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Commerciante accoltellato a Torre del Greco, denunciato 18enne

TORRE DEL GRECO (NAPOLI), 3 GIUGNO 2026 – Svolta nelle indagini sull’accoltellamento di un commerciante avvenuto nella notte tra il 29 e il 30 maggio a Torre del Greco. I carabinieri della locale stazione hanno denunciato un giovane di 18 anni ritenuto coinvolto nella violenta aggressione costata gravi ferite a un uomo di 36 anni.

L’episodio si è verificato intorno alle 4 del mattino in via Vittorio Veneto, nei pressi di un ufficio postale. Il ragazzo è accusato di tentato omicidio e rissa.

Le immagini delle telecamere decisive per le indagini

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il commerciante sarebbe stato inizialmente coinvolto in una rissa tra più persone. Successivamente la situazione sarebbe degenerata fino all’aggressione con arma da taglio.

Le indagini dei carabinieri si sono avvalse delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti nella zona e di ulteriori elementi raccolti nel corso delle attività investigative. Alcuni filmati amatoriali dell’episodio erano stati inoltre diffusi sui social network nei giorni successivi ai fatti.

Il 36enne sottoposto a un intervento chirurgico

La vittima, già nota alle forze dell’ordine, era stata raggiunta da diverse coltellate in varie parti del corpo.

Soccorso e trasportato inizialmente all’ospedale Maresca di Torre del Greco, il 36enne era stato successivamente trasferito all’Ospedale del Mare dove era stato ricoverato in prognosi riservata e sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza.

I carabinieri proseguono gli accertamenti per ricostruire nel dettaglio la dinamica della rissa e verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone.

Napoli: recuperato un Succiacapre a Capodichino, ora è al CRAS

NAPOLI, 3 GIUGNO 2026 – Un esemplare di Succiacapre (Caprimulgus europaeus), specie migratrice protetta dalla normativa nazionale ed europea, è stato recuperato dalla Polizia Metropolitana di Napoli all’interno dell’aeroporto internazionale di Capodichino dopo essere stato trovato in difficoltà in un hangar destinato alla manutenzione degli aeromobili.

La segnalazione è giunta nella mattinata del 1° giugno dai tecnici di una società operante nello scalo aeroportuale, che hanno notato la presenza dell’uccello incapace di riprendere il volo e in evidente stato di sofferenza.

L’intervento della Polizia Metropolitana

Gli agenti della Polizia Metropolitana di Napoli sono intervenuti tempestivamente recuperando l’animale e affidandolo alle cure del CRAS “Federico II”, il Centro Recupero Animali Selvatici del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, operativo presso l’ASL Napoli 1 Centro.

I veterinari hanno riscontrato un grave stato di denutrizione e stress, probabilmente causato dal lungo viaggio migratorio che ogni anno porta questa specie dall’Africa verso l’Europa per il periodo riproduttivo. L’esemplare è stato immediatamente sottoposto alle cure necessarie e sarà successivamente reintrodotto in natura una volta completato il percorso di riabilitazione.

Il misterioso uccello delle leggende popolari

Il Succiacapre è uno degli uccelli più particolari della fauna europea. Specie dalle abitudini crepuscolari e notturne, è noto per la straordinaria capacità di mimetizzarsi nell’ambiente grazie al piumaggio che riproduce fedelmente colori e forme della corteccia degli alberi e del terreno.

Il nome deriva da un’antica credenza popolare, già citata in epoca romana, secondo cui l’animale sarebbe stato capace di succhiare il latte delle capre durante la notte. Una leggenda completamente infondata: il Succiacapre si nutre esclusivamente di insetti che cattura in volo, svolgendo un’importante funzione ecologica a favore dell’agricoltura.

Grazie ai suoi grandi occhi e al volo silenzioso e acrobatico, l’uccello è spesso considerato una delle specie più affascinanti e misteriose presenti nei cieli europei.

L’operazione conferma l’impegno della Polizia Metropolitana di Napoli nella tutela della fauna selvatica e nella collaborazione con le strutture veterinarie specializzate per il recupero degli animali in difficoltà.

Su Rai 5 il docufilm sul Campania Teatro Festival

 NAPOLI, 3 GIUGNO 2026 – In attesa dell’avvio del Campania Teatro Festival 2026, Rai 5 dedica una prima serata speciale alla manifestazione culturale diretta da Ruggero Cappuccio. Sabato 6 giugno, alle ore 22:38, andrà infatti in onda in prima visione il docufilm firmato dalla regista Nadia Baldi, dedicato ai protagonisti e ai temi che hanno caratterizzato la precedente edizione della rassegna.

L’opera propone una lettura non cronachistica del Festival, offrendo al pubblico una riflessione sul ruolo dell’arte come strumento di consapevolezza, dialogo e crescita collettiva.

Arte e dialogo nel segno della pace

Con il titolo ideale “Battiti per la Pace”, il docufilm racconta l’impegno culturale della manifestazione attraverso le testimonianze di artisti, attori, musicisti e protagonisti della scena contemporanea.

La produzione ripercorre il carattere multidisciplinare del Campania Teatro Festival, che negli anni si è affermato come uno dei principali appuntamenti culturali italiani ed europei, accogliendo teatro, letteratura, musica, cinema e danza in un percorso dedicato alle nuove forme della creatività e della scrittura contemporanea.

Il Festival è organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, con il sostegno della Regione Campania.

Da Neri Marcorè a Sonia Bergamasco, i protagonisti

Tra le personalità che compaiono nel docufilm figurano Neri Marcorè, Sonia Bergamasco, Anna Foglietta, Peppe Servillo, Alessio Boni, Alessandro Bergonzoni, Caterina Guzzanti e Peppe Iodice.

Accanto a loro anche il direttore artistico Ruggero Cappuccio, insieme a numerosi ospiti internazionali che hanno contribuito a dare rilievo alla manifestazione.

Il docufilm rappresenta così un viaggio tra spettacolo, cultura e impegno civile, offrendo al pubblico una prospettiva inedita su uno degli eventi culturali più importanti del panorama nazionale.

Allerta meteo gialla in Campania per temporali e grandine

NAPOLI, 3 GIUGNO 2026 – La Protezione Civile della Regione Campania ha emanato un’allerta meteo di livello Giallo valida dalle ore 10 alle ore 20 di oggi, mercoledì 3 giugno, a causa delle condizioni meteorologiche avverse previste sui quadranti centro-settentrionali del territorio regionale.

L’avviso è stato emesso sulla base delle valutazioni del Centro Funzionale della Protezione Civile regionale che prevede rovesci e temporali, localmente anche di forte intensità, caratterizzati da rapida evoluzione e significativa incertezza previsionale.

Le aree interessate dall’allerta

L’allerta riguarda le zone:

  • Piana Campana, Napoli, Isole e Area Vesuviana;
  • Alto Volturno e Matese;
  • Penisola Sorrentino-Amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini;
  • Alta Irpinia e Sannio.

Secondo le previsioni, i fenomeni temporaleschi potranno essere accompagnati da grandinate, forti raffiche di vento e intensa attività elettrica, con possibili danni a coperture, strutture esposte e aree verdi.

Rischio idrogeologico e possibili criticità

La Sala Operativa Unificata Regionale (SORU) ha trasmesso l’avviso ai Comuni interessati evidenziando un rischio idrogeologico localizzato.

Tra le criticità previste figurano allagamenti di strade e sottopassi, innalzamento dei livelli dei corsi d’acqua, possibili esondazioni, scorrimento delle acque sulle carreggiate, caduta massi e fenomeni franosi nelle aree più vulnerabili.

La Protezione Civile raccomanda alle amministrazioni comunali e agli enti competenti di attivare tutte le misure previste dai rispettivi piani di emergenza, monitorando in particolare il verde pubblico, le strutture temporanee e le aree maggiormente esposte agli effetti del maltempo.

Napoli, trovata bomba pronta a esplodere a Poggioreale

NAPOLI, 3 GIUGNO 2026 – Un ordigno artigianale già pronto all’uso è stato scoperto dalla Polizia di Stato nella zona conosciuta come il “Bronx” di Poggioreale, a Napoli. La bomba, contenente circa un chilo e 700 grammi di polvere da sparo e dotata di detonatore già collegato, è stata rinvenuta all’interno di un sottoscala di una palazzina in via della Bussola, al confine con il quartiere di San Pietro a Patierno.

L’operazione è stata condotta dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Napoli e del Commissariato di Secondigliano nell’ambito di attività investigative sul territorio.

Ordigno sequestrato dagli artificieri

Dopo il ritrovamento sono intervenuti sul posto gli specialisti della Polizia Scientifica e gli artificieri che hanno provveduto alla messa in sicurezza dell’area e al sequestro dell’ordigno.

Secondo i primi accertamenti investigativi, la bomba aveva un potenziale distruttivo particolarmente elevato e sarebbe stata pronta per essere utilizzata. Gli inquirenti escluderebbero al momento l’ipotesi di un utilizzo riconducibile a finalità ludiche o legate ai fuochi pirotecnici.

Indagini sui possibili collegamenti con la camorra

Gli investigatori stanno ora lavorando per individuare chi avesse la disponibilità del locale dove era nascosto l’ordigno. Le verifiche riguardano residenti, frequentatori dell’area e possibili soggetti collegati alla criminalità organizzata.

L’ipotesi principale al vaglio degli inquirenti è quella di un possibile attentato nell’ambito delle tensioni tra gruppi camorristici per il controllo delle attività illecite sul territorio. Il ritrovamento dell’ordigno viene considerato un segnale particolarmente preoccupante per l’evoluzione degli equilibri criminali nell’area orientale del capoluogo campano.

Le indagini proseguono per ricostruire la provenienza dell’esplosivo e individuare i responsabili.

Castellabate, il Polo M.M.T. cresce ancora: successo per la seconda edizione

CASTELLABATE, SA – Non solo turismo e mare: il Cilento ha mostrato anche la sua vocazione edile ed agricola con la seconda edizione del Polo Fieristico M.M.T., che si è chiusa a San Marco di Castellabate con un bilancio più che positivo e una partecipazione costante di pubblico e operatori.

La manifestazione si è svolta dal 30 maggio al 2 giugno in località Torretta, confermandosi un punto di riferimento per il comparto delle macchine movimento terra, dell’edilizia e dell’agricoltura. Un settore che, per quattro giorni, ha trovato nel territorio cilentano una vetrina strategica per esposizioni, incontri e dimostrazioni operative.

L’area espositiva, estesa su oltre 120mila metri quadrati, ha ospitato decine di aziende specializzate, con mezzi agricoli, macchine movimento terra, attrezzature professionali e materiali edili. Particolare interesse hanno suscitato le prove pratiche e le dimostrazioni sul campo, che hanno richiamato operatori da tutta la Campania e non solo.

L’evento, organizzato dall’associazione Giovani Annunziata con il patrocinio del Comune di Castellabate e con il supporto del mainsponsor I&P Enterprise srl, ha registrato un’affluenza costante anche di famiglie e visitatori, grazie alle aree ristoro e agli spazi dedicati all’intrattenimento, che hanno affiancato la parte più tecnica della fiera.

“Questa edizione ha confermato la crescita del progetto e la sua capacità di attrarre realtà sempre più importanti – hanno dichiarato gli organizzatori –. L’obiettivo è continuare a investire su un evento che unisca sviluppo, innovazione e valorizzazione del territorio”.

Numerose le aziende presenti, che hanno contribuito al successo dell’iniziativa, ormai sempre più consolidata nel panorama fieristico regionale. Hanno partecipato TeknoMak, ItalNoleggi, La Formica Edile, Edil Bianco, Sorgente Macchine, NewService, Officine Meccaniche Villano Oreste, Apicella, Agrocilento, Comi, Movimac, Sa.Cos prefabbricati, Bruno, AgriSele, Corradino Service, Esposito, Eurocar, Mirra & Co., FRC Macchine Industriali, Lobos, Mecar, Geolift srl, Agri Mafros, Procaccini Group, Milwaukee, Vassallo Macchine Agricole, Bosch, DTF Service, Matedil, R.E.C.D.E. srl, Andrea Giannettino & C., Cormidi, Tecnoter, U’ Biondo.

Castellabate, il Polo M.M.T. cresce ancora: successo per la seconda edizione Castellabate, il Polo M.M.T. cresce ancora: successo per la seconda edizione

Pomigliano: Immacolata Panico trovata morta al Centro Direzionale di Napoli

NAPOLI, 1 GIUGNO 2026 – Si sono concluse tragicamente le ricerche di Immacolata Panico, la giovane di 22 anni residente a Pomigliano d’Arco scomparsa nella mattinata di domenica 31 maggio. Il corpo della ragazza è stato rinvenuto oggi nell’area del Centro Direzionale di Napoli.

La giovane era stata vista per l’ultima volta intorno alle ore 10 nella zona del Centro Direzionale. Dopo la denuncia di scomparsa presentata dai familiari, era stato diffuso un appello pubblico corredato da fotografia e descrizione, condiviso nelle ultime ore anche sui social network.

Ritrovamento al Centro Direzionale

Il corpo senza vita della ragazza è stato individuato nell’area del Centro Direzionale. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e il magistrato di turno per i rilievi e gli accertamenti necessari.

Le successive verifiche hanno consentito di identificare la vittima come Immacolata Panico, la ventiduenne di Pomigliano d’Arco della quale non si avevano più notizie dalla mattina di domenica.

Le indagini sono affidate ai carabinieri della compagnia di Poggioreale. Gli investigatori stanno ricostruendo con precisione quanto accaduto e, allo stato attuale, non escludono alcuna ipotesi. Secondo le prime informazioni emerse, la giovane sarebbe precipitata da uno degli edifici presenti nell’area del Centro Direzionale. Saranno gli ulteriori accertamenti e gli esami disposti dall’autorità giudiziaria a chiarire la dinamica della vicenda. Si pensa che si sia tolta la vita, anche per un messaggio lasciato ai familiari in cui annunciava il gesto che avrebbe fatto. “Vado dal mio pà” ha detto ai familiari parlando del padre morto 11 anni fa.

Pomigliano, sversa rifiuti speciali nel Parco Giovanni Paolo II, denunciato il responsabile

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POMIGLIANO D’ARCO (NAPOLI), 30 MAGGIO 2026 – Ha abbandonato circa 480 chilogrammi di rifiuti speciali provenienti da lavori edili all’interno del Parco Giovanni Paolo II di Pomigliano d’Arco, ma è stato identificato e denunciato grazie al sistema di videosorveglianza comunale e all’attività investigativa della Polizia Municipale.

L’episodio risale alla serata del 15 maggio scorso, quando gli operatori della Sala Operativa del Comando di Polizia Municipale hanno rilevato, attraverso le telecamere cittadine, movimenti sospetti all’interno del parcheggio del parco pubblico. Le immagini hanno consentito di accertare che il conducente di una Chevrolet Matiz, dopo una breve sosta per verificare l’assenza di persone nelle vicinanze, ha effettuato una manovra di retromarcia posizionando il veicolo nei pressi del muro perimetrale interno dell’area verde.

Da lì avrebbe scaricato un ingente quantitativo di materiale per poi allontanarsi rapidamente.

L’intervento immediato degli agenti ha permesso di verificare che si trattava di fogli di lamina bituminosa derivanti da lavori di manutenzione e rifacimento di coperture edilizie. Le successive attività di accertamento svolte dall’Ufficio Ambiente del Comune hanno quantificato il materiale abbandonato in circa 480 chilogrammi.

Attraverso le indagini condotte dalla Polizia Municipale è stato possibile risalire all’effettivo utilizzatore del veicolo, identificato in D.M.M., 58 anni, residente a Brusciano. Convocato presso il Comando, l’uomo avrebbe ammesso le proprie responsabilità alla luce degli elementi raccolti dagli investigatori.

Per il responsabile scatterà il deferimento alla Procura della Repubblica di Nola per violazioni alla normativa ambientale prevista dal Decreto Legislativo 152 del 2006 in materia di gestione illecita dei rifiuti. Gli atti saranno trasmessi all’Autorità giudiziaria, alla quale verrà segnalata anche la particolare gravità dell’episodio, avvenuto all’interno di un’area pubblica frequentata quotidianamente da famiglie e bambini.

L’operazione conferma l’efficacia del sistema di videosorveglianza comunale e l’attività di controllo svolta dalla Polizia Municipale per contrastare l’abbandono illecito dei rifiuti e tutelare il patrimonio ambientale cittadino.

Rosa Chiodo, sala gremita alla Chiesa di San Giovanni e Paolo a Napoli per la presentazione di “È colpa mia”

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NAPOLI – Si è svolta presso la Chiesa di San Giovanniello a Napoli, la presentazione del nuovo singolo di Rosa Chiodo, “È colpa mia”, disponibile su tutte le piattaforme. La sala, piena in ogni ordine di posti, ha fatto da cornice a un incontro intenso, tra parole, musica e ricordi.
A caratterizzare l’evento una breve esibizione live della cantautrice partenopea. In platea alcuni degli artisti con cui ha condiviso parte del suo percorso, oltre a giornalisti e operatori del settore musicale.
Molto apprezzata la location. La Chiesa dove fece i suoi esordi Enrico Caruso, con la sua architettura storica e la cura dei dettagli, si è rivelata uno scenario suggestivo e intimo, perfetto per il clima del brano. Da segnalare anche l’ottima acustica della sala, che ha esaltato la voce di Rosa Chiodo, permettendo al pubblico di cogliere ogni sfumatura del brano senza amplificazione invasiva.
“‘È colpa mia’ – ha raccontato Rosa Chiodo al pubblico – è il mio tributo a Fausto Mesolella, un ricordo dei miei esordi segnati proprio da questo incontro fondamentale. È una serenata che richiama il sentimento ‘antico’ dell’amore, come solo i suoi poeti sanno raccontarlo”.
Rosa Chiodo, una delle voci più interessanti del panorama musicale napoletano, ha ripercorso le tappe della sua carriera: dal debutto con Fausto Mesolella e l’album “Si vo’ Dio”, ai riconoscimenti come Premio Mia Martini 2013 e Festival di Castrocaro 2016, fino al secondo disco “Cenerentola è nata a Napoli” con Zeus Record e alle collaborazioni con Tony Esposito, Gianni Donzelli e Peppino di Capri.
La serata si è chiusa tra gli applausi, a conferma del forte legame tra l’artista e il pubblico napoletano.

Manageritalia: manager decisivi per far crescere le startup

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NAPOLI, 29 MAGGIO 2026 – La Campania può contare su uno degli ecosistemi dell’innovazione più dinamici d’Italia, ma per trasformare idee e ricerca in imprese capaci di competere sui mercati internazionali serve un salto di qualità manageriale. È questo il messaggio emerso dal convegno “Campania Innovation Valley”, promosso da Manageritalia Campania nell’ambito di Innovation Village 2026, ospitato a Villa Doria d’Angri, sede dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope.

L’iniziativa si inserisce nel Piano Operativo 2024-2028 di Manageritalia dedicato alla valorizzazione dei territori e allo sviluppo strategico del Mezzogiorno e ha riunito rappresentanti delle istituzioni, università, centri di ricerca, startup, venture capital e manager per discutere il futuro dell’innovazione regionale.

Ad aprire i lavori è stata la vicepresidente di Manageritalia Campania, Francesca Maciocia, che ha evidenziato il paradosso di una regione capace di esprimere eccellenze scientifiche e tecnologiche ma che continua a incontrare difficoltà nella fase di crescita delle startup.

La Campania è infatti la prima regione del Mezzogiorno e la seconda in Italia per numero di startup e PMI innovative. Un risultato sostenuto da un ecosistema universitario e scientifico particolarmente vivace e da una significativa crescita delle attività brevettuali. Tuttavia, molti spin-off universitari e startup deep-tech faticano ancora ad attrarre investimenti consistenti nelle fasi più avanzate di sviluppo e presentano spesso una limitata strutturazione organizzativa.

Al centro del confronto il ruolo delle competenze manageriali come leva strategica per favorire la crescita delle imprese innovative, rafforzarne la governance e facilitarne l’accesso ai capitali.

«Le startup della Campania hanno bisogno di manager perché presentano ancora un ridotto livello di strutturazione organizzativa, restando spesso confinate nelle fasi seed e pre-seed finanziate prevalentemente da strumenti pubblici» ha sottolineato Luca Genovese, coordinatore Innovation Manager e del Gruppo di Lavoro Sud Strategico di Manageritalia. «Eppure il potenziale è enorme. La Commissione Europea, attraverso il Regional Innovation Scoreboard, ha certificato che la Campania è la regione italiana che ha registrato la maggiore crescita negli indicatori dell’innovazione».

Genovese ha inoltre evidenziato come il territorio disponga di asset strategici di assoluto rilievo: nove incubatori certificati, sette atenei, oltre 220 spin-off della ricerca e numerose infrastrutture finanziate dal PNRR tra centri di ricerca, partenariati estesi e piattaforme tecnologiche.

Al confronto ha partecipato anche l’assessore alla Transizione Digitale della Regione Campania, Vincenzo Maraio, che ha ribadito l’importanza del ruolo delle istituzioni nel sostenere la crescita dell’ecosistema innovativo.

«Occorre favorire l’inserimento di figure manageriali nelle startup per accompagnare la crescita delle imprese innovative e orientare i giovani verso le competenze richieste dal mercato. La Regione deve continuare a svolgere il proprio ruolo di programmazione e accompagnamento, consolidando il lavoro sviluppato negli ultimi anni», ha dichiarato Maraio.

Attraverso un videomessaggio è intervenuto anche l’assessore alla Transizione Digitale e Smart City del Comune di Napoli, Valerio Di Pietro.

«Il talento da solo non basta e la tecnologia non rappresenta mai il fine, ma lo strumento per costruire territori più attrattivi e competitivi. Alle menti creative servono competenze manageriali capaci di valorizzarle e connetterle con imprese, università e istituzioni. Solo così l’innovazione può diventare un motore di sviluppo e trattenere sul territorio i migliori talenti», ha affermato.

Nel corso della giornata si sono confrontati esponenti del mondo accademico, della finanza per l’innovazione e delle imprese tecnologiche, tra cui rappresentanti di Città della Scienza, Università Federico II, Università Parthenope, Università di Salerno, CDP Venture Capital, Invitalia e importanti realtà imprenditoriali del settore innovazione.

L’obiettivo condiviso è costruire un modello di sviluppo in cui la ricerca scientifica, il capitale umano e le competenze manageriali possano operare in sinergia per trasformare le startup campane in imprese solide, scalabili e competitive sui mercati internazionali.