NAPOLI, 22 SETTEMBRE 2025 – «I cori razzisti intonati ieri a Pontida – “Vesuvio erutta, tutta Napoli è distrutta” – sono inaccettabili», dichiara Felice Iossa, dirigente nazionale del PSI e responsabile Mezzogiorno.
«Da napoletano condanno fermamente questi episodi vergognosi. Ancora più grave – aggiunge – è che esponenti delle istituzioni campane, perfino ex assessori regionali, abbiano deciso di accasarsi con chi continua a offendere un popolo che avrebbe tanto da insegnare e siano stati testimoni silenti di quei cori vergognosi».
Per Iossa, però, l’episodio è solo «il sintomo di un problema più profondo: l’estremizzazione del linguaggio politico che sta avvelenando il nostro dibattito democratico».
«Dalle piazze ai social, dalle tv alle aule istituzionali – osserva – prevale la logica dello scontro fine a se stesso. Quando i leader scelgono l’estremismo verbale, alimentano un clima che rischia di degenerare in comportamenti sempre più gravi».
«L’Italia ha bisogno di unità, non di divisioni artificiali – conclude –. È tempo di tornare a parlare il linguaggio della responsabilità e del rispetto reciproco».
