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Calcio: Napoli-Verona, 13 tifosi ospiti denunciati per aver forza il cordone della polizia

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Con riferimento all’incontro di calcio Napoli-Verona dello scorso 7 novembre, la Questura di Napoli ha denunciato 13 tifosi che hanno forzato il cordone di steward e di operatori di polizia, predisposto nel settore ospiti, per raggiungere la parte inferiore del settore che non era loro destinata; nei loro confronti è stata anche avviata la procedura per l’emissione del DASPO.
Sono state altresì sanzionate, per violazione del regolamento d’uso dell’impianto sportivo, 90 persone che, approfittando della suddetta forzatura del cordone, hanno occupato per tutta la durata della partita posti non corrispondenti a quelli indicati nei biglietti in loro possesso.
Inoltre, nelle due curve, 6 persone sono state sanzionate perché hanno assistito all’incontro in piedi sui sedili e 4 per aver occupato le vie d’esodo; i 10 sono stati altresì sanzionati poiché non indossavano i dispositivi di protezione individuale.
Infine, durante i servizi preventivi di accesso allo stadio, sono state sanzionate due persone trovate in possesso di sostanza stupefacente.

Cgil Cisl e Uil scrivono a prefetto di Napoli su nuovo centro Maximall a Torre Annunziata: «Garantire occupazione sul territorio»

NAPOLI – Cgil, Cisl e Uil scrivono al Prefetto di Napoli, Claudio Palomba. Tema della missiva dei sindacati, il nuovo centro commerciale Maximall in costruzione a Torre Annunziata, in un’area industriale dismessa, che secondo alcuni diventerà il centro commerciale più grande d’Europa.

Chiara la posizione espressa unitariamente dalle organizzazioni sindacali: il nuovo centro commerciale deve rappresentare un’occasione per creare buona occupazione e garantire lo sviluppo sostenibile del territorio. In particolare, CGIL CISL e UIL chiedono che nella struttura siano impiegati i lavoratori espulsi dal ciclo produttivo negli scorsi anni, in particolare gli ex Metalfer, e che vengano garantite le condizioni sancite dal Contratto d’Area torrese-stabiese. Inoltre, i sindacati pongono l’attenzione sulla nuova occupazione, anche dei giovani: saranno centinaia le lavoratrici e i lavoratori assorbiti dal nuovo centro commerciale. Per loro, la richiesta che arriva dalle organizzazioni è che sia garantito un lavoro dignitoso e di qualità: rispetto dei Contratti nazionali e dei turni stabiliti dai contratti, applicazione di tutte le norme in materia di salute e sicurezza, e la creazione di uno spazio, all’interno della struttura, dedicato ai lavoratori con sportelli e servizi tra cui, nella richiesta dei sindacati, una ludoteca per i figli dei dipendenti, utile a conciliare le esigenze di lavoro e famiglia fornendo un ulteriore servizio a lavoratrici e lavoratori.

Secondo Cgil, Cisl e Uil, “sul sito ufficiale del nuovo Maximall il progetto viene descritto in termini entusiastici. Manca, però, in quella descrizione, una parola (e un segno di attenzione) per quei 1.500 tra lavoratrici e lavoratori che consentiranno a questo posto di esistere. In un contesto, bisogna dirlo, dove il mondo del lavoro ha vissuto numerosi traumi negli ultimi decenni: la desertificazione industriale, la crisi del settore conserviero, e parallelamente lo sviluppo di un tessuto di impresa spesso poco attento alla sostenibilità ambientale e urbanistica.”

La lettera, firmata dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Napoli – Nicola Ricci, Gianpiero Tipaldi e Giovanni Sgambati e dai responsabili territoriali dell’area stabiese-torrese Gianluca Torelli (Cgil), Matteo Vitagliano (Cisl) e Nicola Di Donna (Uil) – prosegue ricordando come “la presenza della camorra, pervasiva sia nelle attività illegali che in quelle legali, è al tempo stesso effetto e causa dell’impoverimento del territorio, avendo fortemente contribuito a generare le condizioni di miseria in cui vivono molti cittadini. Appare quindi chiaro, in questo contesto, che qualunque iniziativa d’impresa abbia innanzitutto la responsabilità di farsi carico della tutela del territorio, dell’ambiente e delle condizioni di vita delle cittadine e dei cittadini. Non solo “dando lavoro”, ma soprattutto dando lavoro di qualità, diritti, sostenibilità ambientale e urbanistica. Questi quattro termini dovranno sempre essere legati e lo sviluppo dell’attività d’impresa non potrà prescindere da essi. Inoltre, l’attività d’impresa deve rappresentare essa stessa un presidio di legalità e di lotta alle organizzazioni criminali.”

La proposta dei Sindacati è stata condivisa e sostenuta anche dal Comitato per la liberazione dalla camorra e dal malaffare, rete cittadina attiva da diversi mesi che riunisce circa quaranta realtà attive a Torre Annunziata.

Consorzio di Bonifica in Destra del fiume Sele: approvati variazione bilancio 2021 e previsionale 2022

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SALERNO – Nel 2022 non aumenteranno i contributi di bonifica dell’utenza del Consorzio di Bonifica in Destra del fiume Sele, nonostante un notevole incremento dei costi a causa del caro energia. È quanto emerge dalla riunione del Consiglio dei Delegati dell’ente tenutasi a Eboli ieri, 25 novembre 2021, e che ha approvato la variazione al bilancio di esercizio 2021 e variazione al bilancio di previsione per il 2022.

Non facile l’esercizio per trovare la quadra nella variazione del bilancio di esercizio 2021: il valore della contribuenza consortile si è attestato a 4 milioni e 369mila euro, mentre l’utile di esercizio resta invariato come nelle previsioni a 1600,00 euro. In mezzo a queste due cifre c’è l’incremento dei costi energetici di ben 850mila euro, che ha portato l’esborso complessivo per questa voce a ben 3 milioni e 140 mila euro e, di conseguenza, solo parzialmente coperto dal contributo di Regione Campania rispetto alle previsioni. Si è così coperto il maggior costo con economie di gestione su altre voci di bilancio.

Il bilancio di previsione per il 2022 ricalca largamente quello di esercizio 2021: “Non sono state aumentate le entrate per la contribuenza consortile – afferma Vito Busillo, presidente del Consorzio di Bonifica in destra del fiume Sele – che resteranno ferme a 4 milioni e 369mila euro, abbiamo previsto un costo per l’energia elettrica paria a 3 milioni e 300mila euro, superiore a quello del bilancio del 2021, mantenendo un utile di esercizio previsto in 1.300 euro, con un ingente sforzo sulle economie di gestione”.

Infine il presidente Busillo ricorda che tali operazioni sui bilanci del Consorzio Desta Sele sono state operate “In attesa che Regione Campania aumenti il contributo alla bolletta elettrica operativa dei consorzi in proporzione adeguata agli aumenti intervenuti negli ultimi mesi, un costo energetico necessario e che garantisce il funzionamento delle idrovore e l’attivazione di stazioni di pompaggio per l’irrigazione.”

 

Melito: blitz dei Carabinieri nel Parco Monaco. 2 arresti per spaccio e 1 denuncia per contrabbando di sigarette

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MELITO, Napoli – “Parco Monaco” nella lente dei Carabinieri, ancora un colpo inferto allo spaccio di stupefacenti nella città di Melito. A finite in manette Salvatore Scippa, 43enne di Secondigliano e Michele Fiorucci, 48 anni. Entrambi già noti alle ffoo sono stati sorpresi in Corso Europa con 3 dosi di cocaina, 4 di hashish e 1 di marijuana. Nonostante il tentativo di fuga di uno dei due, i militari della tenenza di Melito e della sezione operativa di Marano sono riusciti a bloccarli. Sono ora in carcere, in attesa di giudizio.

Durante l’attività, denunciata anche una donna di 48 anni. Aveva in casa 435 pacchetti di sigarette di varie marche e la somma di 550 euro in contante ritenuto provento illecito. “Bionde” e denaro sono finiti sotto sequestro.

Camorra: colpo ai Casalesi, Walter Schiavone (figlio di Sandokan) si pente

CASERTA – Walter Schiavone, figlio secondogenito del capo del clan dei Casalesi Francesco “Sandokan” Schiavone,  si è pentito. Il secondogenito di Francesco Schiavone Sandokan ha scelto la stessa strada del fratello maggiore Nicola. Il 40enne era già finito in un programma di protezione, dopo essere stato ascoltato due volte dagli inquirenti. Walter ha scelto la stessa strada del fratello maggiore Nicola. Il 40enne ha già fatto le prime rivelazioni nei processi, rilasciando dichiarazioni su retroscena di camorra, in particolare  sul racket della mozzarella del clan dei Casalesi. Infatti il sewcondo genito  di Schiavone ha ammesso le sue responsabilità  e dei suoi affiliati nell’imposizione dei prodotti caseari ai negozi e ai supermercati dell’agro aversano. Ma secondo la magistratura le sue rivelazioni possono essere molto utili per rivelare segreti e retroscena del clan casertano.

Gdf: piano straordinario di controllo in area metropolitana Napoli

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NAPOLI – Prosegue l’attività del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli che, nel quadro del costante monitoraggio dello stato della sicurezza nell’area urbana e metropolitana, ha pianificato nell’ultimo mese, su disposizione del Prefetto di Napoli Claudio Palomba, sentito il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, una serie di operazioni ad “Alto Impatto”, intensificando i controlli sia nei quartieri Ponticelli e Traiano del capoluogo, che nei rioni a maggiore densità criminale della città di Torre Annunziata.

Novecentoquaranta i controlli eseguiti; 55 le sanzioni, per droga, contrabbando di sigarette e violazioni al codice della strada.

In particolare, i “Baschi Verdi” del Gruppo Pronto Impiego di Napoli e del Gruppo di Giugliano in Campania, unitamente ai finanzieri del 2° Nucleo Operativo Metropolitano di Napoli e alle unità cinofile antidroga della Compagnia di Capodichino, hanno eseguito nel quartiere Ponticelli 311 controlli a persone e veicoli.

Segnalati alla Prefettura 4 soggetti trovati in possesso di hashish e marijuana, denunciati 4 responsabili trovati in possesso di centinaia di grammi di sigarette di contrabbando, sanzionati 3 per violazioni al codice della strada.

Nel “rione Traiano”, nella nota piazza di spaccio denominata “La 99”, gli stessi Baschi Verdi di Napoli hanno fermato un’autovettura, il cui passeggero all’atto del controllo, si è dato alla fuga impugnando un’arma; fermato e denunciato il conducente per favoreggiamento, sequestrata una pistola Beretta modello 98-FS Calibro 9×21 con matricola abrasa e con 15 cartucce, ritrovata poco lontano in una cassetta di legno.

I “Baschi Verdi” del Gruppo di Torre Annunziata hanno inoltre eseguito, nei rioni “Penniniello” e “Provolera”, 629 controlli a mezzi e persone. Scoperto in particolare un soggetto alla guida con patente revocata, pertanto il motoveicolo è stato posto sotto sequestro; denunciato un secondo responsabile trovato in possesso a bordo di uno scooter con di 1,4 kg. di sigarette di contrabbando; segnalati al Prefetto 8 soggetti per uso personale di marijuana e hashish.

Nello stesso rione “Provolera”, è stato sequestrato anche un sistema di video sorveglianza, occultato nella grondaia di una palazzina, composto da due microcamere collegate con circa 50 metri di cavo ad una antenna, nascosto su di un filo dell’illuminazione pubblica. Lo stesso è stato immediatamente rimosso con l’ausilio dei Vigili del Fuoco.

Infine, nella periferia di Caivano, nei pressi del “Parco Verde”, il Gruppo di Frattamaggiore ha sequestrato un veicolo ad un fuggitivo che ha eluso un posto di blocco non fermandosi all’alt intimato dei finanzieri; all’interno dell’auto è stato ritrovato anche un coltello a serramanico.

Gli interventi rientrano nel quadro della costante attività di prevenzione generale e di controllo economico del territorio svolta dalle Fiamme Gialle partenopee, anche in sinergia con le altre Forze di Polizia, al fine di contrastare fenomeni di illegalità diffusi soprattutto in alcune aree del capoluogo, che restano oggetto di massima attenzione da parte dell’Autorità di Governo e delle Forze dell’Ordine.

Arpino di Casoria: tentato omicidio in una lite tra condomini, in 4 finiscono in carcere

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CASORIA, Napoli – Nella giornata odierna, i militari del Comando Compagnia Carabinieri di Casoria, coadiuvati dai militari della Stazione Carabinieri di Arpino, hanno dato esecuzione ad un ‘ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Napoli Nord in Aversa, su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di quattro persone di 27, 29, 21 e 22 anni – due delle quali già note alle forze dell’ordine – ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, di tentato omicidio, lesioni personali aggravate, violazione di domicilio e danneggiamento.
La vicenda ha avuto origine il 7 novembre scorso, quando è giunta la segnalazione di una violenta lite condominiale tra gli inquilini dimoranti in un edificio di edilizia popolare sito alla via Giovanni Pascoli in Arpino di Casoria.
Secondo quanto raccolto nel corso dell’attività investigativa effettuata dai militari dell’Arma sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Napoli Nord in Aversa gli indagati – quattro fratelli – si sarebbero resi protagonisti, per futili motivi, del tentato omicidio ai danni di una 61enne. A seguito dell’evento, oltre alla donna 61enne, hanno riportato ferite lievi anche il marito e la figlia, entrambi con prognosi di 5 giorni per trauma cranico.
La vittima, ancora ricoverata presso l’Ospedale Cardarelli di Napoli, inizialmente in codice rosso, è stata selvaggiamente aggredita, a seguito della predetta lite condominiale, dai quattro germani armati di pietre e bottiglie di vetro.
I quattro indagati sono ritenuti gravemente indiziati, anche, dei reati di violazione di domicilio e danneggiamento visto che si sono introdotti nell’ abitazione della vittima contro la sua volontà per portare alle massime conseguenze la loro azione delittuosa. E’ emerso, altresì, che quattro indagati, insieme ai loro genitori, avessero occupato abusivamente l’immobile di proprietà del Comune di Casoria ove risiedevano, realizzandovi opere abusive in passato ed altre in via di realizzazione.

I due genitori risponderanno, altresì, del reato di violenza privata avendo imposto a vicini con minacce e violenza di accettare gli abusi edilizi in corso di costruzione.
Nel medesimo provvedimento cautelare, è stato disposto anche il sequestro preventivo dell’abitazione ove domicilia il nucleo familiare gravemente indiziato della violenta aggressione, in virtù dell’occupazione abusiva nonché della realizzazione di opere edilizie prive di autorizzazione. Per tali ragioni, componenti della famiglia interessati dal provvedimento sono stati sgomberati dall’unità abitativa.

Beef Saloon, carni del mondo in piatti dal Dna partenopeo

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NAPOLI – Beef Saloon è il ristorante, braceria e BBQ al civico 650 di via Jannelli al Vomero aperto in sordina nell’ottobre 2020, in piena pandemia, con un progetto ambizioso: offrire un Grand tour delle carni del mondo di alta qualità in piatti dal Dna partenopeo.

Capitanato da tre giovani imprenditori campani – Simona Oliva, Vincenzo Riccio e Michele Imbriani – Beef Saloon pone al centro del progetto aziendale la brace e tutto il panorama di carni di alta qualità, limited selection e tagli pregiati provenienti dalle migliori zone di allevamento disseminate in tutto il mondo: dall’Australia al Giappone, dal Canada alla Spagna. L’obiettivo dei tre giovani soci è di diventare un punto di riferimento per il settore BBQ a Napoli, una mission  che ha portato l’azienda a investire nella materia prima e nei nuovi food trend, senza perdere di vista la tradizione culinaria nostrana.

Michele Imbriani, 30 anni, è il socio chef che guida le braci e la cucina di Beef Saloon. Fine conoscitore delle carni, Imbriani seleziona la razze migliori (Fassona Piemontese, Wagyu Australiano, Rubia Gallega premium galiziana, etc), si occupa della frollatura, dei tagli e della preparazione dei vari piatti in menu (T-bone, hamburger, picanha, ribs, etc.) con la collaborazione preziosa dello chef Salvatore Capuano. Il principio è quello della filiera corta e controllata, alla ricerca dell’eccellenza e della particolarità.

Beef Saloon porta a Napoli due grandi novità: propone in esclusiva l’Angus dell’azienda Miguel Vergara, una limited selection di Black Angus galiciano dalle caratteristiche eccezionali con qualità gastronomiche superiori, caratterizzato dalla tenerezza delle carni e dal sapore intenso. E propone il food trend del momento: il sushi di carne, preparato con Fassona Piemontese o con il pregiato Angus Miguel Vergara. Lo chef ha una cura maniacale per questo piatto che realizza con tecniche di cottura a freddo che prevedono ben 3 processi di preparazione, per assicurare gusto, genuinità e sicurezza al cliente. Punto di forza in cucina è il forno scelto per la cottura: il barbecue dell’azienda leader del settore PEVA, un forno a carbone caratterizzato da alti spessori degli acciai e dall’utilizzo di tecnologie innovative capace di cuocere alla perfezione qualsiasi carne.

Ad un anno dall’apertura, Beef Saloon si presenta anche nella sua nuova veste creativa. La nuova strategia di comunicazione firmata dall’agenzia Dabliu punta ad una “disruptive innovation”: un qualcosa di innovativo, mai visto, che rompe gli schemi ordinari rispetto a tutti gli altri soggetti presenti sul mercato. L’intero Storytelling di Beef Saloon è messo in scena sulla falsariga di un Fotoromanzo degli anni ’80 con tanto di personaggi. La narrazione avviene per fotografie e i personaggi parlano attraverso i cosiddetti “Balloon”, i segni grafici convenzionalmente usati per contenere i testi pronunciati o pensati dai personaggi, le cosiddette nuvolette. Una sorta di vero e proprio fumetto fotografico da cui nasce anche  la scelta del pay off: “Il Bello della Brace”, che richiama sia la figura dello Chef Michele Imbriani – protagonista del fotoromanzo – sia la carne selezionata. Il Bello della Brace è tutto ciò che comporta andare a mangiare da Beef Saloon, l’intera esperienza culinaria: carne di qualità mista alle conoscenze e abilità dello Chef, insieme con un menù di vini variegato e ottima compagnia.

Il racconto del viaggio intorno al mondo della carne parte da un menu che è un compendio sulla storia e la provenienza dei tagli, della loro lavorazione e preparazione. Un sussidiario che guida passo passo il cliente nella creazione del piatto di carne che più si avvicina al proprio gusto personale. Dry aged, wet aging e gold beef è qui che ha inizio il menu e il racconto della mission del brand. Dall’apprendimento di queste tre modalità di lavorazione della carne, comincia l’esperienza gastronomica del cliente che è libero di decidere di scegliere in autonomia il tipo di carne e il taglio, di essere supportato dalle competenze dello chef per il taglio migliore o di affidarsi completamente alle proposte dello chef. Il focus è sulla qualità della carne e sulle modalità di cottura.

Oltre che nelle proposte di carne, gli obiettivi di alta qualità e ricercatezza si raggiungono nell’intera costruzione del menu: dagli antipasti ai primi, fino ai burger. Gli antipasti sono proposti in due versioni: crudi come il Battuto alla giudia, il Carpaccio di Fassona Piemontese e il sushi di carne e cotti come le bruschette gourmet, il tomino piemontese alla brace e le polpette di Angus.

I primi proposti sono i classici della tradizione italiana, come la Carbonara e la Pasta e piselli con fonduta di parmigiano 36 mesi, cipolla di Tropea caramellata, pancetta croccante e scaglie di mandorle tostate. Non manca l’offerta Panino: il BUN BEEF SALOON è realizzato con hamburger Miguel Vergara, provola di Agerola, pesto, misticanza, pinoli e pomodorini confit mentre il BUN ROYAL abbina l’hamburger Miguel Vergara con la fontina di caciocavallo Podolico, nocciole I.G.P., insalata riccia, speck del Trentino e pomodorino disidratato. Infine i dolci, il vero specchio della napoletanità del brand: da quelli della tradizione come la pastiera e la caprese al limone, ai grandi classici come il Tiramisù e la Variazione al cioccolato. Interessante e ampia la carta beverage che completa un menu calibrato sul desiderio di raccontare la carne con un intreccio dallo stile partenopeo.

Coerentemente con la filosofia del locale, lo stesso principio di ricerca dell’unicità è adottato anche in sala con il direttore Raffaele Di Giovanni, curriculum ricchissimo in giro per il mondo tra ristoranti stellati e diversi anni di lavoro a servizio del presidente russo Putin. Di Giovanni cura nei minimi dettagli il servizio in sala e la carta dei vini che è in costante aggiornamento con etichette italiane ed estere.

Il locale progettato dall’architetto Natale Fortino sotto la supervisione di Simona Oliva ha una superficie di 350mq e ospita circa 80 coperti in un ambiente esclusivo e contemporaneo, con arredi eleganti e sedute in velluto blu, doghe di legno al pavimento e cucina a vista. Completano il progetto architettonico lo spazio per il dehor e il giardino, perfetto per le cene estive, e il cocktail bar all’ingresso che alterna l’eleganza del nero alle calde atmosfere dell’oro degli scaffali e dei parati dal design contemporaneo.

Napoli e provincia: ecco come risparmiare sulle bollette di luce e gas

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NAPOLI – Dal 1° ottobre 2021 sono entrati in vigore i preannunciati aumenti per le bollette di luce e gas, ufficializzati a fine settembre e solo parzialmente mitigati dai provvedimenti del Governo. Chi non il diritto a ricevere sostentamenti pubblici, come il bonus sociale, può ottenere un risparmio dalle attuali offerte luce e gas del Mercato Libero, in costante crescita rispetto a luglio scorso (fino al +70%). Il focus sulla provincia di Napoli rileva un risparmio massimo che può arrivare fino a 67,5 euro per la luce e 62,81 euro per il gas all’anno rispetto al servizio di Maggior Tutela.

Il mercato energetico italiano, a inizio ottobre 2021, è stato scosso da un forte aumento per le bollette di luce e gas. Tale incremento è stato ufficializzato sul finire del mese di settembre (+29,8% per l’elettricità e +14,4% per il gas) ed è stato solo in parte contenuto dal decreto del Governo che ha permesso la sospensione degli oneri di sistema, il potenziamento dei bonus sociali e il taglio al 5% dell’IVA per le bollette del gas. Tali provvedimenti sono però solo transitori, inoltre il bonus sociale non è richiedibile da tutti i cittadini italiani, trattandosi di una misura riservata solo a chi rientra in determinati scaglioni di reddito ISEE.

Tutti, comunque, possono, ottenere una riduzione delle bollette grazie al risparmio garantito dal Mercato Libero rispetto al costo del servizio di Maggior Tutela. Infatti, il risparmio annuale, dopo l’aggiornamento di ottobre, è in crescita fino al +70% rispetto al terzo trimestre del 2021 e per massimizzarlo l’indagine conferma la possibilità di puntare sulle tariffe gas ed energia elettrica a prezzo bloccato, che garantiscono una protezione nel lungo periodo contro i rincari del mercato energetico. Per i residenti nella provincia di Napoli, il passaggio dal servizio di Maggior Tutela al Mercato Libero si traduce in un risparmio annuale di oltre 130 euro sulle bollette di luce e gas.

Offerte luce e gas a prezzo bloccato: ecco come evitare gli aumenti

Tra le tipologie di tariffe del Mercato Libero, le offerte luce e gas a prezzo bloccato sono le promozioni più vantaggiose in quanto permettono di fissare il prezzo unitario dell’energia utilizzata (espresso in €/kWh per l’energia elettrica e €/Smc per il gas naturale), che resterà fisso e bloccato per un lungo periodo di tempo (solitamente almeno 12 mesi ma non mancano le proposte con prezzo bloccato per lassi temporali più lunghi).

Durante tutto il periodo promozionale il fornitore non può modificare il prezzo della materia prima. Anche in caso di forti rincari del mercato energetico, come quelli che stiamo registrando in questi mesi, per il fornitore non c’è la possibilità di modificare il prezzo praticato al cliente fino alla fine della promozione. Chi ha scelto offerte luce e gas a prezzo bloccato a gennaio 2021 chiuderà l’anno con un notevole risparmio rispetto al mercato tutelato.

Quindi se si vuole risparmiare sulle bollette di luce e gas, anche dopo gli aumenti di ottobre 2021, è possibile ottenere subito le migliori offerte sia luce che gas (clicca qui). Il sistema online consente di definire il proprio profilo di consumo e di individuare le migliori tariffe del momento sulla base delle proprie reali esigenze.

 

Nola: malore al parroco del Duomo, viene salvato con il massaggio cardiaco da un Finanziere

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NOLA, Napoli Lucidità e prontezza di un finanziere. Questo ha salvato la vita a Don Mimmo De Risi, parroco del Duomo di Nola che ha avuto un malore durante la cerimonia dei “Cittadini Benemeriti” nell’aula consiliare del Municipio.

Grazie all’intervento del Luogotenente Antonio Baldassarre, in forza al Gruppo della Guardia di Finanza di Nola, che – coadiuvato dalla Protezione Civile –  ha praticato le manovre di primo soccorso, e in particolare proprio lui si è occupato del massaggio cardiaco.

Un malore improvviso per il sacerdote che ora può dirsi fuori pericolo grazie all’intervento del finanziere.

Un soccorso tempestivo, testimonianza di quanto il personale del Corpo, abilitato a corsi specifici di soccorso, possa essere decisivo, con le proprie conoscenze e doti di lucidità.