stati repertati 17 bossoli) che avevano attinto mortalmente il Bortone, lasciato riverso a terra nel cortile del complesso residenziale di via Solimene, e ferito il D’Isidoro, il cui borsello indossato a tracolla aveva deviato la traiettoria di alcuni proiettili; quest’ultimo, dopo un breve ricovero all’ospedale di Aversa, è stato dimesso.
Il movente dell’efferato reato è da ricondurre, verosimilmente, al controllo delle “piazze di spaccio” di sostanze stupefacenti sul comune di Sant’Antimo.

Elezioni Pomigliano: il tempo per le candidature è tiranno, il pasticcio è dietro l’angolo

POMIGLIANO D’ARCO – Chissà se qualcuno tra i tredici consiglieri comunali che con le loro dimissioni hanno sancito la fine dell’amministrazione guidata dal professore universitario Gianluca Del Mastro a distanza di 40 giorni da un atto definito da qualcuno “massonico”, si sia ora pentito di un gesto che non solo ha interrotto quasi a metà il percorso naturale della consiliatura, ma che di fatto in questo modo, ha portato la città ad immediate elezioni, a neanche tre mesi dallo scioglimento, ed ora con il tempo risicato per costruire la futura guida cittadina il rischio del grosso pasticcio è davvero dietro l’angolo. Anche perché in città, è un dato di fatto, sono pochissimi, si contano quasi sulle dita di una mano, coloro che si sono dedicati al fatidico programma elettorale. Cioè ad un disegno concreto delle cose da fare da subito e non ai posti da andare a riempire nelle partecipate, nelle varie fondazioni, cosa che appassiona tanto la politica cittadina, da destra a sinistra passando dal centro. E molte liste civiche quelle soprattutto che già sedevano in Consiglio Comunale, sono soltanto un modo maldestro ma efficace di mascherare interessi di parte. Ma veniamo ai giochi sotterranei che si stanno facendo per scegliere i vari candidati a sindaco. Partiamo dal nome più pronunciato in queste settimane, addirittura lanciato da politici di lungo corso, ex parlamentari, che di Pomigliano si ricordano solo quando ci sono le elezioni, che è quello di Raffaele Russo. E viene il sospetto che qualcuno più di volerlo lanciare abbia cercato di bruciarlo sul nascere. L’ex sindaco degli anni Ottanta e del decennio dal 2010 al 2020 che pubblicamente più volte ha ripetuto di non avere intenzione di candidarsi e che cercherà fino all’ultimo di proporre un candidato valido, in realtà sta solo applicando una strategia ormai navigata, per arrivare poi alla sua candidatura. Con lui però non c’è la coalizione che lo ha eletto sindaco nei due ultimi suoi mandati, ma qualche lista civica con in testa quella dell’associazione 1799, probabilmente anche “Pomigliano Democratica” ispirata negli anni ’90 da Nicola Manna, ed i fedelissimi di Eduardo Riccio, quest’ultimo vicesindaco di Del Mastro che viene da tutti additato come la mente che ha progettato la caduta dell’amministrazione comunale e che facendo malissimo i conti, immaginava così di essere lui il candidato a sindaco. Il problema di Raffaele Russo è che aver fatto un accordo con Riccio che non gode più per le note vicende di un grande consenso, e che non è più (dato il suo tradimento al partito) il segretario cittadino del Pd che è stato commissariato, non riesce intorno a sé a raccogliere liste significative e ad inserirne nella sua coalizione un numero adeguato alla sfida. In molti, rappresentanti politici, gli hanno immediatamente espresso la pregiudiziale Riccio. Poi ci sono i rapporti davvero al lumicino tra lo stesso Russo ed i suoi ex consiglieri di maggioranza ed assessori, come Domenico Leone, Elvira Romano, Pasquale Sanseverino. Insomma, l’unica chance che avrebbe avuto Russo davvero sostanziosa sarebbe stata quella di aggregarsi insieme ai suoi fedelissimi con il centro-sinistra. Ma qui la pregiudiziale pare sia proprio nei suoi confronti soprattutto dal M5S e Rinascita. Veniamo quindi al centro-sinistra. La novità è stato l’incontro a 20 giorni dalla scadenza della presentazione delle liste della maggior parte dei partiti e movimenti che la compongono. Riunione a cui hanno preso parte Pd, Europa Verde, M5S, Sinistra Italiana, Idea Pomigliano, Area Riformista e Per. Nella nota hanno fatto sapere di aver iniziato un percorso, ma forse nessuno gli ha ricordato che il 13 aprile i giochi saranno conclusi e che il tempo che hanno per decidere un candidato a sindaco e la relativa coalizione non è poco, è quasi terminato. A questi potrebbe unirsi anche Rinascita, il movimento che sta cercando di parlare alla città più che di trovare delle alleanze, anche perché c’è chi sostiene che sta cercando di tirare la volata ad un altro ex sindaco, Michele Caiazzo. Ma anche Caiazzo come Russo dice ai quattro venti di non essere disponibile, ma solo di volersi dedicare ad un percorso di cittadinanza attiva. Chi lo conosce bene sa che non ha affatto abbandonato il recondito desiderio di ritornare sindaco, anche perché gli è riconosciuto di essere stato il fautore nel suo primo mandato di aver dato una svolta decisiva al volto di questa città. Per quanto riguarda il centro sinistra sono diversi i nomi che circolano come candidato a sindaco e tra questi dovrebbe esserci quello di una figura illustre di sesso femminile. Nel centro-destra invece per ora vige il caos. Perché un giorno sono divisi, un altro sembrano invece aver trovato la quadra. Le figure ispiratrici della coalizione sono Domenico Leone che è tra i papabili per il posto di candidato a sindaco, almeno di cinque-sei liste civiche unitamente al simbolo del partito di governo Fratelli d’Italia. Il nodo è Maurizio Caiazzo che fatto un passo indietro nelle velleità da sindaco potrebbe propendere per l’illustre parente ex parlamentare Nunzio Testa. Se ciò non avvenisse l’ipotesi di tutto il centro destra e liste civiche potrebbe essere di un nome del tutto nuovo oppure di confluire su Leone che avrebbe acquisito la propria investitura sul campo dopo l’azione di dura opposizione fatta all’amministrazione uscente. Se l’accordo dovesse andare in porto con lui ci sarebbero volti noti delle passate amministrazioni, da Raffaele Sibilio (questo in verità è stato in maggioranza nella precedente) a Pasquale Sanseverino, Elvira Romano (che ha perso alle ultime elezioni con Del Mastro), Franca Trotta, Giovanni Sgammato e tanti altri. Due sono invece gli interrogativi. Da ieri si è affacciata sulla scena una nuova lista civica, Oblò per Pomigliano, che è quella dell’attuale sindaco di Casalnuovo Massimo Pelliccia e nella quale dovrebbe essere candidato l’ex assessore di Del Mastro, Salvatore Esposito, che però sarebbe tra coloro che hanno partecipato alla “congiura” per far cadere l’amministrazione comunale. E con chi vada questa lista non è ancora ben chiaro. Vista la storia di Pelliccia dovrebbe essere il centro-destra, ma pare più probabile che finisca nella squadra Russo. Infine, dovrebbe esserci un centro ago della bilancia che però a Pomigliano non è mai esistito e sembra non esistere. Ovvero le tre liste che hanno sostenuto tre anni fa la candidatura di Vincenzo Romano, che però non avrebbe ancora abbandonato l’idea di ricandidarsi ma che avrebbe cercato in queste settimane in qualche modo di rilanciare il suo nome. Ed invece non trovando per ora alcuna sponda potrebbe accasarsi con una delle tre coalizioni in campo, pare più probabile con quella di Raffaele Russo, anche se anche lui avrebbe espresso la pregiudiziale sul nome di Eduardo Riccio. Da tutto ciò si evince che il caos regna sovrano per il momento e che alla fine il rischio è che la vittoria di qualcuno segni la sconfitta di tutta la città. Ma forse c’è ancora il tempo per porvi riparo. Chissà.

Carabinieri ed Esercito nel campo nomadi di Via Carrafiello, tra tonnellate di rifiuti e roghi. 53 auto sequestrate

GIUGLIANO – Un tubo di plastica corre perpendicolare alla strada. In un canale scavato con qualche attrezzo di fortuna. Sotto qualche centimetro di asfalto grigio, per evitare che le auto possano schiacciarlo.
Porta acqua nel campo e la sete di oltre 400 persone è saziata da quella conduttura.
Un gallo bagnato lo costeggia, per beccare qualcosa insieme a decine di altri della sua specie raggruppati attorno ad una cassetta di plastica nera.
Poi un belato lontano, lo sentono tutti.
E’ un agnello, legato ad un camper con un filo sottile.
Non è solo, qualche metro più avanti un ariete dalle corna arricciate è avvolto da una corda, fissata ad una grata arrugginita.

caraffiello8

I carabinieri della compagnia di Giugliano e quelli del gruppo di Castello di Cisterna sono entrati nel campo nomadi di via Carrafiello da qualche istante. Con loro anche l’esercito Italiano (operazione strade sicure “terra dei fuochi” a disposizione della Prefettura),  agenti della polizia metropolitana e personale tecnico dell’Enel.
Le auto sono tante. Occupano ogni viale di terra battuta.
Da una di queste scendono tre militari e si avvicinano a quel montone legato.
La voce di uomo li avverte: “fate attenzione, la corda è molto lunga e Bambi è sempre nervosa! Tira testate!”
Bambi, come il cerbiatto ideato da Walt Disney. L’animale è infastidito da quel gruppo di figure scure e si solleva sulle 4 zampe pronto a colpire.
I militari fanno un passo indietro, sarà l’ASL veterinaria ad occuparsi di tutti gli animali dell’insediamento.

Attorno a loro sciamano gruppi di bambini di ogni età.
Sorridenti salutano i carabinieri. Un’accoglienza quasi sorprendente.
Saltano tra le pozzanghere e i rifiuti. Poi su materassi e reti di ferro. Sembrano divertiti.
Un ufficiale dei Carabinieri li prega di far attenzione ai chiodi. Le scarpe già logore non basterebbero a proteggerli da tagli profondi.

Il Campo di Via Carrafiello è circondato.
Dai carabinieri ma soprattutto da baracche di fortuna e rifiuti.
Tonnellate di rifiuti di ogni genere.
L’aria è irrespirabile. I fumi neri salgono a spirale verso il cielo, impregnano anche i vestiti.
Fornaci sparse tra carcasse di auto e furgoni, frigoriferi, passeggini, forni ancora fumanti.
Topi, vivi e morti.
Gatti che gli danno la caccia.
E ancora pneumatici, divani, scarpe, televisori, vasche, vernici.
Poi giocattoli.
Macchinine, robot senza braccia, bambole spettinate, bici senza ruote. Abbandonati, coperti di terra e polvere. Qualcuno intrappolato tra cavi di acciaio e scarti di edilizia. Un bimbo gioca all’aeroplanino con una cerniera di metallo, di quelle per armadi.

caraffiello6

I militari stanno identificando i presenti e hanno già sequestrato diverse auto. Sono disseminate nel campo, tutte senza assicurazione. Qualcuna è provento di furto ma i proprietari dovranno rinunciare ancora per qualche giorno a rimettersi alla guida. Perché volante, scatola del cambio e sedili sono spariti.
Il conto finale sarà di 53 auto sequestrate, portate vie a più riprese da carovane di carroattrezzi. 10 le carcasse rilevate e rimosse.
C’è anche rame. Tantissimo.
Centinaia di metri di fili di rame finissimo, sottratti da chissà quale impianto. L’oro rosso che, rivenduto, frutta fino a 10 euro al chilo. I carabinieri lo hanno trovato nel cofano di un furgone e lo hanno sequestrato.
Un uomo è stato denunciato per guida senza patente. Ha provato ad uscire dal campo da una stradina sterrata. Guidava un piccolo furgone.

Arrivano anche i servizi sociali, verificheranno le condizioni degli abitanti e soprattutto quelle de tanti bambini. Insieme ai carabinieri si assicureranno che frequentino la scuola dell’obbligo.

Rapina in tabaccheria. Uno dei malviventi catturato in auto con parte dell’incasso e una pistola. Indagini dei Carabinieri

POMPEI – Una rapina in tabaccheria, armi in pugno. Due persone travisate si sono fatti consegnare l’incasso e sigarette. 7000 euro la somma sottratta, 1500 euro il valore dei tabacchi racimolati.
Succede in Via Nolana, nel comune di Pompei.
I rapinatori fuggono in auto, a bordo di una lancia Y bianca. I carabinieri della stazione di Pompei descrivono il veicolo alla centrale operativa che dirama l’alert a tutte le pattuglie sul territorio.
Sono i militari della stazione di Boscoreale a trovare l’auto. È ferma in Via Settetermini, nel rione “piano Napoli”. A bordo ancora i due rapinatori.
Uno dei due fugge, l’altro viene bloccato e arrestato.
Si tratta di Pasquale Vitiello, 23enne oplontino già noto alle forze dell’ordine.
Nell’abitacolo i carabinieri trovano una pistola scacciacani senza tappo rosso, 5 proiettili a salve, la cassa della tabaccheria e parte degli indumenti indossati dai rapinatori e immortalati dalle telecamere del negozio. C’è anche denaro, 570 euro circa.
Vitiello dovrà rispondere di rapina aggravata ed è ora in carcere, in attesa di giudizio.
Continuano le indagini per rintracciare il complice.