NAPOLI, 9 GENNAIO 2026 – “Da cittadino pomiglianese non posso che esprimere apprezzamento per l’iniziativa del Prefetto di Napoli e per la determinazione dimostrata dal sindaco Raffaele Russo”. Lo ha detto Pasquale Lauri, segretario regionale in Campania del Partito Liberaldemocratico, commentando la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato oggi dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari, nel Palazzo Municipale di Pomigliano d’Arco a seguito della violenta esplosione avvenuta nella notte tra mercoledì e giovedì in via Passariello, ai danni della filiale BNL. “Se è vero – ha proseguito Lauri – che, come evidenziato dal Prefetto, l’indice dei fenomeni delinquenziali a Pomigliano d’Arco risulta in calo, è altrettanto necessario rassicurare cittadini e comunità con azioni rapide e concrete, soprattutto dopo episodi che hanno generato forte preoccupazione”. Il segretario regionale del Pld ha sottolineato inoltre l’importanza del sistema di controllo del territorio: “Pomigliano d’Arco dispone di una delle reti di videosorveglianza più avanzate dell’area metropolitana – ha concluso – che è un deterrente fondamentale e uno strumento decisivo nella lotta alla criminalità diffusa. Riteniamo che oggi le istituzioni, insieme alle forze dell’ordine, abbiano compiuto un passo significativo per avviare un rafforzamento del presidio di legalità in una città simbolo del lavoro e delle grandi fabbriche. Una buona notizia per Pomigliano d’Arco”.
Pomigliano: il Prefetto, “indice delittuosità calato in questo Comune, ma capisco i timori dei cittadini”
POMIGLIANO D’ARCO, Napoli – «L’indice di delittuosità è fortemente calato a Pomigliano d’Arco». Lo ha affermato il Michele di Bari, a margine del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato oggi in città dopo la violenta esplosione avvenuta nella notte tra mercoledì e giovedì in via Passariello, ai danni della filiale BNL.
Secondo i dati illustrati dal Prefetto, i furti risultano in calo del 15% e le rapine del 40%. «Gli ultimi episodi – ha precisato – hanno generato allarme, ma non sono correlati all’andamento generale della criminalità. Questo non significa ignorare le preoccupazioni dei cittadini: dobbiamo contrastare l’allarme anche con una maggiore visibilità delle forze di polizia».
Nel corso della riunione è stata condivisa la proposta congiunta del Sindaco Russo e del Prefetto di istituire le cosiddette “zone rosse”, strumenti di controllo rafforzato con presidi fissi delle forze dell’ordine nelle aree più sensibili. «Il sindaco ha condiviso questa impostazione – ha spiegato di Bari –. Pomigliano dispone di un sistema di videosorveglianza efficiente e confidiamo che, grazie al lavoro congiunto di forze di polizia e magistratura, gli autori dei reati vengano individuati in tempi rapidi». Secondo quanto poi fatto sapere del Comune di POmigliano, il sistema di videosorveglianza che il Prefetto ha ribadito essere “ottimo” verrà ulteriormente potenziato nei prossimi mesi.
Il sindaco Raffaele Russo ha espresso soddisfazione per la risposta istituzionale: «Lo Stato è presente. Le zone rosse prevedono presidi di polizia fissi e un rafforzamento degli organici. La prossima settimana è già convocato un nuovo Comitato per definire l’attivazione sperimentale delle zone rosse per tre mesi». Dunque si dovrà decidere se rendere zona rossa tutta la città di Pomigliano oppure solo alcune zone a più rischio. Scelta che verrà fatta dopo un ulteriore incontro tra Sindaco e Prefetto la prossima settimana.
Il primo cittadino ha poi rassicurato la popolazione: «Ai cittadini dico che possiamo stare più sereni: abbiamo dato una risposta concreta alle criticità legate alla sicurezza».
Il tema, tuttavia, riguarda un’area più ampia. Nell’ultimo mese diversi comuni della provincia di Napoli sono stati interessati da assalti a sportelli bancari: da Casalnuovo di Napoli, dove un video di un bancomat trascinato da un’auto è diventato virale, a Scisciano, Marigliano e nuovamente Pomigliano, con episodi avvenuti tra il 28 e il 29 dicembre.
Le dichiarazioni del Sindaco Raffaele Russo
Palma Campania, musica e raccolta fondi per i bambini di Gaza. Importante adesione della comunità e delle associazioni cittadine
Palma Campania – Un “ponte” di solidarietà tra Palma Campania e la martoriata Gaza. E’ quello idealmente realizzato dalla comunità della “città della Quadriglie”, attraverso l’impegno delle associazioni cittadine, che hanno promosso e finalizzato una raccolta di fondi a favore dei bambini di quella striscia di terra da sempre insanguinata da venti di guerra e che solo di recente ha visto tacere le armi nell’ambito del conflitto Israelo – palestinese, anche se tutto questo non ha ancora dato inizio alla pace.
Nel corso del concerto dell’Epifania, promosso per l’occasione dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Donnarumma, in particolare dall’assessorato alla Cultura, retto dal vicesindaco, Elvira Franzese, è stato ribadito come l’iniziativa abbia voluto rappresentare un piccolo – grande gesto per non restare indifferenti a questo dolore.
Ad intervenire è stato, tra gli altri, il rettore del Seminario Vescovile di Nola, Don Franco Iannone, che ha sottolineato la drammatica situazione che si vive in “Terra Santa”, soprattutto per quanto concerne gli approvvigionamenti alimentari. “Siamo in contatto con il Cardinale Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme – ha dichiarato Iannone – lo stesso è a conoscenza dell’iniziativa messa in campo dalla comunità di Palma Campania. La situazione attuale è molto difficile e speriamo che presto si possa normalizzare anche per riattivare i pellegrinaggi. Possiamo dire che la guerra è terminato, ma non è iniziata ancora la pace. Al momento il sostegno è attraverso fondi è da preferire, viste le difficoltà logistiche nel far giungere a destinazione beni materiali o generi di prima necessità”.
“E’ stato un evento carico di significato – ha evidenziato l’assessore alla Cultura e vicesindaco di Palma Campania, Elvira Franzese – le straordinarie voci di Katia Ricciarelli, ancora sublime nella sua interpretazione che ringraziamo non solo per il suo indiscusso talento ma anche per la sua straordinaria empatia, e quella del tenore Aniello Sepe, ci hanno regalato delle emozioni uniche ed un momento di intima spiritualità per invocare pace ed amore universale. Come sempre la comunità di Palma Campania ha risposto con generosità all’appello alla solidarietà con un piccolo gesto che ci rende testimoni e partecipi di un futuro che ci auguriamo migliore per i bambini di Gaza, al cui dramma nessuno può rimanere indifferente”

Pomigliano: il Prefetto convoca in Municipio il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica
POMIGLIANO D’ARCO (NAPOLI) – 9 gennaio 2026 – A seguito del tentato furto avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì in un istituto bancario di Pomigliano d’Arco, in via Passariello, con l’esplosione di un ordigno, è stata disposta la convocazione urgente del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Lo ha reso noto il sindaco di Pomigliano d’Arco, Raffaele Russo, riferendo di essere stato contattato telefonicamente in mattinata dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha annunciato la riunione straordinaria fissata per le ore 13 di oggi presso il Palazzo Municipale.
“Ringrazio il Prefetto per la solerzia e per aver raccolto l’allarme della nostra comunità”, ha dichiarato il sindaco Russo, sottolineando l’attenzione immediata delle istituzioni dopo il grave episodio.

Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica si riunirà dunque a Pomigliano d’Arco per valutare la situazione e definire eventuali misure di rafforzamento del controllo del territorio.
Al Teatro Totò dal 9 al 18 gennaio con la commedia “Hai un amico all’INPS?”
NAPOLI – Prosegue con vitalità la stagione del Teatro Totò – Teatro della Tradizione Partenopea, che dal 9 al 18 gennaio (con doppio spettacolo il sabato) ospita la nuova produzione della Compagnia Stabile del Totò, “Hai un amico all’INPS?”, commedia comica e contemporanea scritta da Gaetano Liguori e Rosario Verde, per la regia dello stesso Liguori. Uno spettacolo che sceglie la via della risata per affondare il bisturi in una delle piaghe più sensibili del nostro tempo: la perdita del lavoro, la precarietà esistenziale e l’ambigua zona d’ombra dei meccanismi previdenziali, tra assistenzialismo, truffe e falsi invalidi. Al centro della vicenda un giovane e brillante ingegnere informatico, improvvisamente travolto dal baratro della disoccupazione. Quando tutto sembra perduto, ecco l’assurdo ribaltamento: arrivano inaspettatamente soldi dagli enti previdenziali, dapprima per errore, poi attraverso un sistema sempre più opaco e fraudolento. L’ingranaggio gira, il protagonista si lascia sedurre dalla facilità del guadagno, fino a quando la commedia mostra il conto da pagare. La messinscena trova nella regia di Gaetano Liguori un equilibrio efficace tra comicità popolare e satira sociale. In scena, accanto a Davide Ferri, autentico beniamino del pubblico napoletano, troviamo Peppe Laurato ed Edoardo Guadagno, con la partecipazione di Raffaele Esposito, affiancati da Natalia Cretella, Giancarlo De Simone, Giovanna Pignieri, Paola Bocchetti e Marco Palmieri. Completano l’allestimento le scene di Massimo Malavolta, i costumi di Cira Izzo, l’aiuto regia di Maria Autiero. “Hai un amico all’INPS?” si inserisce così nel solco di quel teatro partenopeo capace di far ridere e pensare, restituendo al pubblico uno specchio deformante ma riconoscibile, dove l’ironia diventa strumento di verità. Uno spettacolo che diverte, inquieta e interroga, ricordandoci che, in Italia, la commedia spesso non è altro che cronaca travestita da sorriso.
“Il mio canto libero”, un recital con Francesca Marini al Teatro CortéSe
NAPOLI – Domenica 11 gennaio 2026, alle ore 18.00, il Teatro CortéSe dei Colli Aminei prosegue con coerenza e sensibilità il percorso della VII Stagione Teatrale, accogliendo sul palcoscenico la voce e l’anima di Francesca Marini (nella foto). Attrice e cantante di rara intensità, Marini è protagonista di “Il mio canto libero”, recital canoro scritto e diretto da Roberto Criscuolo, pensato come un viaggio emotivo e musicale dentro le radici, le suggestioni e le passioni che hanno segnato il suo cammino artistico. Lo spazio di viale del Capricorno, curato da Ente A.R.T.I. Teatro e Musica APS, con la direzione organizzativa di Anna Sciotti e la consulenza artistica di Giuseppe Giorgio, si conferma ancora una volta luogo attento alla musica d’autore e alle sue contaminazioni più nobili. Grazie anche ai contributi video firmati “Vincentart”, lo spettacolo si fa racconto per immagini e suoni, intrecciando memoria, interpretazione e ricerca, in un dialogo continuo tra parola, canto e visione. “Il mio canto libero” è un recital dal vivo che rende omaggio ai grandi artisti napoletani, italiani e internazionali che hanno ispirato Francesca Marini sin dagli esordi. Da Pino Daniele a Mina, da Lucio Battisti a Ivano Fossati, da Fabrizio De André a Lucio Dalla e Franco Battiato, fino alle voci immortali di Édith Piaf e Amália Rodrigues: un firmamento di stelle che diventa materia viva, attraversata con rispetto, personalità e profonda consapevolezza artistica. Uno spettacolo che non si limita a rievocare, ma restituisce emozioni autentiche, trasformando il canto in racconto e la musica in confessione.
Felice Iossa: «Siamo in una fase storica drammatica, serve un nuovo riformismo»
NAPOLI – Socialista riformista, già deputato del Partito Socialista Italiano per due legislature, sottosegretario di Stato all’Industria e figura di primo piano nelle istituzioni locali e nazionali, Felice Iossa osserva l’attuale fase politica con preoccupazione e spirito critico. Guerre, minaccia nucleare, crisi del diritto internazionale e nuovi equilibri globali impongono – avverte – una riflessione profonda sul ruolo della politica e delle grandi democrazie.
Onorevole Iossa, come giudica il blitz statunitense in Venezuela?
«L’arresto del dittatore Nicolás Maduro è di per sé un fatto positivo. Parliamo di un regime responsabile di gravi violazioni dei diritti umani. Tuttavia, resto convinto che la democrazia non si possa imporre con la forza. Il metodo utilizzato dall’amministrazione Donald Trump è pericoloso e mina ulteriormente un diritto internazionale già ampiamente calpestato».
Qual è il rischio più grande di questo approccio?
«Si legittima una logica che può diventare universale. Se vale per il Venezuela, allora potrebbe valere per la Taiwan, oppure per i Paesi dell’ex Unione Sovietica. È un via libera implicito a nuove invasioni. In questo scenario si sta ridefinendo una geopolitica dominata da Stati Uniti, Cina e Russia, mentre le istituzioni multilaterali appaiono paralizzate».
Si riferisce anche alle Nazioni Unite?
«Certamente. L’ONU e molte sovrastrutture internazionali vanno riformate radicalmente. Così come sono oggi, sembrano semplici notai che ratificano rapporti di forza già decisi altrove. Non riescono più a prevenire né a governare i conflitti».
In questo contesto, che ruolo dovrebbe avere l’Europa?
«Il grande assente è proprio l’Unione Europea. O diventa un vero soggetto politico, dotato di una politica estera comune e di un sistema di difesa europeo, oppure è destinata alla marginalità storica. Non possiamo continuare a essere spettatori».
E l’Italia? Come valuta l’azione del governo guidato da Giorgia Meloni?
«Comprendo le difficoltà economiche che attraversano l’Italia e l’Europa, ma la legge di bilancio è priva di visione. È una finanziaria senza anima: non affronta in modo strutturale sanità, trasporti, servizi pubblici e sviluppo. Senza una strategia di lungo periodo, il Paese resta fermo».
Il centrosinistra può rappresentare un’alternativa credibile?
«Al momento no. Il cosiddetto “campo largo” non esprime una vera cultura di governo. È diviso, soprattutto in politica estera, esattamente come il centrodestra. C’è chi guarda a Putin, chi a Trump, chi addirittura simpatizza per regimi autoritari. Con queste divisioni è difficile costruire credibilità».
Qual è allora la strada?
«Serve una visione del futuro e un progetto di cambiamento profondo. Occorre un riformismo radicale, quello che Riccardo Lombardi definiva “rivoluzionario”: capace di modificare le condizioni di partenza, non di limitarsi alla gestione dell’esistente».
Cosa pensa delle riforme istituzionali proposte dal governo?
«Il premierato così come concepito non mi convince. Il progetto di grande riforma istituzionale di Bettino Craxi mirava a rendere l’Italia un vero Paese europeo, intervenendo sull’intero assetto dello Stato. Oggi, invece, convivono contraddizioni enormi: da un lato il Ponte sullo Stretto, dall’altro l’autonomia differenziata, che rischia di dividere il Paese e indebolire ulteriormente il Mezzogiorno».
Il referendum sulla riforma della giustizia può essere uno spartiacque?
«Sì, è un appuntamento decisivo. La vittoria del Sì segnerebbe un’affermazione liberale e riformista, nell’interesse soprattutto dei cittadini più deboli. Completerebbe la riforma Vassalli e potrebbe aprire una nuova fase anche nel centrosinistra».
I socialisti come si schiereranno?
«Io credo che tutti i socialisti debbano votare convintamente a favore di questa riforma».
Lei ha avuto una rottura con il segretario del PSI, Enzo Maraio. Perché?
«È stata una divergenza sulla strategia elettorale, nulla di personale. Ho augurato e continuo ad augurare a Enzo Maraio buon lavoro nel suo ruolo di assessore regionale al Turismo».
Quindi nessun rancore?
«Assolutamente no. Il mio obiettivo resta l’unità socialista. Un’unità che nel Mezzogiorno avevamo costruito e che va ricostruita a livello nazionale. I fatti internazionali dimostrano che c’è bisogno di politica con la P maiuscola, e i socialisti non possono mancare».
Il 20 febbraio ricorre l’anniversario della morte di Craxi. Che significato avrà?
«Sarà un momento importante di riflessione e memoria. Ci sarò per rilanciare il tema dell’unità socialista, indispensabile per migliorare la qualità della democrazia e affrontare i problemi del nostro tempo. Un’Italia senza socialisti è un’Italia più debole».
Lei è stato accusato di ostilità verso il mondo cattolico. È così?
«Assolutamente no. Il cattolicesimo democratico è una componente fondamentale della nostra storia politica. Ho solo espresso la preoccupazione che candidature cattoliche troppo forti potessero penalizzare quelle socialiste. La mia vera opposizione è sempre stata verso chi ha offeso Craxi e la storia del socialismo italiano».
Il suo impegno politico continuerà?
«Sì. Continuerò a lavorare per ricucire i fili spezzati, rilanciare l’unità del movimento socialista e contribuire alla formazione di una nuova classe dirigente. Senza partecipazione e senza riformismo, non c’è futuro per la democrazia».
Bomba devastante alla BNL di Pomigliano, strage evitata: ennesimo tentativo di furto
POMIGLIANO D’ARCO (NAPOLI), 8 gennaio 2026 – Un ordigno esplosivo di elevata potenza, in grado di uccidere, è stato utilizzato nel corso dell’ennesimo raid notturno contro la filiale BNL di Pomigliano d’Arco, situata tra via Passariello e via Semola. Solo per una circostanza fortuita non si sono registrate vittime.
Secondo le prime ricostruzioni, intorno alle 3 e mezza della notte, ignoti avrebbero sfondato la vetrina dell’istituto di credito e fatto irruzione all’interno, innescando una bomba per far saltare i bancomat. L’esplosione è stata violentissima e ha devastato la parte anteriore della filiale, causando danni strutturali ingenti. I ladri non sono però riusciti a portare via gli sportelli automatici.
Il boato è stato avvertito in tutto il quartiere, generando momenti di panico tra i residenti, svegliati nel cuore della notte da un’esplosione paragonabile a quella di un ordigno militare artigianale. L’area, frequentata anche da pedoni e automobilisti, avrebbe potuto trasformarsi in teatro di una tragedia.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, che hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’attacco e individuare i responsabili. Gli investigatori stanno valutando anche il livello di rischio per la pubblica incolumità, legato all’utilizzo di esplosivi di tale potenza in un contesto urbano.

L’episodio si inserisce in una escalation di assalti alle banche nel Napoletano. A Pomigliano d’Arco, solo poche settimane fa, era stato scoperto un tunnel sotterraneo illuminato e già operativo nei pressi di un istituto di credito, mentre la stessa filiale BNL era già stata presa di mira in un precedente tentativo notturno. Ma il fenomeno ovviamente non è circoscritto solo a Pomigliano d’Arco, ma in tutta la provincia di Napoli. Colpi vengono tentati ed a volte consumati dovunque. E’ una questione di ordine pubblico che investe le forze dell’ordine ed in particolare Carabinieri e Polizia che per poter beccare sul fatti i malviventi dovrebbero avere un numero sproporzionato di mezzi e uomini da mettere in campo nelle ore notturne. Coprire interamente tutte le filiali di istituti bancari e Poste è davvero impossibile, anche chiedendo il supporto dell’esercito. Ma questa è diventata comunque una vera e propria emergenza che investe l’intera città Metropolitana.
Pareggio al Maradona tra Napoli e Verona, azzurri imbattuti in casa da 23 partite
Il Napoli pareggia 2 a 2 con i gialloblù: segnano nel primo tempo Frese ed Orban, ripresa a trazione azzurra con i gol di McTominay e Di Lorenzo
Napoli. La squadra di Conte non perde in casa dall’8 dicembre 2024 quando giocò contro la Lazio, rimane imbattuta al Maradona da 23 partite ufficiali compresa quella di oggi con il Verona con cui pareggia 2 a 2. Il primo tempo segnano i gialloblù Frese ed Orban, nei secondi 45 minuti risponde il Napoli con le reti di McTominay e Di Lorenzo.
Al 16° minuto arriva il gol del Verona sul cross di Niasse, alla prima vera occasione Frese batte Milinkovis-Savic e per il Napoli la gara si fa insidiosa. Dopo sette minuti nuova stangata per i partenopei, Alessandro Buongiorno tocca la palla con la mano nell’area piccola e Marchetti, dopo aver consultato il Var, assegna il rigore. Sul dischetto va Gift Orban che non sbaglia e porta il Verona al raddoppio.
Nel secondo tempo il Napoli prova a recuperare, al 54° Scott McTominay riceve la palla da Lang e colpisce di testa nell’angolino basso sinistro. Il Maradona esplode, si inizia a sperare nel pareggio mentre in campo si lotta su ogni pallone e al 26° minuto della ripresa arriva il cross di Politano, McTominay serve Hojlund che segna ma il gol viene annullato per tocco di mano.
Il pareggio arriva grazie al capitano Giovanni Di Lorenzo che all’81° riceve il pallone da Marianucci entrato al posto di Elmas, si coordina e batte Montipo. Antonio Conte è una furia, chiede di controllare il tempo al quarto uomo ed invita la squadra a non mollare ma nonostante l’assedio azzurro nella metà campo avversaria i sette minuti di recupero non bastano all’impresa. Il Napoli pareggia, e considerando come è iniziato il match per qualcuno è già una vittoria.
Capodichino, sequestri droga e tabacchi per traffici illeciti per oltre 5 milioni di euro nel 2025
NAPOLI, 7 gennaio 2026 – All’Aeroporto Internazionale di Capodichino intensificati nel corso del 2025 i controlli contro i traffici illeciti di valuta non dichiarata, tabacchi lavorati esteri e sostanze stupefacenti. L’operazione è stata condotta dai finanzieri della Guardia di Finanza di Capodichino in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Nel corso dell’anno sono stati intercettati oltre 5 milioni di euro in contanti non dichiarati, con sequestri e sanzioni per più di 220 mila euro a carico di oltre 200 passeggeri. Il denaro era occultato prevalentemente nei bagagli a mano o addosso ai viaggiatori, individuati grazie a un’attenta analisi dei flussi e dei profili di rischio.
Le attività investigative hanno permesso di individuare rotte sensibili, in particolare voli da e verso Medio Oriente e Nord Africa, e le principali tecniche di occultamento utilizzate per eludere i controlli doganali. Fondamentale il contributo delle unità cinofile specializzate nella ricerca di valuta, i cosiddetti cash dog.
Parallelamente è stata rafforzata l’azione di contrasto al contrabbando di tabacchi lavorati esteri e al traffico di stupefacenti, che ha portato al sequestro complessivo di oltre 150 chilogrammi di tabacchi e circa 90 chilogrammi di sostanze stupefacenti in transito nello scalo partenopeo.


