NAPOLI – Le botteghe di San Gregorio Armeno, celebre strada napoletana conosciuta per l’artigianato dei presepi, sono rimaste chiuse fino alle 14 del 14 settembre in segno di protesta contro il rischio di apertura di negozi di souvenir a basso costo. Gli artigiani hanno esposto cartelli per chiedere la tutela della storia e dell’identità culturale di Napoli, sottolineando che la via è simbolo della produzione artistica di pastori e statuine tradizionali.
La protesta ha suscitato delusione tra i turisti che, in visita nel centro antico, hanno trovato le serrande abbassate nei luoghi storici dell’arte presepiale. Il Comune di Napoli è intervenuto con una nota ufficiale per rassicurare gli operatori artigianali. L’assessora al Turismo e alle attività produttive, Teresa Armato, ha ricordato che San Gregorio Armeno rappresenta un patrimonio unico al mondo e che è stata varata una delibera che consente esclusivamente attività di produzione e vendita di prodotti di arte presepiale e pastori.
La preoccupazione degli artigiani nasce in particolare dalla presenza di alcune botteghe attualmente sfitte e dalla voce che una di esse potrebbe essere affittata a un rivenditore di souvenir a basso costo, ipotesi che il Comune ha escluso, precisando che ogni nuovo esercente deve presentare una segnalazione certificata di inizio attività coerente con le disposizioni vigenti.
“Il Comune di Napoli segue con massima attenzione l’evoluzione della vicenda ed è al fianco delle botteghe storiche, confermando l’impegno quotidiano per proteggere il valore culturale, la storia e la tradizione presepiale che rendono San Gregorio Armeno il cuore pulsante e autentico della città”, ha concluso l’assessora Armato.
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