Aziende italiane trovano introvabili i laureati STEM, con forti differenze regionali

(PRIMACAMPANIA) ITALIA – Le aziende italiane stanno riscontrando crescenti difficoltà a reperire laureati in specifici settori, soprattutto nelle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), secondo un focus della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. Nonostante l’aumento complessivo del numero di giovani laureati, la domanda di profili tecnici-scientifici supera largamente l’offerta, generando un marcato mismatch nel mercato del lavoro.

Lo studio evidenzia che nel 2025 oltre la metà (51%) delle posizioni che richiedono una laurea risulta difficile da coprire per le imprese. Le maggiori carenze si osservano in ambiti come chimico-farmaceutico (72,8%), sanità e paramedici (70,8%), ingegneria industriale (65,7%) e materie matematiche e informatiche (62,5%). Al contrario, le lauree in ambiti umanistici e delle scienze sociali mostrano invece un eccesso di offerta rispetto alla domanda, con conseguenti tempi più lunghi per l’inserimento lavorativo dei neolaureati.

Le difficoltà nel reperimento variano poi significativamente da regione a regione. Le zone con maggiori problemi sono la Valle d’Aosta, il Trentino-Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia, dove oltre il 60% delle assunzioni previste per laureati presenta difficoltà. Al contrario, regioni come Lombardia, Lazio, Sicilia e Campania, pur con una domanda più elevata di laureati, mostrano meno di metà delle entrate previste con problemi di reperimento. Questo fenomeno è legato a fattori quali la struttura produttiva locale, la presenza e la specializzazione degli atenei, la mobilità dei laureati e l’attrattività delle opportunità professionali offerte sul territorio.

Nonostante ciò, la laurea rimane un elemento decisivo nel mercato del lavoro italiano: nel 2025 il tasso di occupazione delle persone tra i 20 e i 64 anni con titolo universitario è dell’82,8%, nettamente superiore a quello dei diplomati (68,6%) e di chi ha solo la licenza media (55,7%). L’effetto premiante è particolarmente marcato per donne e giovani residenti nel Sud Italia, con incrementi occupazionali significativi rispetto agli anni precedenti.

Tuttavia, lo studio sottolinea la necessità di una migliore corrispondenza tra offerta formativa e necessità del mercato del lavoro, soprattutto nei settori ad alta richiesta di competenze specialistiche, e di politiche per stimolare la mobilità e valorizzazione dei laureati nelle aree più svantaggiate. (PRIMACAMPANIA)

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