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Droga nel bagno, manette per 30enne. Arrestato dai Carabinieri

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GRAGNANO – I carabinieri della stazione di Gragnano hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio Aniello La Mura, 30enne del posto già noto alle forze dell’ordine.
Durante una perquisizione nella sua abitazione, i militari hanno trovato 115 grammi di marijuana, nascosti in bagno, in un vaso di vetro.
Sequestrati anche un bilancino di precisione e 685 euro in contante ritenuto provento illecito.
Nel corso del servizio è stato denunciato anche un 34enne perché nelle sue tasche sono stati rinvenuti 9 grammi di “erba”.
La Mura è ora in attesa di giudizio.

Corso truffa per docenti di sostegno, due vittime e una denuncia

PALMA CAMPANIA – Se vi chiedessimo di disegnare la parola “truffa”, la vostra matita traccerebbe i contorni di un delinquente scaltro e sorridente, di una preda manipolabile e di un mazzetto di contanti.
Non è un’immagine semplicistica, truffare è esattamente questo: denaro facile a chi confeziona inganni per mestiere.
Nell’ideale collettivo è un termine abbinato agli anziani, ai più fragili.
Perché il “non può capitare a me!” è concetto assai diffuso.
Ed è proprio assecondando questa convinzione che non riusciamo ad evitare gli sgambetti.  Nessuno è immune al mercato dell’imbroglio, siamo tutti potenziali prede.

Tuttavia, il vento sta cambiando. Carabinieri e istituzioni fanno della sensibilizzazione una bandiera, interpretando e combattendo i fenomeni più recenti con campagne sempre più penetranti.
Parole come spoofing, phishing, skimming, romance scam stanno assumendo un significato familiare e l’espressione “finti marescialli e avvocati” è entrata nel linguaggio comune, attribuita specificatamente ad una delle tante tipologie di raggiro.
L’universo delle truffe è sterminato, in parte ancora inesplorato. Non basterebbe un libro a raccontarlo tutto, perché il limite risiede solo nell’immaginazione e nella creatività criminale dell’impostore.

Lo dimostra il caso di Palma Campania, ricostruito dai Carabinieri di San Giuseppe Vesuviano.
Dimentichiamo per un attimo gli anziani, qui le vittime sono due donne, insegnanti di 41 e 43 anni.
La truffa è legata al TFA Sostegno.

Il TFA Sostegno (Tirocinio Formativo Attivo per il Sostegno) è un percorso di formazione che abilita gli insegnanti a lavorare con alunni con disabilità nelle scuole italiane.
È sostanzialmente un corso universitario della durata di un anno circa che prevede lezioni teoriche e laboratori. Al termine del percorso, bisogna superare un esame per ottenere il titolo di specializzazione che permette di lavorare come insegnante di sostegno nelle scuole pubbliche e private.

Le due docenti hanno già qualche esperienza di insegnamento ma l’idea di ottenere il TFA è sempre viva. A renderla concreta ci penserà un 52enne palmese, incontrato in città quasi per caso.
L’uomo – racconta – fa parte dello staff di insegnanti di un prestigioso ateneo napoletano.  E propone alle due di affidarsi per ottenere accesso al corso.
Egli avrebbe seguito la pratica di iscrizione fino al conseguimento dell’abilitazione in cambio di un compenso di appena 1000 euro.
“Solo” mille euro perché il costo totale del corso raggiungerebbe i 5500: 11mila calcolando le due quote.

La truffa è ben concepita.
Vestendo i panni dell’intermediario, il 52enne chiede un anticipo in contanti.  Quanto basta per coprire le spese vive, tra bolli e tasse obbligatorie.
Ottenuto il denaro, invia alle due vittime un link attraverso il quale seguire le lezioni online propedeutiche all’ottenimento del titolo.
E’ in quel momento che va versata la seconda quota, fino a saldare la somma concordata.

Con il collegamento al materiale didattico, l’uomo inoltra anche un documento matricolato, timbrato, bollato e firmato dal Magnifico Rettore dell’Università che certifica l’iscrizione al percorso.

I mesi passano.
Le due vittime arrivano al passo finale, quello dell’esame. È qui che la messinscena raggiunge il suo climax.
Il 52enne organizza una videoconferenza da quella che dichiara essere una sala dell’ateneo. Con lui una seconda persona che interpreta un docente.
Poi un breve colloquio con la candidata prima di entrare nel vivo dell’esame e, infine, una stretta di mano virtuale che sancisce il superamento della prova.
Dopo qualche giorno ecco il secondo certificato che attesta l’abilitazione TFA, con votazione di 30 trentesimi.
Siamo nel giugno del 2023.

La storia non si conclude allora perché nell’ultimo anno e mezzo, TFA (falso) alla mano, una delle due insegnanti riesce a lavorare in 4 istituti scolastici della provincia di Napoli.
Fino agli inizi di questo Febbraio, quando la segreteria della scuola dove lavora(va) contatta l’ateneo per ottenere altra certificazione ufficiale relativa al TFA.
La risposta è facilmente immaginabile.
Solo allora la vittima si rende conto del raggiro, presentando denuncia ai Carabinieri di San Giuseppe Vesuviano.

Grazie alle indagini dei militari, l’intera vicenda viene ricostruita. Il 52enne è identificato e denunciato. Dovrà rispondere di truffa e falsità materiale commessa dal privato.

Padre e figlio 16enne smontano auto rubata, un arresto dei Carabinieri

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QUALIANO – A Qualiano i carabinieri della locale stazione hanno arrestato per riciclaggio il 44enne Antonio Frediani*, di Casoria e già noto alle forze dell’ordine. Denunciato per lo stesso reato anche il figlio 16enne dell’uomo. Denunciato per favoreggiamento, invece, un 56enne di Giugliano.

I carabinieri hanno effettuato il blitz in un piazzale recintato a via Circumvallazione e hanno sorpreso padre e figlio mentre stavano tagliando con un flex parti di una Renault Captur da poco rubata. I due hanno visto i militari e hanno tentato di fuggire ma sono stati bloccati.

I militari hanno analizzato lo smartphone del 16enne e hanno accertato che il 56enne Giuglianese stesse aspettando poco distante. L’uomo aveva avvertito i 2 dell’arrivo dei Carabinieri e per questo motivo è stato denunciato.

Nel piazzale sono stati rinvenuti e sequestrati parti di veicoli già smontati, numerosi attrezzi e due inibitori di segnale gps.
L’area e tutto ciò che era al suo interno è stata sequestrata dai carabinieri.

Accoltellano 19enne, due giovani fermati a Castellammare

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CSTELLAMMARE DI STABIA – I carabinieri della sezione radiomobile di Castellammare di Stabia hanno sottoposto a fermo due 21enni di Gragnano. I due giovani sono gravemente indiziati del tentato omicidio di un 19enne.
Questa notte, durante una lite in via Fratte, nel comune di Castellammare di Stabia, avrebbero colpito la vittima con alcune coltellate. Una di queste ha raggiunto il torace e spaccato una costola.
Il 19enne è ricoverato in prognosi riservata nell’ospedale stabiese ma non è in pericolo di vita.
Le indagini dei militari, avviate immediatamente dopo i fatti, hanno consentito di ricostruire l’identità degli aggressori, successivamente fermati e portati in carcere.
Sono ora in attesa dell’udienza di convalida.

Quattro pusher presi in poche ore a Napoli, spacciatore arrestato anche a Pomigliano: i Carabinieri sequestrano un chilo di droga

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NAPOLI – Cinque arresti in poco meno di due ore per i carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna.
Il primo nel quartiere napoletano di San Giovanni a Teduccio. I militari del nucleo operativo e radiomobile hanno perquisito un’abitazione e sorpreso all’interno 4  persone, tutte già note alle forze dell’ordine. Si tratta di Renato Martucci, Pietro e Umberto Mauriello e Luigi Carriola. Nelle loro disponibilità 688 grammi di cocaina, 419 di crack, una pistola calibro 6.35 e due proiettili calibro 38. In casa anche materiale per il confezionamento delle dosi.
I 4 sono finiti in manette, portati in carcere in attesa di giudizio.

Nello stesso momento, nella cittadina di Pomigliano, i militari della stazione di Sant’Anastasia hanno arrestato Daniele Errico, 20enne già noto alle forze dell’ordine.
Nel suo appartamento 9 stecchette di ahshish, 3 dosi di cocaina e 14 bustine di marijuana. E ancora contanti e materiale per preparare le dosi. Errico è ora ai domiciliari, anche lui dovrà rispondere di detenzione di droga a fini di spaccio.

Tegola Napoli: infortunio Anguissa, salta l’Inter

NAPOLI – Brutte notizie per il Napoli di Antonio Conte in vista del big match di sabato contro l’Inter. Il centrocampista camerunese Frank Zambo Anguissa sarà  indisponibile a causa di un infortunio riportato nell’ultima gara contro il Como.

Gli esami strumentali a cui il giocatore si è sottoposto presso il Pineta Grande Hospital hanno evidenziato una lesione distrattiva del muscolo soleo della gamba destra. Una diagnosi che costringe il Napoli a rinunciare a uno dei suoi pilastri in mezzo al campo per la sfida contro i nerazzurri.

Anguissa ha già  iniziato l’iter riabilitativo, ma i tempi di recupero restano da valutare. L’assenza del centrocampista rappresenta un problema per Conte, che dovrà  ridisegnare il centrocampo in vista della delicata sfida contro la capolista.

Salvo D’Acquisto verso la beatificazione: il Papa autorizza il decreto

CITTA’ DEL VATICANO – Dal Policlinico Gemelli, Papa Francesco ha compiuto un passo significativo verso la beatificazione di Salvo D’Acquisto. Nel corso di un’udienza con il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, e monsignor Edgar Peña Parra, sostituto per gli Affari Generali, il Pontefice ha autorizzato il Dicastero delle Cause dei Santi a promulgare una serie di decreti, tra cui quello relativo al giovane carabiniere eroe. Il decreto riconosce ufficialmente “l’offerta della vita” del servo di Dio Salvo D’Acquisto, nato a Napoli il 15 ottobre 1920 e morto a Palidoro il 23 settembre 1943, sacrificandosi per salvare innocenti dalla rappresaglia nazista. Ora, per la proclamazione ufficiale della beatificazione, resta solo il riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione.

Chi era e cosa fece Salvo D’Acquisto

Salvo D’Acquisto nacque a Napoli il 15 ottobre 1920, primogenito di una famiglia numerosa e di umili origini, all’interno della quale assimilò profondi valori cristiani, come sottolineato dal Dicastero per le Cause dei Santi.

A quindici anni, interruppe gli studi per lavorare nella bottega dello zio. Tre anni dopo, nel 1938, si arruolò nell’Arma dei Carabinieri e frequentò la Scuola Allievi Carabinieri di Roma, al termine della quale fu assegnato al Commissariato Generale per le Fabbricazioni di Guerra con il grado di carabiniere.

Nel novembre del 1940, con l’ingresso dell’Italia nella Seconda Guerra Mondiale, fu inviato in Libia, dove prestò servizio fino al settembre 1942. La sua profonda integrità morale gli valse il rispetto e l’ammirazione dei commilitoni, i quali ne apprezzavano la devozione religiosa, evidente nei gesti quotidiani come il segno della croce e la recita del Rosario.

Rientrato in Italia nel settembre 1942, frequentò a Firenze il Corso Intensivo per Allievi Sottufficiali dei Carabinieri e, una volta promosso Vicebrigadiere, fu destinato alla Stazione dei Carabinieri di Torrimpietra.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, si trovò a operare in un contesto caotico e pericoloso, segnato dalla fuga del re da Roma e dall’occupazione nazista del Centro e del Nord Italia, che provocò lo sbandamento del Regio Esercito. Il giorno seguente all’armistizio, gli scontri tra soldati italiani e tedeschi, ormai nemici, coinvolsero anche l’area di Torrimpietra.

Il 22 settembre, alcuni militari tedeschi entrarono nella Torre di Palidoro, sede della Guardia di Finanza, trovandola abbandonata. All’interno vi erano casse metalliche contenenti ordigni esplosivi sequestrati in precedenza. Nel tentativo di forzarle, i soldati provocarono accidentalmente un’esplosione che causò la morte di uno di loro e il ferimento grave di altri due.

Ritenendo si trattasse di un attentato, i tedeschi iniziarono le indagini e, in assenza del maresciallo comandante, arrestarono il vicebrigadiere Salvo D’Acquisto. Minacciarono di giustiziare ventidue civili del paese come rappresaglia, se non fosse stato individuato il responsabile dell’esplosione, che in realtà era dovuta all’imprudenza degli stessi soldati.

Per salvare gli ostaggi, D’Acquisto si dichiarò colpevole, assumendosi la responsabilità dell’accaduto. La sua nobile scelta gli costò la vita: fu immediatamente fucilato, mentre i ventidue prigionieri vennero rilasciati.

In riconoscimento del suo eroismo, il 15 febbraio 1945 le Autorità militari italiane gli conferirono la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.

Napoli: estorsione a sala scommesse di Poggioreale, sei arresti della Polizia del clan Mazzarella

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NAPOLI – Un’operazione della Squadra Mobile di Napoli ha portato all’arresto di sei persone, cinque residenti a Napoli ed uno a Pomigliano d’Arco, accusate di aver tentato di estorcere 100mila euro al proprietario di una sala scommesse nel quartiere Poggioreale. L’obiettivo del gruppo criminale era quello di garantire la prosecuzione dell’attività commerciale dietro il pagamento di una somma di denaro imposta con minacce.

Le indagini hanno permesso di ricostruire nei dettagli il piano estorsivo, partendo dalla sua ideazione fino alla messa in atto delle intimidazioni nei confronti della vittima. Gli inquirenti avrebbero individuato non solo gli esecutori materiali dell’estorsione, ma anche il mandante, un esponente di spicco del clan Mazzarella. Nonostante fosse agli arresti domiciliari, l’uomo sarebbe riuscito a coordinare ogni fase dell’operazione, dimostrando di mantenere un ruolo attivo nella gestione delle attività illecite del gruppo criminale.

L’intervento delle forze dell’ordine ha interrotto il piano criminoso, portando all’arresto dei responsabili e smascherando il sistema di controllo che il clan cercava di esercitare sul territorio di Napoli.

Un video registrato con un cellulare è stato la chiave che ha portato all’arresto delle sei persone. La registrazione, realizzata da un affiliato al clan Mazzarella, aveva lo scopo di documentare l’esecuzione dell’ordine ricevuto dal capo.

Secondo le intercettazioni raccolte dagli inquirenti, l’uomo si sarebbe posizionato all’esterno della sala scommesse per riprendere comodamente le richieste avanzate dai suoi complici alla vittima. Questo dettaglio è emerso nell’ambito dell’indagine condotta dalla Squadra Mobile di Napoli, che ha portato in carcere sei presunti membri del clan.

L’inchiesta, è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Tra gli arrestati figura Maurizio Virente, ritenuto un esponente di vertice del clan Mazzarella, secondo solo al latitante Roberto Mazzarella. Virente, che si trovava già agli arresti domiciliari, avrebbe ordinato ai suoi uomini attivi nel quartiere delle “219” di  Pomigliano d’Arco di portare a termine l’estorsione.

Oltre a Virente, le misure cautelari emesse dal gip di Napoli hanno colpito anche Raffaele Bove, Salvatore Ricciardi, Vincenzo Basso, Felice Ferretti e Maria Febbraio.

Da Giurisprudenza ad Economia: a Napoli già a Marzo i test d’ingresso all’Università

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NAPOLI – Dagli esperti di green marketing ai giuristi per le nuove tecnologie. A Napoli nei prossimi giorni molti dei giovani che sognano le nuove professioni del Terzo Millennio saranno chiamati al primo ‘test’ per le proprie ambizioni.  Anche quest’anno, infatti, l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli sarà il primo Ateneo del Mezzogiorno ad avviare le prove selettive per le immatricolazioni all’anno accademico 2024-25.

Quattro i corsi di laurea coinvolti: il corso di laurea triennale in Economia aziendale, che dal 2016 è il primo in Italia specificamente dedicato alla Green Economy, il corso di laurea triennale in Scienze della Comunicazione, il corso di laurea triennale in Scienze e tecniche di psicologia cognitiva e il corso di laurea magistrale in Giurisprudenza, l’unico a numero programmato nel Mezzogiorno (aperto soltanto a 150 allievi all’anno) nel settore degli studi giuridici.

Si parte il 5 marzo con quattro diverse sessioni giornaliere di test (fino al 12 marzo) e con una procedura interamente telematica di prenotazione (info e bando in primo piano su www.unisob.na.it) che consente di scegliere giorno ed orario (anche pomeridiano) in cui sostenere il test. Le iscrizioni al test, aperte fino all’11 marzo, sono completamente gratuite perché come spiega il Rettore, Lucio d’Alessandro, “perseguiamo da anni  l’obiettivo di guidare i giovani ad una scelta consapevole e ponderata per il proprio futuro”. Una finalità di informazione consapevole garantita anche dell’Open Week 2025, il tradizionale appuntamento con l’orientamento alla scelta del percorso universitario che al Suor Orsola sarà aperto fino a venerdì 28 febbraio. Oltre 500 gli studenti delle scuole secondarie, non solo campane, che ieri hanno ‘battezzato’ la 19esima edizione. Un successo crescente dovuto alle modalità innovative del suo svolgimento (come le ‘pillole’ di lezioni sugli argomenti più attuali: dall’intelligenza artificiale alla sostenibilità economica ed ambientale) ma anche e soprattutto alla presenza di simulazioni guidate ai test d’ingresso per l’iscrizione al prossimo anno accademico.

A Luglio e Settembre seconda e terza chance con i test d’ingresso

Per chi non dovesse superare il test di Marzo o per chi volesse provarlo solo più avanti ci saranno altre due sessioni già calendarizzate (dal 9 al 16 luglio e dal 10 al 22 settembre). “Informarsi, valutare, testare, magari riprovare e poi scegliere in modo consapevole”. Questa la collaudata ‘filiera’ del sistema di orientamento dell’Università Suor Orsola Benincasa ricordata da Paola Villani, direttore del SOT, il servizio di Orientamento e Tutorato Unisob che si occupa di prendersi cura di ogni singolo studente insieme con il Placement Office & Career Service. E proprio lavoro ‘produttivo’ sul job placement anche quest’anno è stato premiato dai dati AlmaLaurea sull’efficacia della laurea al Suor Orsola come spendibilità sul mercato del lavoro: oltre 10 punti percentuali superiore alla media nazionale.

Dal 25 Marzo al via le immatricolazioni ai corsi di laurea ad accesso libero ed a Settembre test d’ingresso anche per Scienze della Formazione Primaria e Restauro dei Beni Culturali

Dal 25 marzo al Suor Orsola saranno aperte le immatricolazioni ai quattro corsi di laurea triennale ad accesso libero (Lingue e culture moderne, Scienze dei beni culturali: turismo, arte e archeologia, Scienze del servizio sociale e Scienze dell’educazione).  Dal 1 aprile sarà la volta della partenza delle immatricolazioni ai sette corsi di laurea magistrale ad accesso libero (Comunicazione pubblica e d’impresa, Consulenza pedagogica, Digital Humanities per le materie letterarie ed i beni culturali, Economia, Management e Sostenibilità, Lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione internazionale, Programmazione, amministrazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali e Psicologia: risorse umane, ergonomia cognitiva, neuroscienze cognitive).

Soltanto a Settembre, con data nazionale unica che sarà comunicata dal Ministero dell’Università e della Ricerca nei prossimi mesi, ci sarà, invece, il test d’ingresso per l’iscrizione al Corso di Laurea magistrale in Scienze della Formazione Primaria, direttamente abilitante all’insegnamento nella scuola per l’infanzia e nella scuola primaria, per il quale il Suor Orsola è al primo posto in Italia per numero di posti disponibili (690 posti lo scorso anno). Ultimo appuntamento con i test d’ingresso al Suor Orsola sarà quello di fine settembre con le tre giornate dedicate alla selezione per l’accesso al Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei beni culturali, uno dei pochi in Italia direttamente abilitante all’esercizio della professione del restauratore.

Maltrattamenti in famiglia e resistenza: arresto a Pomigliano

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POMIGLIANO D’ARCO – Un intervento tempestivo dei Carabinieri della locale stazione ha portato all’arresto in flagranza di un uomo, accusato di maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale. I militari sono intervenuti presso un’abitazione della città in seguito alla richiesta di aiuto da parte di un familiare. L’uomo, per futili motivi, si sarebbe scagliato con violenza contro la madre, colpendola ripetutamente.

All’arrivo delle forze dell’ordine, la situazione è ulteriormente degenerata: l’individuo ha tentato di opporsi ai militari, che sono riusciti a immobilizzarlo e a procedere all’arresto. Informata dell’accaduto, l’Autorità Giudiziaria ha disposto l’immediata traduzione in carcere, in attesa dell’udienza di convalida.