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Al Senato confronto istituzionale sul tema “Donne nelle Forze Armate: differenze di genere, tutela dei diritti e strumenti di giustizia”

Roma – Un confronto istituzionale, di alto profilo, accolto con grande partecipazione e interesse dal mondo militare, dal titolo “Donne nelle Forze Armate: differenze di genere, tutela dei diritti e strumenti di giustizia”, avrà luogo presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani – Senato della Repubblica, in programma l’11 maggio su iniziativa del Senatore Marco Silvestroni e a cura degli Avvocati Michela Scafetta e Floriana De Donno.
L’evento nasce con l’obiettivo di aprire un confronto serio, autorevole e multidisciplinare sul ruolo delle donne all’interno delle Forze Armate, affrontando temi di grande attualità quali la tutela dei diritti, le differenze di genere, le criticità legate agli ambienti militari e gli strumenti di protezione e giustizia oggi disponibili.
La presenza di magistrati militari, professionisti del diritto, esperti forensi e rappresentanti istituzionali conferisce al convegno un valore particolarmente significativo, ponendolo come occasione concreta di approfondimento e riflessione su questioni che coinvolgono non solo il mondo giuridico, ma anche quello umano e sociale.
Il Presidente del Tribunale Militare di Napoli, Dott. Filippo Verrone, esprime il proprio apprezzamento per l’iniziativa promossa.
“Affrontare il tema della condizione femminile nelle Forze Armate – dichiara il Presidente Verrone – significa promuovere una cultura istituzionale fondata sul rispetto, sull’equilibrio e sulla piena consapevolezza dei diritti. Il confronto aperto tra magistratura, avvocatura e professionisti rappresenta uno strumento fondamentale per contribuire a un’evoluzione culturale e normativa sempre più attenta alle esigenze reali delle donne in uniforme”.
Il convegno ha già riscosso un importante riscontro, registrando un forte interesse da parte del personale appartenente alle diverse Forze Armate e delle istituzioni coinvolte, a conferma della crescente sensibilità verso un tema che richiede attenzione, ascolto e strumenti concreti di tutela.
L’iniziativa si propone, dunque, non solo come momento di approfondimento tecnico-giuridico, ma anche come segnale di apertura e responsabilità istituzionale, volto a favorire un dialogo costruttivo su una materia che merita centralità nel dibattito pubblico e nelle politiche di tutela del personale militare.

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Torna la Crociera della Musica, Arte e Cultura Napoletana: al via la 18ª edizione con nuove sfide internazionali

Napoli – Diventa maggiorenne un evento dedicato a una musica e a una cultura senza tempo. Sul palco di MSC World Europa saliranno fra gli altri le Ebbanesis, Gianni Conte, Diego Sanchez, Alessia Moio, Silvana Perno e l’ensemble dei Napulantica con Nadia Pepe.

Dal 28 settembre al 5 ottobre 2026 nel Mediterraneo si tornerà a parlare e cantare in napoletano. Salperà infatti dal porto di Napoli, a bordo di MSC World Europa, la 18ª edizione della Crociera della Musica, Arte e Cultura Napoletana, appuntamento ormai storico che coniuga viaggio, spettacolo e valorizzazione dell’identità partenopea presentata, ieri 4 maggio, a bordo della stessa ammiraglia di MSC Crociere nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato il Consigliere Delegato del Sindaco di Napoli per l’Industria della Musica e dell’Audiovisivo, Ferdinando Tozzi, il Direttore Commerciale MSC Crociere, Luca Valentini, l’ideatore dell’evento, Francesco Spinosa, il direttore d’orchestra Carlo Morelli e il Presidente della Fondazione Roberto Murolo, Mario Coppeto.

È intervenuto il Dott. Mimmo Barra, Responsabile dei Rapporti Istituzionali dell’Agenzia Campania Turismo, che ha portato i saluti del Presidente della Terza Commissione Turismo e Attività Produttive e dell’Assessore al Turismo e alla Promozione del Territorio, Vincenzo Maraio. Entrambi hanno espresso piena condivisione con le finalità del progetto, manifestando l’intenzione di coinvolgere, nelle future edizioni della manifestazione, anche le aree interne della Regione Campania, con i suoi splendidi borghi e i percorsi enogastronomici — temi particolarmente cari alla nuova Giunta Regionale.

Nata nel 2008 da un’idea di Francesco Spinosa e organizzata dall’Associazione Più Napoli con la collaborazione di Scoop Travel, la crociera rappresenta un format unico nel suo genere, cresciuto anno dopo anno fino a diventare un punto di riferimento per migliaia di appassionati, italiani e stranieri, che scelgono di vivere un’esperienza diversa dalla classica vacanza. Per una settimana MSC World Europa si trasformerà in un grande palcoscenico dedicato a Napoli, alla sua musica e al suo patrimonio culturale.
Nata inizialmente come esperienza turistica originale e innovativa, la manifestazione si è progressivamente evoluta nel corso degli anni in un vero e proprio progetto di promozione culturale, capace di raccontare e valorizzare il patrimonio materiale e immateriale di Napoli, mettendone in luce l’unicità storica, artistica, musicale e identitaria.

Durante la navigazione si alterneranno concerti dal vivo, spettacoli serali, incontri culturali, momenti dedicati alla lingua napoletana, alla storia della città, alle tradizioni popolari e alla grande canzone partenopea. Un viaggio che unirà intrattenimento e contenuti, emozione e appartenenza.

Ad animare la 18ª edizione della Crociera della Musica, Arte e Cultura Napoletana sarà un cast artistico di assoluto prestigio, composto dal duo Ebbanesis, Gianni Conte, Diego Sanchez, Alessia Moio, Silvana Perno e l’ensemble dei Napulantica con Nadia Pepe.

Artisti e interpreti saranno protagonisti di un programma pensato per celebrare la qualità, la tradizione e l’evoluzione della cultura partenopea, tra grandi classici, nuove sensibilità artistiche e autentiche emozioni napoletane.

Tra gli appuntamenti più attesi dell’edizione 2026 anche il “Don Pratelli Awards”, momento speciale dedicato al riconoscimento di personalità che si sono distinte nella valorizzazione della cultura, della musica, dell’imprenditoria e dell’identità napoletana. Un premio che arricchisce ulteriormente il valore simbolico della manifestazione, celebrando eccellenze e percorsi capaci di dare lustro al territorio.

La 18ª edizione della Crociera della Musica, Arte e Cultura Napoletana segnerà anche l’inizio di una nuova fase progettuale.

Tra le novità annunciate spicca infatti “Napoli On Board”, nuovo format dedicato alla scoperta e alla valorizzazione dei giovani talenti della musica e della tradizione napoletana, con l’obiettivo di creare un ponte tra memoria e nuove generazioni.

Nel percorso di crescita del progetto è inoltre prevista la presenza di un Direttore Artistico di alto profilo, figura chiamata a rafforzare ulteriormente la qualità culturale e la visione strategica della manifestazione, accompagnandone lo sviluppo nei prossimi anni.

Tra gli obiettivi del prossimo triennio anche il potenziamento degli scambi culturali nei porti delle città del Mediterraneo toccate dalla Crociera della Musica, Arte e Cultura Napoletana, attraverso collaborazioni con realtà locali, artisti, istituzioni e comunità territoriali, affinché ogni approdo diventi occasione di incontro tra Napoli e il mondo.

Diciotto edizioni dopo la prima partenza, l’obiettivo resta lo stesso: raccontare Napoli attraverso il meglio della sua anima artistica e culturale, portandola oltre i confini cittadini e trasformando il mare in uno spazio di dialogo tra popoli, storie e tradizioni.

La Crociera della Musica, Arte e Cultura Napoletana si conferma così non solo evento turistico, ma oggi soprattutto un progetto culturale identitario capace di promuovere nel mondo l’immagine più autentica della città.

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Metalmeccanici: al via il congresso della Uilm Campania. Focus su sicurezza, contratti e invisibili

NAPOLI, 04 MAG – “Sulla sicurezza sul lavoro c’è ancora tanto da fare: non possiamo accettare che si continui a morire o a infortunarsi mentre si lavora. Serve un impegno concreto e condiviso da parte di istituzioni e imprese”. Lo ha detto il segretario generale della Uilm Campania, Crescenzo Auriemma, nel corso del XII Congresso del sindacato regionale in corso alla Citta della scienza di Napoli, che proseguirà anche domani. “Allo stesso tempo – ha aggiunto Auriemma – è fondamentale rafforzare la contrattazione di secondo livello, che oggi è ancora presente in poche aziende, sia a livello nazionale che in Campania. È lì che si costruiscono condizioni migliori per i lavoratori. Dobbiamo inoltre governare il cambiamento puntando su innovazione, digitalizzazione e sull’uso dell’intelligenza artificiale, strumenti che possono rappresentare una grande opportunità se accompagnati da diritti e tutele”. Tra i presenti e gli intervenuti, il segretario nazionale generale Uilm, Rocco Palombella, il segretario organizzativo Uilm Davide Sperti, il presidente del Consiglio regionale della Campania Massimiliano Manfredi e l’assessore al Lavoro del Comune di Napoli Chiara Marciani. Il congresso proseguirà domani con la tavola rotonda “Focus industria: tra crisi, transizione e futuro del lavoro”, con la partecipazione di esponenti del mondo accademico, istituzionale e industriale. Seguiranno il dibattito, l’intervento del segretario generale Uil Campania Giovanni Sgambati, le conclusioni affidate al segretario generale nazionale Uilm Rocco Palombella, quindi gli adempimenti statutari e l’elezione del segretario generale e degli organismi dirigenti regionali. Alle 9.30 è in programma un punto stampa con il segretario generale nazionale Rocco Palombella.

Pomigliano candidata a Capitale del Libro 2027: domani alle 18 la presentazione con Antonio Moresco

POMIGLIANO D’ARCO (NAPOLI), 4 MAGGIO 2026 – Pomigliano d’Arco ufficializza la propria candidatura a Capitale Italiana del Libro 2027 e si prepara a presentare alla città un progetto che punta sulla lettura come motore di crescita culturale, coesione sociale e sviluppo del territorio.

La presentazione pubblica si terrà martedì 5 maggio alle ore 18:00 nell’Aula consiliare, in un incontro aperto alla cittadinanza pensato come momento di confronto sul ruolo della cultura nella costruzione del futuro.

Ad aprire l’iniziativa saranno i saluti istituzionali del sindaco Raffaele Russo e dell’assessore alla Cultura Giovanni Russo. A seguire, gli interventi di Annarita Ricci, docente, scrittrice e storica dell’arte; Carmen Gallo, professoressa di Letteratura Inglese all’Università La Sapienza di Roma, scrittrice e poetessa; ed Eduardo Savarese, già magistrato, professore di Diritto Internazionale all’Università Federico II e scrittore. Le conclusioni saranno affidate allo scrittore Antonio Moresco, ambasciatore della candidatura.

A moderare l’incontro sarà il giornalista e portavoce dell’Amministrazione comunale Paolo Picone.

“Questa candidatura nasce da un lavoro collettivo e da una visione chiara: fare della lettura e della cultura strumenti concreti di crescita per la nostra comunità – dichiarano congiuntamente il sindaco Raffaele Russo e l’assessore Giovanni Russo –. Pomigliano d’Arco è una città viva, ricca di energie e di realtà culturali che ogni giorno contribuiscono a costruire un’identità forte e condivisa. Con questa sfida vogliamo valorizzare quanto già esiste e aprire nuove prospettive di sviluppo”.

La presentazione segna l’avvio di un percorso più ampio che vedrà, nelle prossime settimane, una serie di eventi e iniziative culturali diffuse sul territorio. Una scelta precisa dell’Amministrazione è quella di non prevedere, in questa prima occasione, interventi delle numerose realtà culturali locali: ciascuna sarà protagonista di appuntamenti dedicati a sostegno della candidatura.

Tra le esperienze già attive sul territorio, viene citata la Fondazione Officine della Cultura, che negli ultimi due anni si è distinta nella promozione del libro e ha contribuito in modo significativo alla riscoperta della figura del letterato e poeta Vittorio Imbriani, simbolo della tradizione culturale cittadina.

Un progetto che punta a rafforzare il ruolo di Pomigliano d’Arco nel panorama culturale nazionale, valorizzando il patrimonio di competenze, iniziative e partecipazione già presente sul territorio.

Serie A, il Napoli pareggia al Sinigaglia: 0-0 contro il Como

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Gli azzurri difendono la zona Champions

Napoli. Per questa 35° giornata di Serie A gli uomini di Conte sono partiti con due consapevolezze: tornare a casa con i tre punti avrebbe dato uno sprint in più essenziale per affrontare al meglio i prossimi incontri e che quella con il Como sarebbe stata una sfida tosta.

Si è concluso senza reti, 0-0, il match tra i partenopei e la squadra di Fabregas che inizia subito con il piede giusto facendo capire che non avrebbe mollato di un centimetro.

Nel primo tempo il Como attacca ed in più di un’occasione mette in difficoltà il Napoli che solo nei secondi 45 minuti di gioco fa sognare i tifosi napoletani con il palo di Politano. Per il resto nessuna grande emozione da ambo le parti e la partita si conclude con un pareggio che non scontenta nessuno.

Il Napoli è al secondo posto con 70 punti, a meno 9 dall’Inter ed in attesa del Milan che gioca domani e potrebbe agganciarlo mentre il Como si gode il 5° posto aspettando la Roma che giocherà lunedì sera contro la Fiorentina.

Intanto questo weekend potrebbe essere quello decisivo per l’Inter a cui non serve più vincere contro il Parma per portare a casa lo scudetto. Basterebbe un pareggio contro la squadra di Carlos Questa è addirittura,se il Milan dovesse perdere o pareggiare contro il Sassuolo, i nerazzurri sarebbero campioni d’Italia ancor prima di scendere in campo.

Foto: Profilo Facebook ufficiale SSC Napoli

Terra Mia, con Salemme e Taglialatela l’anima di Napoli rivive a Málaga

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MALAGA – C’è qualcosa di profondamente identitario nel progetto “Terra Mia” che va ben oltre la pur eccellente proposta gastronomica. A Málaga, città aperta e luminosa, crocevia di culture e linguaggi, la pizza napoletana trova qui una delle sue più autentiche ambasciate, grazie alla visione tenace di Luigi Salemme e Antonio Taglialatela, artefici nel 2013 di un’idea che nel tempo si è fatta racconto, presenza, radicamento. La loro non è stata una semplice operazione imprenditoriale, ma un atto di appartenenza. Portare Napoli fuori da Napoli, senza tradirne l’essenza, è sfida sottile, che richiede rispetto, conoscenza e una dedizione quasi artigianale. Terra Mia nasce così: come luogo in cui la cultura della pizza diventa linguaggio condiviso, gesto quotidiano, memoria viva. Gli impasti a lunga maturazione, l’uso sapiente del prefermento, la scelta di farine come la Polselli e di prodotti simbolo, dal pomodoro San Marzano alla mozzarella, dalla provola ai latticini di Agerola, non sono dettagli tecnici, ma elementi di una narrazione coerente, fedele alle radici. In questo percorso, accanto all’esperienza dei fondatori, si inserisce con naturalezza la figura di Lucio Taglialatela, figlio di Antonio, appena ventiduenne, già interprete sensibile e consapevole dell’arte bianca. È nelle sue mani che la tradizione si rinnova senza smarrirsi, trovando nuove espressioni che rispettano il codice originario. Le sue pizze, dalla “Terra Mia” alla più strutturata ‘A Fonduta, fino alla raffinata “‘A Tricolore” con impasto al 50% di biga, raccontano una tensione continua tra tecnica e sentimento, tra studio e istinto. Eppure, ciò che rende Terra Mia un’esperienza riconoscibile non è soltanto la qualità del prodotto, ma la sua missione culturale. In ogni sede, oggi nove, distribuite tra il centro di Málaga e la sua costa, si respira un’idea precisa di ospitalità, quella napoletana, fatta di accoglienza sincera, di convivialità, di tavole che diventano luogo d’incontro e condivisione. La pizza, in questo contesto, smette di essere semplice alimento per farsi racconto collettivo, simbolo di una città che vive nella sua cucina. Terra Mia è, in fondo, un ponte. Un passaggio ideale tra due sponde del Mediterraneo, dove Napoli continua a esistere attraverso il lavoro quotidiano di Luigi Salemme, Antonio Taglialatela e del giovane Lucio insieme a Piercarlo Palumbo e agli altri bravi collaboratori. Un progetto che custodisce la memoria e insieme la proietta nel futuro, con la consapevolezza che la vera tradizione non è mai immobile, ma vive solo quando trova nuove mani capaci di interpretarla.

Impasto, la pizza pensata da Salvatore Cozzolino

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NAPOLI – Tra le tante insegne che oggi affollano il vasto universo della pizza contemporanea, solo alcune riescono davvero a trasformare il mestiere del pizzaiolo in un linguaggio culturale capace di raccontare il territorio, la memoria e persino il carattere di una comunità. È in questa dimensione che si colloca “Impasto”, la creatura gastronomica di Salvatore Cozzolino (nella foto), presente tra Santa Maria Capua Vetere e Aversa.

Entrare da “Impasto” significa avvicinarsi a una concezione della pizza che supera la semplice esperienza del gusto. Qui il banco di lavoro non è soltanto il luogo della preparazione, ma una sorta di officina del pensiero gastronomico, dove ogni scelta nasce da studio, sensibilità e continua ricerca. Salvatore Cozzolino appartiene infatti a quella schiera di maestri pizzaioli che hanno saputo comprendere come la modernità non coincida con l’esibizione spettacolare, ma con la capacità di alleggerire, affinare e dare profondità a un’antica tradizione senza tradirne l’anima.

Il nome stesso del locale, “Impasto”, rivela la centralità di una filosofia fondata sulla materia viva. La pasta della pizza diventa così organismo vivo , frutto di maturazioni lente, equilibrio microbiologico e accurata selezione delle farine. Nel lavoro di Cozzolino si percepisce chiaramente la disciplina di chi ha trasformato la tecnica in gesto quotidiano, quasi meditativo. Le farine del Molino Polselli, scelte con rigore, permettono di ottenere una struttura elastica e fragrante insieme, capace di sostenere i condimenti senza appesantire il morso. Il cornicione si presenta arioso, mai aggressivo, mentre il centro è il segno distintivo che distingue le pizze realmente pensate e non semplicemente assemblate.

E poi c’è la Margherita, la regina silenziosa dell’arte partenopea, il banco di prova che smaschera ogni superficialità. Quella di Cozzolino non cerca effetti speciali. Si affida invece all’armonia. Il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio Dop sprigiona note minerali e dolcemente acidule, il latticino dei Monti Lattari avvolge il palato con delicatezza cremosa, mentre il basilico interviene come firma aromatica elegante e misurata. Ogni elemento resta riconoscibile, ma partecipa a un equilibrio complessivo che evita protagonismi inutili.

Nelle pizze più elaborate emerge ancor più la mano del maestro. La “Impasto”, con Pomodoro del Piennolo del Vesuvio Dop, blu di bufala, fior di latte, nduja di Spilinga, guanciale e conciato romano, racconta un dialogo tra intensità e raffinatezza, tra la forza delle stagionature e la morbidezza lattica dei formaggi. Una costruzione gustativa complessa, ma tenuta in perfetto equilibrio da una regia intelligente che non cede mai alla tentazione dell’eccesso.

Di forte personalità anche la “Diavola e nduja”, dove il Pomodoro San Marzano incontra il salame napoletano, la mozzarella di bufala campana, la nduja di Spilinga, il Parmigiano Reggiano e l’olio extravergine d’oliva in una composizione dal carattere deciso ma sorprendentemente armonico. È una pizza che parla il linguaggio del Sud più autentico: sanguigno, intenso, generoso, ma capace di mantenere eleganza e misura.

Ciò che colpisce nel percorso gastronomico di Salvatore Cozzolino è soprattutto la capacità di attribuire dignità narrativa a ogni ingrediente. I presìdi Slow Food, gli oli, le conserve artigianali e i prodotti dei piccoli produttori non vengono utilizzati come mero elemento di marketing gastronomico, ma come tasselli di una geografia del gusto che il pizzaiolo conosce e rispetta profondamente.

Anche l’ambiente riflette questa visione. Nessuna ostentazione, nessuna ricerca di teatralità artificiosa. Gli spazi accolgono con sobrietà elegante, lasciando che siano i profumi, i colori e il lavoro della cucina a parlare. Il servizio accompagna l’ospite con competenza discreta, suggerendo percorsi di degustazione e spiegando con chiarezza le caratteristiche delle pizze e degli ingredienti.

In un’epoca in cui molte pizzerie sembrano rincorrere la moda del momento o la spettacolarizzazione del prodotto, “Impasto” conserva invece il coraggio della coerenza. Qui la pizza resta mestiere, disciplina, artigianato quotidiano. Ma resta anche racconto umano, cultura gastronomica e memoria viva della tradizione campana.

Maione (Consac) e il sindaco Paolillo: nuova rete idrica a Perdifumo Interventi attuati in particolare nell’area di Mercato Cilento

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VALLO DELLA LUCANIA, Salerno – Nuova infrastruttura idrica anche a Perdifumo, in particolare nell’area di Mercato Cilento. Prosegue l’ampio programma di “Risanamento e ammodernamento delle reti di distribuzione del Cilento e Vallo Diano” finanziato nell’ambito del Pnrr, di cui Consac è attuatore di II livello. Opere che prevedono, tra l’altro, proprio la sostituzione dell’infrastruttura di base su una direttrice complessiva di oltre 35 km.  “Lavori – commentano il presidente di Consac, Gennaro Maione e il sindaco Vincenzo Paolillo – grazie ai quali i cittadini di Perdifumo beneficeranno di un servizio di fornitura idrica caratterizzato da livelli di eccellenza sempre maggiore nella continuità e nella qualità della risorsa erogata”.

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle politiche nazionali ed europee volte alla tutela della risorsa idrica, al miglioramento dell’efficienza del Servizio Idrico Integrato e al rafforzamento della resilienza delle infrastrutture rispetto ai cambiamenti climatici. Gli obiettivi generali del programma vanno dalla riduzione del livello delle perdite alla maggiore funzionalità delle reti, per una conseguente gestione ottimale della risorsa idrica a tutela dell’ambiente e della popolazione. Il tutto, peraltro, sommato a un significativo contenimento dei costi complessivi, permetterà sia un miglioramento degli indicatori generali dell’Arera (l’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente), sia il raggiungimento degli obiettivi generali della legislazione europea sull’acqua. L’individuazione dei tratti di infrastruttura da sostituire è stato il risultato di un percorso metodologico che parte da un’attenta analisi del comportamento della rete, dal controllo delle pressioni, dalla ricerca perdite e da attività che integrano la fase

Mario Brancaccio e Simona Esposito, al CortéSe con “Otello… ma non troppo”

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NAPOLI – Al Teatro CortéSe dei Colli Aminei, sabato 2 maggio alle ore 21 e domenica 3 maggio alle ore 18, la settima stagione artistica accoglie uno spettacolo che promette risate, equivoci e quella sottile vena amara che appartiene alla più autentica tradizione della comicità partenopea. A calcare il palcoscenico dello spazio diretto con passione da Anna Sciotti, con la consulenza artistica di Giuseppe Giorgio, saranno Mario Brancaccio e Simona Esposito, protagonisti di “Otello… ma non troppo”, commedia firmata da Gino Cogliandro.
È un teatro dell’assurdo quotidiano, quello che prende vita in scena, dove il sogno dell’arte si confonde con la miseria di una realtà sghemba e irresistibilmente umana. Al centro della vicenda vi è uno scrittore povero, affamato di gloria e convinto di custodire il genio dei grandi autori, un uomo che vive nell’illusione di un talento mai riconosciuto. Attorno a lui si muove la figura ambigua del portiere del palazzo, un moderno imbroglione di periferia che, fingendo protezione e amicizia, finisce col saccheggiargli la casa, svuotandola pezzo dopo pezzo per rivenderne il mobilio.
Ma è proprio quando la disperazione sembra chiudere ogni sipario che nasce l’idea più folle: mettere in scena il testo dell’improvvisato drammaturgo coinvolgendo alcuni improbabili condomini. Ed ecco che la commedia si trasforma in una travolgente macchina teatrale dove l’eco shakespeariana di un improbabile “Otello” precipita nella goffaggine di interpreti improvvisati, incapaci di distinguere il dramma dalla caricatura.
Ne viene fuori uno spettacolo brillante e surreale, nel quale il riso diventa specchio delle piccole miserie umane e della perenne fame di riscatto. La messinscena, riadattata e diretta dallo stesso Mario Brancaccio, si avvale inoltre della presenza in scena di Peppe Carosella, Patrizio Pipola e Roberta Esposito, interpreti chiamati a dare corpo e ritmo ad una girandola di personaggi grotteschi e irresistibilmente comici.

Napoli, cocaina e contanti: arrestato 51enne in vico Soprammuro

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L’uomo è stato trovato in possesso di 59 dosi di cocaina e 685 euro ritenuti provento di attività illecita

Napoli. Continua senza freni l’attività di contrasto allo spaccio di droga da parte dei Carabinieri di Napoli che in vico Soprammuro hanno arrestato per detenzione di cocaina ai fini di spaccio S.R. Un 51 enne napoletano già noto alle forze dell’ordine.

I militari della stazione di Napoli Borgoloreto hanno notato l’atteggiamento sospetto dell’uomo e quando un cittadino si è avvicinato per scambiare qualcosa sono intervenuti trovando S.R. In possesso di 59 dosi di cocaina, due smartphone e 685 euro ritenuto frutto di attività illecita per cui l’uomo è stato arrestato e ora è in carcere in attesa di giudizio.