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La garanzia “a prima richiesta”: differenze rispetto alla fideiussione

Nella pratica del commercio, nazionale ed internazionale, e dei finanziamenti, è molto frequente la sottoscrizione di documenti di garanzia, collaterali ai rapporti commerciali e bancari.

La garanzia autonoma, sovente rilasciata “a prima richiesta”, e la fideiussione rappresentano le garanzie personali che maggiormente ricorrono.

Ma soltanto alcune recenti pronunzie della Corte di Cassazione hanno messo chiaramente in luce gli aspetti, le caratteristiche e la causa concreta di tali due differenti tipologie di garanzie, che hanno come elemento comune l’essere rilasciate per tutelare il creditore in caso di inadempimento del debitore.

L’obiettivo di questo contributo è di evidenziare le principali diversità tra tali due garanzie, alla luce della giurisprudenza più recente.

  1. Garanzia “a prima richiesta” e fideiussione: principali differenze.

L’ accessorietà: il primo elemento caratterizzante il contratto autonomo di garanzia, che lo differenzia dalla fideiussione, è la mancanza di “accessorietà” dell’obbligazione del garante rispetto all’ obbligazione principale; tale elemento fondamentale consente, soprattutto, al fideiussore, di avvalersi delle eccezioni e contestazioni di cui è dotato il debitore principale verso il creditore, che restano precluse, invece, al garante autonomo. Quest’ultimo potrà però ostacolare l’azione del creditore,  sollevando la c.d. “exceptio doli” ,  ovvero  facendo valere una condotta abusiva del creditore che abbia fraudolentemente taciuto situazioni sopravvenute, modificative o estintive del diritto azionato; a tal riguardo, la Suprema Corte ha chiarito che il garante non può soltanto allegare circostanze di fatto idonee a costituire oggetto di un’eccezione che il debitore potrebbe opporre al creditore (sul punto: Cassazione Civile, Sez. III, 15 maggio 2019, n. 12884).

La prestazione: altro aspetto di diversità tra la garanzia autonoma e la fideiussione è costituito dalla disomogeneità tra la prestazione dovuta dal garante autonomo e quella dovuta dal fideiussore.  Infatti, come chiarito recentemente dalla Corte di Cassazione, il fideiussore è tenuto ad una prestazione identica rispetto a quella dovuta dal debitore principale, contrariamente al garante autonomo, che  deve  invece tenere indenne il creditore dalle conseguenze del mancato adempimento  solo e sempre mediante il pagamento di una somma di danaro (sul punto: Cass. civ., Sez. III, Ordinanza, 05/03/2020, n. 6177). Ciò comporta anche una differente funzione delle due garanzie che, nel caso della fideiussione, può definirsi “satisfattoria”, perché consente al creditore di ricevere dal garante l’adempimento che avrebbe dovuto eseguire il debitore, invece, nel caso della garanzia autonoma, sarà “indennitaria”, in quanto mira a ristorare il creditore insoddisfatto mediante il pagamento di una somma di denaro predeterminata, sostitutiva della mancata o inesatta prestazione del debitore (sul punto: Cass. civ., Sez. III, Sentenza, 22/11/2019, n. 30509; Sezioni Unite S.C. n. 3947/ 2010;).

La solidarietà: la Suprema Corte ha chiarito, inoltre, che l’obbligazione del debitore principale e quella del garante autonomo non sono obbligazioni solidali (artt. 1292 e successivi del c.c.) configurandosi, invece, tra le prestazioni degli stessi un mero collegamento negoziale (sul punto: Cass. civ., Sez. I, Sentenza, 11/12/2019, n. 32402)

La  clausola “a prima richiesta”:  la previsione del pagamento “a prima richiesta e senza eccezioni” nel documento di garanzia, comporta  la presenza di una garanzia autonoma e non di una fideiussione, salvo che il contenuto del contratto non fornisca evidenti elementi in senso opposto, secondo quanto chiarito dalle Sezioni Unite della Suprema Corte (sul punto: Sez. U., Sentenza n. 3947 del 18/02/2010); tuttavia la giurisprudenza più recente dei Tribunali di merito appare talvolta conformarsi  al criterio appena esposto (si veda Tribunale Forlì, Sez. II, Sentenza, 07/01/2021) talaltra discostarsi dallo stesso (si veda Tribunale Torino, Sez. I, Sentenza, 08/01/2021).

  1. Conclusioni

In conclusione, sono molti gli aspetti da comparare per giungere alla corretta qualificazione di un documento di garanzia come ” garanzia autonoma” o come “fideiussione”, considerato che il contenuto degli atti può essere talvolta simile e confondibile; il differente inquadramento è di fondamentale importanza, potendo da ciò dipendere, soprattutto, i rimedi, le azioni e le eccezioni a disposizione sia del creditore che del garante, per la tutela dei loro rispettivi diritti.

 

 

Avv. Antonio Landolfi, LL.M.

Managing Partner – Landolfi & Associati

 

Totò Sapore sbarca a Miseno e lancia la scuola di pizza e cucina

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NAPOLI – Presentato agli operatori dell’informazione Totò Sapore Miseno, il primo dei locali in franchising di Totò Sapore Group del maestro Angelo Ranieri, a cui si è affidato l’imprenditore Marco Criscitiello per la realizzazione della proposta gastronomica di cucina e pizza, risultata già vincente nei locali di proprietà del gruppo a Napoli e ad Agropoli. La location, in via Dragonara 27, a Bacoli sarà il palcoscenico anche di una scuola di pizza e cucina rivolta ai turisti italiani e stranieri che torneranno ad affollare le spiagge campane, potranno infatti partecipare a veri e propri corsi di pizza e cucina tradizionale, un esperimento che ha riscosso notevole successo già nella sede di Napoli a Viale Gramsci.
Angelo Ranieri, appartenente a una delle storiche famiglie della ristorazione e della gastronomia partenopea, docente all’Istituto Professionale Mater Dei e campione mondiale di pizza di stagione 2017, propone una pizza napoletana innovata nell’impasto, con una lievito-maturazione di 36 ore e l’utilizzo di un blend di farine di tipo 1 e 0 a cui aggiunge una terza tipologia che definisce “il suo segreto”, nel rispetto della tradizione.
Oltre che dello storico e vincente brand “Totò Sapore”, il maestro è anche il creatore di “Trattoria a Chiaia” e di “Toaster King – Fast Food italiano”, entrambi marchi che hanno riscosso un notevole successo presso il pubblico e i franchisee: il primo, con formula trattoria tradizionale, il secondo con formula fast food italianizzato che vanta sette punti affiliati e due diretti.
La presentazione stampa è stata curata da Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine.

 

Portici, a due passi dal mare arriva la pizza in teglia di Golocious

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NAPOLI – A due passi dal mare, baciati dal Sole, non c’è cosa più bella che assaporare qualcosa di buono. In uno dei più bei luoghi di Portici, nel suggestivo porticciolo del Granatello, arriva la “Pizza in teglia” targata Golocious.
Nel suo ricco menù, che segue rigorosamente la stagionalità dei prodotti, c’è l’imbarazzo della scelta. Tra i must c’è la Queen of Pistacchio (Mortadella Igp bolognese, pesto di pistacchio, provola dei Monti, dadini di patate al forno), la Crispy (stick di patate dolci americane fritte, salsiccia di suino, provola dei Monti e salsa crispy), e la Rotolo (crocchè panato al panko, crema di noci, provola dei Monti, bacon croccante e dadini di patate al forno).
E poi non potevano mancare tutte le classiche come Margherita, Marinara, Cosacca e quelle che strizzano l’occhio a Nerano e Amatriciana. Il trancio è crunch grazie alla all’impasto a 48 ore di lievitazione con utilizzo della biga per un blend di farine tipo 0 (30%) e tipo 1 (70%). Completano l’offerta le fritture come il crocchettone panko, i paccheroni ripieni di ricotta, le frittatine al ragù e al pistacchio.
Continua così l’espansione del brand ideato dagli imprenditori e food influencer Vincenzo Falcone e Gian Andrea Squadrilli, che ha l’obiettivo di far godere occhi, palato e stomaco. Si tratta del nono locale della catena, grazie anche nei format “Burger&Wine” e “Pizza & Cucina”, che ha già conquistato i palati di Napoli, Sorrento, Roma, Milano, Padova e Verona.

Al Pan lo scultore Domenico Sepe e la nuova pubblicazione di Daniela Marra

NAPOLI – Nel segno di una città artistica ancora illuminata da quei riverberi di naturalismo napoletano che fecero grandi i pittori e gli scultori dei secoli scorsi, grande attesa desta l’appuntamento al Pan – Palazzo delle Arti di Napoli di venerdì 11 Giugno alle ore 18, per la presentazione del volume di Daniela Marra, “Domenico Sepe. La materia e l’eterno”. Un’opera pubblicata dalle edizioni Cervino con la prefazione di Angelo Forgione, interamente dedicata all’apprezzato scultore napoletano. Ed è con queste premesse che da vero protagonista dell’incontro organizzato da “Ritmarte Lab” e “Salotto Tematico ”, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, lo stesso artista Sepe, nel presentare in anteprima la sua nuova scultura “Dialogo con Gemito”, sarà al centro di una discussione animata da Maurizio Ponticello e Angelo Forgione. Un momento di sicuro interesse al Pan che, con la moderazione di Antonella Canfora, gli interventi musicali di Lea Vigilante (violino) e Carlo Liucci (Flauto traverso), la direzione musicale di Maurizio Saggiomo e le letture in videoproiezione di Gianfranco Gallo, darà vita a un’indagine stilistica su di un artista capace con le sue sculture di attraversare la storia. Dedicando il suo lavoro all’autorevole artista nato a Napoli nel 1977, la museologa Daniela Marra analizza e racconta l’Arte dello scultore partenopeo con una narrazione che si arricchisce di storie in grado di svelare tutte le fasi della nascita di un’opera. Dal modello in argilla alla fusione in bronzo, dall’ispirazione artistica al racconto letterario e mitico. La scultura tradizionale e il figurativo diventano poli di attrazione principali per un confronto delle opere di Domenico Sepe, che con un occhio sempre attento al passato, riesce a trasfigurare le esperienze artistiche di antichi maestri in una personalissima visione contemporanea. A partire dalla sezione di critica tradizionale, che indaga le singole opere o gruppi di opere collegate per classificazione o simbologia, si passa successivamente ai capitoli che raccontano la produzione d’arte attraverso due luoghi fisici, ma anche dell’anima: la bottega d’Arte e la fonderia. A metà strada tra il catalogo d’Arte e la monografia, la pubblicazione dedicata a Sepe si avvale di un ampio apparato d’immagini ad opera di fotografi d’arte che interpretano in maniera personale la sua opera. Tra questi, Antonio Ceglia, Arnaldo Taddei, Arturo Favella, Bruno Ciniglia, Francesca Gestro, Pierangelo Laterza, Pietro Perrino e Umberto Lariccia.

I Week-end “nel segno dei sapori massesi” proposti dall’Antico Francischiello

NAPOLI – Il panorama è di quelli che lasciano senza respiro: da un lato il Vesuvio, dall’altro Capri e tutt’intorno il verde degli ulivi che digradano verso il mare. Di storia e di storie ne ha viste e vissute tante l’Antico Francischiello, fondato da Francesco Gargiulo nel 1909, e oggi, a pieno titolo, tra i 213 Locali Storici d’Italia (in Campania sono solo 18). Per chi volesse scoprilo o tornarci, fino alla fine di giugno, l’Antico Francischiello propone un’offerta gourmet: un menu “nel segno dei sapori massesi”, con alcuni tra i piatti più amati della gastronomia del luogo, da associare al pernottamento per una notte, in camera superior, presso l’Hotel Antico Francischiello/Villa Pina. Il pacchetto week-end, con cena degustazione, escluse le bevande, e comprensivo di colazione, ha un costo di 150 euro a coppia.
In cucina troviamo lo chef Antonino Attardi (nella foto), ultima generazione della famiglia Gargiulo. Accanto ai grandi classici della gastronomia locale e ai signature dish della casa, come i Cannelloni alla Francischiello e gli Gnocchi alla Sorrentina, preparati e cotti, secondo la consuetudine locale, nei tegamini di rame, Attardi ama mettere a punto versioni innovative delle specialità iconiche massesi e partenopee. Nel carrello dei dolci, troviamo la tipica “Pizza di crema sorrentina”, conosciuta anche come la “Pizza di Sant’Antonino”, e le immancabili (e imperdibili) “Delizie al limone”, anche in formato mignon. Questa prelibatezza dolciaria, oggi simbolo della Penisola sorrentina e della Costiera amalfitana, vide il suo battesimo proprio nelle cucine del Francischiello: ideate dal famoso pasticcere Carmine Marzuillo, furono, infatti, proposte con successo dal fratello Alfonso, storico chef della casa.
L’accoglienza, gestita dalla signora Pina e dai figli, Firminia e Francesco, proietta immediatamente gli ospiti in una dimensione intima e familiare.
A fine pasto, è possibile degustare i famosi rosoli della signora Pina. Tra gli altri, l’alloro, il nocillo, il fragolino, il classico limoncello e l’arancello, il preferito da Pavarotti che diceva di arrivare a “sentire nostalgia di questo liquore d’arancia”.
Massa Lubrense – Via Partenope, 27. Per info e prenotazioni: 081 5339780.

Ota Viaggi affida la direzione marketing ad Av Communication

NAPOLI – La ripresa del turismo post-pandemia si traduce anche in nuove opportunità per le agenzie di servizi che lavorano in questo settore, per i tour operator che tanto hanno patito questi 18 mesi di stop. Ed è legato proprio alla ripresa del settore anche il recente incarico affidato ad Av Communication, la società di Marketing e Comunicazione con quartier generale a Napoli, che vanta oltre 20 anni di esperienza nel settore, di dirigere l’ufficio marketing e comunicazione nazionale di Ota Viaggi, il tour operator specializzato in Sardegna & Mare Italia.

L’ufficializzazione del prestigioso incarico per l’agenzia napoletana è arrivato nel corso del primo Educ-Work della stagione, che si è tenuto al Riva Marina Resort in Puglia.

Il legame già forte tra le due aziende, che hanno collaborato già da diversi  anni ad altri progetti, si è ufficialmente consolidato unendo le due realtà, e rendendole una vera e propria famiglia allargata.

Ota Viaggi affida la direzione marketing ad Av Communication

Per Antonio Vitiello (nella foto in alto), CEO di Av Communication (che è intervenuto sul palco dell’Educ – Work durante lo speech ufficiale, insieme a Leonardo Massa, Country Manager Italia di MSC Cruises, Nicola Bonacchi, Vice President Leisure Sales di Alitalia Società Aerea Italiana S.p.A., Massimiliano Vollero, Global Sales Director di Volotea, Domenico Aprea CEO di Ota Viaggi, Mario Aprea CFO di Ota Viaggi, Massimo Diana, Direttore Commerciale di Ota Viaggi, ndr) «la strategia giusta da attuare prevede un supporto costante nella digitalizzazione dei processi del Tour Operator, di Network e agenzie nei confronti del cliente finale». «È un onore per tutta l’Av Communication – spiega Vitiello – essere stata scelta da Ota Viaggi, dopo oltre 30 anni, come prima agenzia esterna all’azienda a ricoprire un ruolo di rilievo. La fiducia, la stima reciproca, l’ottimo rapporto con la proprietà e con l’ufficio commerciale ci permetteranno di svolgere un lavoro eccellente».

Nella foto al centro da sinistra a destra Domenico Aprea, Massimo Aprea, Mario Aprea e Antonio Vitiello.

La Ribalta di Marianna De Martino riapre le porte della sua Accademia di danza

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CASTELLAMMARE DI STABIA (NA) – Ripartono i corsi dell’accademia di danza de La Ribalta. La struttura di Castellammare di Stabia fondata da Marianna De Martino riapre le sue porte con una comboclass e lezioni di hip hop, danze urbane e contemporanee, yoga e floowork, in compagnia dei docenti e di alcune “guest”.
Lunedì 7 si comincia con l’hip hop con Ilaria Di Iorio, mercoledì 9 laboratorio di danze urbane con Ilaria Di Iorio e Luigi Aruta. Sette giorni più tardi, mercoledì 16 giugno, principi di danza contemporanea applicati allo Yoga con Giada Ruoppo e Maite Rogers. Si prosegue lunedì 21 con Ilaria Di Iorio, Alessandra Rossi e il loro contemporary hip hop, giovedì 24 con il floowork curato da Luigi Aruta e Alessandra Rossi, venerdì 25 con il contemporaneo affidato a Luigi Aruta e Giada Ruoppo. Lunedi 28, ancora contemporaneo con Luigi Aruta e mercoledì 30, l’hip hop con Ilaria Di Iorio. La Ribalta nasce a Castellammare di Stabia nel 1985 fondata da Marianna de Martino. Dal 2011 una sede anche a Napoli, in via del Parco Margherita 35.

Frida Kahlo al Pan si conferma un’icona contemporanea

NAPOLI – Frida Kahlo in mostra al Pan, si conferma un’icona contemporanea tra i giovani napoletani. La continua affluenza giovanile nelle sale di Palazzo Carafa di Roccella ne è un chiaro segnale. A emergere su tutto è il grande impatto emotivo prodotto sui ragazzi della nostra epoca dovuto soprattutto alle difficoltà esistenziali e all’arte piena di dolore dell’artista messicana. In esposizione fino al prossimo 29 agosto le fotografie e le lettere legate alla vita dell’indimenticabile Kahlo, insieme alla riproduzione dei suoi luoghi cari e dei suoi abiti, stanno ribadendo il grande interesse che ancora oggi la pittrice riscuote tra le nuove generazioni. Un’immagine iconica, oggi anche da social, quella della Frida combattente. Un vero emblema al femminile che, fondendosi con i personaggi legati ai passionali amori, anche al Pan continua a conquistare l’interesse del pubblico. Su tutto a tenere banco è il fascino scaturito dalla sua visione pittorica associata al surrealismo (una visione che la stessa artista non accettò di buon grado) e la malia procurata dal difficile e doloroso rapporto con il suo corpo martoriato. Simbolo di emancipazione e di provocazione, nell’esposizione prodotta dalla Next Exhibition, curata da Alejandra Lopez, con il patrocinio dell’Ambasciata del Messico, del Consolato del Messico a Napoli, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, Sky Arte e organizzata da Alta Classe Lab, con Next Exhibition, Fast Forward e Next Event, Frida Kahlo si sta confermando come l’eterna portavoce di personalità alla continua ricerca della libertà. Una vita breve la sua ma al tempo stesso terribilmente appassionata e avvincente. Dall’indole controcorrente e dai suoi tratti a volte eccentrici, a emergere durante le visite di questi giorni al Pan di Napoli è l’immagine di un’artista istintiva e satura di vibrazioni interiori. Icona senza età per tutti, e in particolar modo per i più giovani, Frida in mostra fino ad agosto, continuerà a suggellare, tra immagini storiche e pensieri manoscritti, lo stile di una donna fuori dagli schemi e dagli inutili modelli della società.

Peace, Love & Padel: al club Pianeta Verde di Napoli il torneo a tema anni ‘70

NAPOLI – A Napoli è scoppiata la padel mania. Considerato uno sport che allena corpo e mente, si può praticare a ogni età e con grossi margini di miglioramento. Parola d’ordine: aggregazione, tanto da spopolare tra vip e atleti come Totti, Ibrahimovic, Bonolis, Maradona jr e Stefano Di Martino.  Al Padel club Pianeta verde, tra fiori colorati e simboli della pace si sono sfidati i giocatori del gruppo “I PadeLovers” fondato da Giovanni Frenna, che conta centinaia di sportivi tra agonisti e appassionati. L’occasione, il torneo a tema anni ‘70 “Peace, love & padel”, vinto dalla coppia Susanna Bertolotti – Salvatore Caserta, che ha battuto in finale Antonella Russo e Maurizio Grandelli col punteggio di 7-5, 7-6.  “Mi è piaciuto da subito il fatto che questo sport aggregasse indistintamente uomini e donne  – spiega Frenna – e da quando ho cominciato  anni fa non ho più smesso. Ho creato un gruppo padel su whatsapp con gli amici, che è cresciuto a dismisura in pochi mesi, fino a contare più di 500 atleti”.

Il lockdown dello scorso anno ha agevolato il boom. A un certo punto il tennis e il padel erano gli unici sport praticabili, perché non di contatto e anche in città, come nel resto d’Italia sono aumentati i tesserati. Basti pensare che un Italiano su dieci gioca a padel e che sono sopraTtutto i quarantenni a praticare questo sport, grazie anche alla sua dinamicità e reattività.
Ogni mese Frenna organizza con successo speciali tornei, a cui partecipano almeno 40 coppie su 9 campi. Un progetto abbracciato con entusiasmo da uno degli istruttori di padel più stimati e conosciuti e anche ispiratore del movimento sportivo in Campania, Pasquale Russo, gestore con il figlio Matteo del Padel club Pianeta Verde, coadiuvati da Domitilla Galli, tra le prime donne in Italia ad aver ricevuto la qualifica di istruttore federale di secondo livello e organizzatrice di importanti tornei. In campo con loro grandi campioni e maestri come: Mauricio Corbo direttore sportivo, Mathias Leandro Medina head coach, Matteo Russo e Antonio Napoli coach e per l’avviamento al gioco Ignacio Corbo, Davide Nocera e Francesco Prisco.
Lo sport inventato in Messico da Enrique Corcuera negli anni ’60 è praticato da migliaia di persone. In Italia negli ultimi cinque anni il numero di campi è aumentato di oltre l’800%, superando quota 1.800 a dicembre 2020.

Rossopomodoro lancia il nuovo menu e stupisce tutti con le sue “Bufaline”​

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NAPOLI – Rossopomodoro parte con il nuovo menù primavera/estate e con una gustosa novità: le pizze “Bufaline” preparate esclusivamente con mozzarella di bufala campana, la migliore, proveniente dai più rinomati caseifici locali e fatta solo da latte di bufala al 100%. Ce ne sono diverse varianti da provare e ognuna è caratterizzata da un tipo di pomodoro campano. Tutte le pizze “Bufaline” sono elencate nella “carta della mozzarella di Bufala DOP” che Rossopomodoro lancia subito dopo la “carta dei pomodori” che presentava tutti gli ecotipi selezionati di pomodoro, utilizzati nei piatti e pizze a menù. La regina delle “Bufaline” è la storica e ben nota “Verace” di Rossopomodoro, preparata dai maestri pizzaioli Napoletani di tutta la catena con pomodoro Roma, basilico fresco e, in uscita dal forno, olio evo della Penisola Sorrentina DOP.  Poi c’è la “Bufala e Corbara” con scottata di pomodorino di Corbara e scaglie di pecorino bagnolese, la “Bufala e Cuore di bue” e la “Bufala e Parma” con un mix di pomodori Roma, Datterini gialli e rossi e, in uscita dal forno, prosciutto crudo di Parma DOP. Tutte guarnite con mozzarella di bufala campana DOP.

Tra l’altro la Mozzarella di Bufala è acquistabile fresca da asporto in tutti i Rossopomodoro di Italia dove arriva continuamente con consegne giornaliere dai caseifici campani. Le confezioni sono da mezzo kilo e vanno prenotate almeno 24 ore prima del ritiro.

Nel nuovo menù sono da citare assolutamente anchele nuove pizze “Golosone”. Un’esaltazione di gusto con abbinamenti molto particolari di ingredienti di eccellenza. Tra questi il “Gran Biscotto” di Rovagnati nelle pizze Frù Frù, Perlabianca e Gran Biscotto estiva, un emozionante tripudio di sapore con il quale si consolida la partnership tra Rovagnati e Rossopomodoro, due brand 100% Made in Italy.

Nel menù di stagione ci sono anche tante novità e sorprese legate ovviamente alla tradizione napoletana e alla cucina semplice, genuina ed emozionante che tutti conoscono e amano. In questo momento storico, ancora di più, Rossopomodoro ha il piacere di dare gusto e serenità ai suoi clienti attraverso i sapori e l’allegria di Napoli.

Nel menù primavera/estate non poteva mancare il riso e anche per questo prodotto Rossopomodoro si è avvalso dell’esperienza di una delle più antiche risiere del Paese, quella di “Riso Gallo”, altra eccellenza italiana con cui saranno preparati gli arancini della “Tiella”, l’antipasto di fritto misto alla napoletana, composto anche da panzarotti sale e pepe, montanare e frittelline di alghe.

Con la stagione “calda” i piatti super-leggeri nel menù sono ovviamente tanti e una sezione è dedicata proprio alle scelte a basso contenuto calorico: ciotole in stile Poke, con una base di Riso Gallo integrale e tanti ingredienti freschi tagliati a pezzettini: verdure, legumi, carne e pesce. Colorate, leggere e semplici, perché come dice simpaticamente l’Executive Chef di Rossopomodoro Antonio Sorrentino “bisogna sempre stupire, ma con semplicità”.

Altro must del menù sono gli Spaghetti di Gragnano trafilati al bronzo del rinomato Pastificio Afeltra, che richiedono una cottura di 12 minuti per essere al dente. Si possono ordinare nella versione classica con pomodorino, olio evo delle colline salernitane DOP e basilico, oppure “alla Nerano”, una nuova ricetta di questo menù, con zucchine, cacio, pepe e basilico: una vera bontà da non perdere!