POMIGLIANO D’ARCO, 13 LUGLIO 2025 – Sarà Rosalia Porcaro la protagonista questa sera 13 luglio in piazza Giovanni Leone a Pomigliano d’Arco, con lo spettacolo “Semp’ Ess”, scritto e interpretato dall’attrice napoletana nota per i suoi ruoli in “Audiscion” e nella serie “Mina Settembre”. L’evento, inserito nel cartellone dell’Estate Pomiglianese, è stato promosso dall’assessora alle Pari Opportunità Elvira Romano, in collaborazione con l’amministrazione comunale e la Fondazione Officina delle Culture, per sensibilizzare il pubblico sui temi della parità di genere attraverso il linguaggio della comicità.
Prima dell’inizio dello spettacolo sono previsti gli interventi istituzionali del sindaco Raffaele Russo, dell’assessora Elvira Romano, dell’onorevole Annarita Patriarca e del presidente della Fondazione, Francesco Cristiani.
Abbiamo incontrato Rosalia Porcaro per approfondire, tra arte e società, il senso del suo lavoro comico.
Rosalia, lei ha detto spesso che il ruolo di comica le è stato riconosciuto dal pubblico. Esiste secondo lei una comicità di genere?
«La domanda è bella complicata, perché chiaramente ci sono delle differenze. Ci sono sovrastrutture femminili che cozzano con la comicità, perché quest’ultima richiede di mostrarsi scomposti, di frammentarsi. Le donne spesso sono più rigide, evitano battute spinte o parolacce. Ma una brava comica deve proprio infrangere quelle sovrastrutture: più le infrange, più fa ridere».
Secondo un pregiudizio ancora diffuso – e anche secondo un vecchio articolo di “Vanity Fair” – le donne farebbero meno ridere degli uomini. Che ne pensa?
«È legato proprio a quello che dicevamo: se una comica ricalca i modelli maschili, fa meno ridere. Ma se trova una strada sua, autentica, può far ridere anche più di un uomo. Il problema non è essere donna, è non copiare».
La comicità classica era spesso carica di misoginia. È ancora così oggi? E come cambia con l’attenzione alla parità di genere?
«I temi si sono ampliati, ma è il punto di vista a fare la differenza. Il comico è tale se riesce a guardare un tema in modo nuovo, spiazzante. Per questo è diverso dal recitare. Un testo comico non si può solo eseguire: lo devi vivere, lo devi creare».
Dal punto di vista della produzione e della promozione, esistono ancora disparità tra comici e comiche?
«C’è ancora più fiducia nel nome maschile. Questo non significa che non ci siano spazi per le donne, ma il sistema tende a preferire ciò che conosce. In Italia poi si sperimenta poco, c’è conformismo. Ma ci sono anche eccezioni e percorsi alternativi».
Come nascono i suoi personaggi? Quanto conta la loro immagine per il pubblico?
«Nascono da un’osservazione istintiva del reale. Prima arriva il personaggio, poi il costume e la sua estetica. La loro forza sta nel mondo che raccontano: io parlo di attualità attraverso i personaggi, non con monologhi».
Quanto può incidere la risata nel far riflettere su temi sociali?
«La risata in sé può non bastare, ma la satira – che mette in luce ciò che si vuole nascondere – arriva. È delicato, però: il pubblico non vuole sentirsi guidato o manipolato. Devi essere vero, autentico, altrimenti si irrigidisce».
Che consiglio darebbe a una ragazza che sogna la sua carriera?
«Di osservare tanto e cercare l’originalità. Una comica è tale se ha una visione sua, nuova».
Come ha conciliato lavoro e famiglia, tema che preoccupa molte donne?
«Dipende molto dal contesto familiare. È faticoso, ma si può fare. Ci vuole passione per entrambi: per il figlio e per il lavoro».
Lei presiede l’associazione degli ex studenti del liceo Brunelleschi di Afragola. Quanto hanno contato gli anni del liceo sulla sua formazione artistica?
«Tanto. Ero una ragazza silenziosa e timida, osservavo molto. Riflettere e perdermi nel mondo è sempre stato il mio modo di stare nelle cose, e la fantasia ha fatto il resto».
Sappiamo che è anche una pittrice. Come vive questa sua passione rispetto alla comicità?
«Sono due mondi separati. Nella pittura ci sono solo io e il mio mondo. È una passione che mi rilassa molto, anche se temo che potrebbe diventare così forte da portarmi via dal palcoscenico. Per questo a volte mi trattengo».
Lo spettacolo “Semp’ Ess” andrà in scena questa sera alle ore 21:00.
