PENTA – Nel centro storico di Penta è stata inaugurata la prima edizione di “Ponti di Comunità”, progetto promosso dal Laboratorio CCiSuD dell’Università degli Studi di Salerno in collaborazione con la Fondazione Universitaria e la community “Sei di Penta Se”. L’iniziativa ha trasformato per una sera uno spazio di memoria in un luogo di incontro, dialogo e partecipazione tra istituzioni, ricerca, cultura e comunità locale.
Il momento centrale della serata è stato rappresentato dalle “Voci della memoria”, grazie ai racconti dei saggi di Penta che hanno rievocato la storia del borgo, le sue origini legate all’acqua, le antiche professioni artigiane come mastri ramai e pastai, e il ruolo del convento, fondato sul principio “ora et labora”. Tra le testimonianze anche quella di Filomena Iannielli, che ha ricordato l’impegno del padre, il generale Iannielli, nella lotta per la libertà e il legame con la storia del territorio.
Al rettore Virgilio D’Antonio è stata consegnata una targa in rame dedicata al nonno, Virgilio D’Antonio senior, veterinario e figura di rilievo culturale e civile di Penta nel dopoguerra, fondatore del Circolo Sociale. Il rame è simbolo di una tradizione artigiana locale secolare, legata a una storica produzione artigianale per la quale Penta era rinomata già dal 1500.
Il rettore ha sottolineato l’importanza di un’università aperta e vicina al territorio, volta a diffondere conoscenza, competenze e a creare persone migliori. La prof.ssa Giovanna Truda, direttrice del CCiSuD, ha spiegato che “Ponti di Comunità” vuole costruire un ponte tra università e comunità, portando l’ateneo fuori dai propri spazi per entrare nel territorio, e Penta è solo la prima tappa di un percorso itinerante che coinvolgerà altre comunità.
La presidente della Fondazione Universitaria, prof.ssa Paola Adinolfi, ha evidenziato la coerenza di questa iniziativa con la visione strategica dell’Ateneo, un’università che vuole costruire relazioni durature con le comunità locali, ascoltare le loro esigenze e valorizzare le potenzialità del territorio.
Il comitato scientifico è composto da Giovanna Truda, Rocco Iannone, Gaetano Barra, Barbara Landi, Vincenzo Landi e Manuel Aliberti. Il progetto si propone non solo di recuperare la memoria storica ma anche di valorizzarla attraverso una co-progettazione che crei valore economico e sociale nel rispetto dell’identità locale.
La giornalista Barbara Landi ha puntualizzato che la piazza, come luogo di relazioni e dibattito, è stata il contesto ideale per coinvolgere tutte le fasce sociali in un confronto tra sociologia, digitalizzazione, antropologia culturale e turismo, con un’attenzione particolare al turismo delle radici basato su sentieri e percorsi religiosi come nuovi strumenti per il benessere e la qualità della vita.
La serata si è conclusa con “Penta Risuona”: un evento di convivialità che ha visto la preparazione di piatti della tradizione campana accompagnati da musica popolare e tammorre. Un grande rosone ispirato alle antiche luminarie popolari ha restituito un’immagine identitaria di Penta, suggellando un incontro tra università e territorio in cui il passato diventa strumento per guardare al futuro.
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